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Le biblioteche sono (anche) luoghi di memoria, dove conservare le parole per riportarle indietro quando necessario. Tale funzione è legata al concetto stesso di lettura. Due storie scritte recentemente (v. sotto) si interrogano sui “Distillati”: un nuovo prodotto editoriale che riassume (distilla) il libro per renderlo leggibile più rapidamente. In ambedue gli articoli si mette in guardia da queste forme di mero consumo di parole. Fanno capire che la nostra era sta aggiungendo un consumo rapido, senza memoria, delle parole.

Quello di essere consumate e gettate non è il destino finale delle parole, che rimangono depositi di conoscenza. Le biblioteche continueranno la loro funzione, ma il concetto stesso di lettura sta cambiando.

Consumo? Memoria?

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