Luoghi comuni, non ci sono più i mezzi libri!

“Non ci sono più le mezze stagioni”, “quando c’era lui i treni arrivavano in orario”, “fortunato nel gioco, sfortunato in amore”, sono solo alcuni dei luoghi comuni che si sentono dire spesso in giro. Ma chi ha la passione per la lettura o chi lavora nel mondo dei libri ne sente altri che sono spacciati per verità assolute. Di seguito diamo un piccolo censimento (e relativa demolizione) dei migliori.

· I libri sono cibo per la mente

Lo slogan preferito di ogni Pubblicità Progresso per l’incentivo alla lettura, che poteva avere un qualche tipo di impatto per i primi due anni in cui è stato usato, poi davvero basta… In realtà la frase potrebbe anche funzionare, peccato che celi al suo interno un non-detto: non tutti gli alimenti sono sani, ci sono i polpettoni, gli insipidi, gli indigesti e via dicendo. Quindi occhio alle intolleranze, ma anche alla bulimia letteraria: non fa bene leggere di tutto.

· Non giudicare un libro dalla copertina

E invece sì, altroché se giudichiamo. Fate questo esperimento: guardate queste copertine e diteci se mai comprereste uno di questi libri.

Se la risposta è affermativa, avete seri problemi di vista. La copertina è una miniera di informazioni importanti, ed è raro che il nostro fiuto ci inganni. Consiglio di evitare i libri con la fascetta che reca la dicitura: miglior libro dell’anno, ottava edizione in due giorni, un libro intenso e sconvolgente. Evitate anche i titoli banali come Il tempo delle more, Io sono_____ (da riempire a piacimento) o titoli con dentro la parola “amore”. Ma soprattutto evitiamo le copertine con sguardi profondi e finti ammiccamenti.

· Le foto di libri su Instagram

Con annessa tazza di thè caldo, maglione autunnale (anche d’estate), macchina da scrivere e hashtag a piacimento. Il tutto con una simmetria perfetta, quasi stucchevole. Ma poi chi ci crede che li leggano davvero?

· I libri si finiscono per principio, non si lasciano a metà

Frase molto in voga, ma anche molto stupida. Per quale motivo uno si dovrebbe accanire su un libro che trova noioso e sgradevole? Per sfidare sé stessi? O per il semplice fatto che lo si è comprato? È un po’ come dire: ho già buttato del denaro, per pareggiare adesso butto anche via il mio tempo. Nessuno vi darà indietro né l’uno né l’altro. Abbiate il coraggio di lasciar andare le cose che non vanno… sigh che frase poetica.

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