Cari comaschi, c’è un whistleblower qui?
Philip Di Salvo
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Non hai idea di quanto mi abbia fatto piacere leggere un pezzo riguardo al muro del lago di Como, Philip. Da comasca (seppure espatriata) questa questione mi è stata a cuore fin dal primo giorno in cui eressero quel cantiere improponibile. Purtroppo ho dovuto tristemente constatate che, seppure la stampa locale ne abbia parlato non poco, la storia del muro non è mai uscita dai confini della provincia comasca — tuttora se chiedo agli amici di Varese, Monza, Milano nessuno ne sa nulla. Come se questo non fosse uno scandalo all’altezza di tutti gli altri in Italia, come se il fatto che il muro avesse portato via il lago a cittadini e turisti fosse un fatto di poca importanza, come se i soldi pubblici sprecati fossero solo un problema di chi vive a Como e dintorni. Scrissi anche un racconto sulla questione (pubblicato qui su Medium, se ti va di leggerlo: https://medium.com/sera-di-mattina/la-guida-turistica-7ca74aa1809c#.u51a6k35r) e ancora oggi, seppure ormai vedo Como una volta l’anno, spero che qualcosa possa finalmente smuoversi.

Mi aggrego a te nell’invocare un whistleblower, confidando che dopo tutti questi anni qualcuno abbia voglia di far sapere al mondo la verità. Per il rispetto del lago, dei cittadini e di tutti coloro che hanno provato a vederci chiaro in questa storia. A dispetto del muro.

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