La nota su Medium¹²³⁴⁵⁶⁷⁸⁹⁰

Finalmente ho capito come fare le note su Medium, come questa.¹ Magari era cosa… nota, ma non a me. Più precisamente, si tratta dell’esponente o richiamo di nota (diamoci un tono editorialeggiante).

Amanti della puntualizzazione esatta, avvocati dal comma bis in tasca, venditori di pile scariche con clausole, redattori dell’appunto in calce e chiosatori: esultiamo insieme. Finalmente possiamo celebrare l’inciso, la specificazione, la qualificazione, la condizione e tutto ciò che una nota — oggetto tipografico così apparentemente innocuo— sa fare. Finalmente, a critici e distratti potremo opporre un laconico “Ma come? Non hai letto la mia nota 37? Era tutto scritto lì”.

La nota è judoka con cintura nera. Si apposta lì sotto, silenziosa, senza che nessuno si degni di leggerla e poi, se il lettore poggia l’occhio… con abile mossa può ribaltare il senso del testo e far cadere il suo lettore dalla sedia. Un solo punto di leva che può sbilanciare e ribilanciare un testo lungo migliaia di parole.


Il suggerimento circolava in alcune risposte di Elizabeth Tobey su Talkback. La tecnica è illustrata in italiano qui (la spiegazione è, giustamente, nella parte finale del testo… in nota).

Eccola riassunta:

  1. Scrivere 1
  2. Premere contemporaneamente shift e ^ (Normalmente, il segno ^ è sul tasto ì)
  3. Scrivere un numero.

Ed ecco comparire l’esponente. Funziona, apparentemente, solo coi numeri. Fate un po’ di esercizio, perché non è così automatico. Considerate anche che non c’è un collegamento automatico fra esponente e nota, come in Word.


Per i testi scritti da coloro — come me — che sono affetti da parenteticismo acuto² o da trattinismo ossessivo³, la nota può dare più respiro a chi — bontà sua — legge.⁴ La nota (infatti)⁵ non rompe il ritmo della lettura⁶ con parentesi o incisi.⁷

La domanda è: tu inserisci l’esponente di nota prima o dopo il punto?

A. Metto il richiamo di nota qui.⁸
B. Metto il richiamo di nota qui⁹.

Confessa: sei una persona A o B?

Note

  1. Nota 1, sì!
  2. Perniciosa deviazione cronica del testo, che costringe il lettore (ben avviato sulla strada maestra dell’argomentazione) a prendere un viottolo laterale e polveroso che a stento riconduce sul sentiero principale. Dicevamo?
  3. V. nota 2². In questo caso la noiosa deviazione avviene sullo scivolo di un trattino lungo. Naturalmente, che sia trattino lungo o lineetta ( — ) e non trattino breve (-).
  4. Son ricaduto nel trattinismo, sorry…Ben due coppie di trattini lunghi nella stessa frase, lo so… È più forte di me.
  5. Infatti messo fra parentesi non si può leggere... Metto questa nota per fare ammenda.
  6. Anche una nota può interrompere il ritmo, però. Come questa.
  7. Se hai continuato a fare scroll down e scroll up fra testo e note, forse è tempo di rivalutare parentesi e trattini (la rivincita della parentesi e — sia detto per inciso — del trattino lungo).
  8. Sei una persona affascinante e di animo nobile.
  9. Non dovevi farmi questo… Sarà forse questione di gusto soggettivo, ma come fai a mettere un richiamo di nota prima (prima!) del punto?¹⁰
  10. Ok ok, anche tu sei una persona affascinante e di animo nobile, scusa lo sfogo. E in effetti si apre il capitolo se la nota vada prima o dopo il punto interrogativo (v. sopra, nota 10¹⁰) e altri segni.¹¹
  11. Ma troviamo un compromesso sulle note col punto se vogliamo andare d’accordo. Ti chiedo solo questo, in fondo.¹²
  12. Va bene, io imparerò a non mettere richiami di note nell’elenco delle note…
  13. Ciao, sono la nota 13. Non ho un punto del testo a cui riferirmi, non cercarlo. Sono una nota libera e introspettiva, che si auto-commenta.
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