Ai confini della brughiera

Breve itinerario di un giorno ai bordi delle North York Moors

Le North York Moors sono un grande parco naturale in North Yorkshire, uno dei più grandi e caratteristici dell’Inghilterra, quasi una cintura verde che con le Yorkshire Dales e il Distretto dei Laghi attraversa il paese da costa a costa. Attraversare le strade strette costellate di olmi e sicomori — spesso purtroppo anche da numerosi fagiani, conigli e scoiattoli uccisi dalle auto di passaggio- riporta alla mente gli iddilli rurali descritti dalle poesie di Wordsworth e dai dipinti di Turner.

Le North York Moors sono facilmente raggiungibili in auto da York tramite l’A64, o meno facilmente con i mezzi pubblici che vanno verso la costa (fermandosi nella zona di Malton) o verso nord (Thirsk). La prima meta dell’itinerario dista da York circa 45 minuti.

Thornton-le-Dale

Il piccolo villaggio di Thornton è considerato uno dei più belli della regione — se non della nazione — e si affaccia proprio sulla brughiera. E’ a pochi minuti dalla foresta di Dalby e una delle sue caratteristiche tipiche è il rivoletto d’acqua (“Thornton Beck”) che costeggia le sue case.

Il Thornton Beck lungo l’A170
Uno dei cottage simbolo di Thornton

Il paesello ha i servizi essenziali richiesti ad un villaggio che attrae turisti e famiglie: caffé, panetterie, pubs, ristorantini, persino un pastificio italiano, generalmente tutti dog friendly. C’è un grosso parcheggio a pagamento con toilette gratuite (“sotto controllo” della polizia per torbide storie da bagni di autogrill di cui si trovano testimonianze nei graffiti all’interno dei cubicoli) tuttavia se ci si ferma meno di un’ora c’è un parcheggio gratuito nel centro del paese, sull’A170. L’atmosfera (fuori dalle toilettes) è molto piacevole: c’è un laghetto e se si prosegue costeggiando il rigagnolo d’acqua ci si può addentrare in un bosco. E’ pieno di anziani che ti salutano come se ti avessero già visto al pub col loro nipote, che è sempre un bonus, ed è pieno di cani come generalmente avviene in questo tipo di località, altro bonus.

Hutton-le-Hole

Percorrendo l’A170 verso ovest, passando la “market town” di Pickering — un nome che mi ha sempre affascinato data l’assonanza con “pickles”, i sottaceti- e svoltando sulla destra a Keldholme, si arriva a Hutton-le-Hole.

Hutton è un altro villaggio caratteristico, più piccolo e con meno servizi di Thornton, ma è la porta d’accesso alla brughiera. Già nella sua stretta strada di accesso si respira aria rurale, tra segnali di “stare attenti alle pecore” e un’altra moria di animaletti vari sul battistrada. Il panorama è magnifico, tra boschi e i bassi cespugli rosseggianti della brughiera. Da vedere la chiesetta di St. Chad, l’unico pub “The Crown”, il “Museo del flolkore del Ryedale” (che ovviamente non ho visto) e le colline. C’è ampio parcheggio (£ 2,50 l’ora, manco fossimo a Milano, la macchinetta ad oggi non accetta le nuove monete da £ 1) e si consigliano scarpe da trekking leggero, o da ginnastica, a meno che non siate come me e l’idea di sporcarvi le scarpe da ginnastica proprio non vi va giù.

Una falsa nota di colore: ho provato a fare un po’ di ricerca sul perché molti paesi del North Yorkshire abbiano “-le-” nel proprio nome. Wikipedia non ha saputo offrirmi nulla di più di cognomi vietnamiti e della provincia di Lecce, quindi il mio sesto senso mi dice che è una parola di derivazione normanna, data la similitudine (beh, in realtà proprio l’uguaglianza) con l’articolo francese “le”. Si accettano spiegazioni accreditate nei commenti.

La strada d’accesso a Thornton. Notare l’onnipresente rigagnolo (qui Hutton Beck)
Il “centro” di Thornton. W il rigagnolo.
Monumenti storici e segnali di urbanizzazione
La brughiera, o meglio “North York Moors”. Ho tentato di fotografare un montone ma ho desistito dopo il suo sguardo minaccioso.

Hutton è il punto di partenza perfetto per una camminata nelle Moors. Il sito del parco nazionale suggerisce un percorso circolare verso il vicino villaggio di Lastingham, ma sono sicuro che sia possibile fare di meglio, magari perdendosi nella brughiera. P.S. Se avete davvero intenzione di perdervi nella brughiera tenete conto che non c’è segnale telefonico. Nemmeno in paese. Il che se volete perdervi è senz’altro un vantaggio, ma nel caso vogliate chiamare un’ambulanza o ordinare un take-away può essere un problema.

The Star Inn at Harome

Partendo in mattinata da York a una certa viene fame. Organizzando questa gitarella ho cercato qualcosa da mangiare a Helsmley, di cui ricordavo la grande piazza piena di pub. Ma in quest’epoca moderna fatta di recensioni di Tripadvisor piene di astio è difficile scegliere senza farsi abbattere da chi ha dovuto cenare nel tavolo vicino all’entrata e si lamenta degli spifferi. Ho dunque chiesto consiglio a una mia collega che vive (più o meno) nella zona e ha lavorato come chef in passato, dando nel frattempo un’occhiata a Google sotto la voce “guida Michelin”. Siamo giunti alla conclusione che lo Star Inn di Harome sarebbe stato il posto giusto.

Lo Star Inn di Harome. La mia incapacità di scattare fotografie non influisce sulla qualità del cibo.

Lo Star Inn è un gastropub rinnovato nel 1996 che metteremmo nel calderone del “country chic” senza esitare un secondo. L’ambiente è molto posh, dunque molto bello, così come il menù, molto buono. Il locale si tiene stretta la sua stella Michelin, è stato recentemente nominato 19° miglior ristorante del Regno Unito e almeno un paio di rosette AA (la versione britannica del Touring Club) dal 1997 a questa parte. I main nel menù alla carta veleggiano tra i £ 22 e i £ 27 e non esiteremmo a definirlo meritatamente costoso. Tuttavia durante il pranzo nei giorni settimanali c’è un “market menu” (fisso e senza possibilità di scelta) da £ 20 sterline, £ 25 con dessert. Sebbene non sia di interesse generale ho pagato circa 45 sterline (più mancia) per: due bottigliette d’acqua frizzante + un cocktail di gin analcolico con tonic alla stella alpina e foglietta di timo (un quarto del costo del pranzo)+ tre ostriche di Lindisfarne servite (ottima presentazione) con tabasco, tabasco verde, limone e chutney di cipolle rosse a parte + entrée di cocktail di gamberetti “posh” (sic) e carpaccio di salmone affumicato, con insalatina mista, pomodorini secchi e un sorbetto di bloody mary che era la fine del mondo + ossobuco di vitello con morcilla fritta (una sorta di black pudding basco), patate alla dauphinoise e verdure miste + pane (gratis, che in Inghilterra è tutt’altro che scontato), alle carote e patate o al black pudding. Ecco, il pane al black pudding rientra nelle esperienze religiose da intraprendere sul sentiero verso la salvezza.

Non credo sia un argomento valido per la critica gastronomica, ma ogni volta che vado al ristorante — un po’ per curiosità, un po’ per bisogno — devo andare alla toilette. Per me è un criterio valutativo importante. Nel caso dello Star Inn anche quella è a cinque stelle. Non essendo vegetariano/vegano non ho prestato molta attenzione a menù alternativi, ed essendo una cucina pur’alta, ma pur sempre da gastropub, molti dei piatti erano di carne o pesce. Tuttavia al momento della prenotazione mi è stato richiesto se avessi particolari esigenze alimentari, quindi nel caso meglio specificare.

Il ristorante ha anche un B&B (anch’esso con prezzi, meritatamente almeno a giudicare dalla brochure, alti) dall’altro lato della strada, e una succursale a York, a fianco dei Museum Gardens, che si affaccia direttamente sul fiume Ouse (evitare quando il fiume è in piena). Harome dista circa 17 minuti da Hutton e 5 minuti da Helmsley.

Helmsley

Helmsley è una market town ai bordi delle Moors. Per market town, avrei dovuto spiegarlo prima, si intende quel tipo di cittadine che nel medioevo avevano il permesso di organizzare mercati. Più grandi dei villaggi, più piccole delle città. Ancora oggi quasi ogni giorno si tiene il mercato nella piazza centrale, su cui si affacciano numerosi pubs per chi volesse mangiare senza vendersi un rene. Rispetto ai villaggi sopracitati ci sono tutti gli elementi caratteristici: il rigagnolo, il folklore e la prossimità geografica alla brughiera. Emergono anche due elementi di novità: le dimensioni, con numerosi servizi quali librerie, fish and chips, kebab, supermercati, negozi di arredamento e abbigliamento, e il castello che troneggia sulla città e sul parcheggio adiacente (£ 1,60 l’ora). Oltre al castello (gestito da English Heritage, ergo ingresso non gratuito) in città sono presenti anche il parco di Duncombe e al suo interno il Centro Nazionale per gli Uccelli da Preda, con gufi, falchi, aquile e altre simpatiche creature che si esibiranno per i vostri pargoli. Helmsley è piacevole perché, pur essendo più viva dei piccoli villaggi che la circondano, non perde l’atmosfera rurale che l’ha resa così popolare e affascinante. L’ufficio turistico locale vanta le visite di numerosi vip, da Benedict Cumberbatch a Maggie Smith, da David Beckham a Daniel Craig. Insomma, pure qui il country chic si spreca.

Helmsley. Foto non mia, dunque decente.
Castello di Helmsley, altra foto non mia

Castle Howard

Non mi ci sono fermato oggi, essendoci già stato in passato, ma tornando da Helmsley verso York una delle strade possibili passa per Castle Howard (o in alternativa per la più piccola, ma comunque pittoresca Sheriff Hutton). Il castello, che risale al XVIII secolo, è il cuore pulsante dei colli Edoardiani che lo circondano. Già dall’A64 si può intravedere il profilo della cupola centrale, il grande obelisco posto al suo ingresso o il monumento al conte di Carlisle. Attraversando i suoi cancelli (la strada passa in mezzo all’enorme proprietà) si potranno notare i vertiginosi saliscendi della carreggiata, l’immensità del castello e dei suoi giardini, e la presenza di fauna, prevalentemente fagiani (se guidate stati attenti e fateli attraversare). Di fronte al castello è presente un altrettanto enorme arboreto.

Foto rubata, cap 3

Oltre ad essere semplicemente bello (e un po’ pricey) da visitare, il castello ospita anche numerosi eventi (a breve, maggio-giugno, inizia un festival dei fiori) e ha un negozietto di chincaglieria, arredamento, macelleria e gastronomia varia che merita una visita.

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