Akihabara in tutto il suo pika-pika

Tokyo spiegata facile

Di guide per Tokyo ce n’è una marea, ma qui ho cercato di scriverti (in modo sgarbato) quello che solitamente gli otakuminkia non ti dicono.

Come arrivare

Possibilmente in aereo ma non prendere Alitalia. Altre compagnie molto più efficienti offrono spesso voli abbordabili e per esserne messi al corrente basta iscriversi alla loro newsletter.
tu: «Ma io sono patriottico e non mi piacciono gli scali in Germania!».
io: «Cazzi tuoi».

Cosa fare prima di partire

  • Fai una assicurazione che copra l’assistenza medica e altri inconvenienti. Molto difficilmente verrai rapinato a Tokyo, ma avere problemi a 10000Km da casa può seriamente mandarti in vacca le vacanze.
  • Se sei allergico a farmaci e alimenti, o hai altri problemi di salute compilane una adeguata descrizione in un inglese facile e leggibile, e tienila nel portafogli insieme a eventuali contatti utili.
  • Prenota un router WiFi. Costerà un po’, ma oltre che per twittare le tazze di Starbucks ti servirà per cose che ora non immagini nemmeno. Qui ci sono tre siti che ti permettono di prenotare il bogolo via Internet e ritirarlo direttamente all’aeroporto:
    - Tocoo
    -
    Global Advanced
    -
    WiFi Hire

Cose da fare appena arrivi

  • Fai una tessera ricaricabile Suica o Pasmo. Ti consente di fare acquisti nei konbini e in molti distributori automatici, ma soprattutto ti fa viaggiare su bus, treni e metro, pagando il minimo indispensabile e senza lo stress di doversi procurare un biglietto prima di ogni tratta. Funziona a Tokyo, Osaka e sul 95% dei trasporti pubblici giapponesi (esclusi Shinkansen o altri treni che richiedono una prenotazione).
    - Suica

App da avere

  • Google Maps: integra in maniera superlativa tutti i trasporti giapponesi, ti spiega nel dettaglio come raggiungere qualsiasi altro punto del Giappone e anche quanto ti costa. Per la metro di Tokyo è indispensabile.
  • MetrO (by Kinevia): ti dice come spostarti da una stazione metro all’altra quando non hai una connessione a Internet.
  • Line: ormai i Giapponesi la usano al posto del telefono.
  • Viber: come Line, però ticonsente anche di acquistare traffico telefonico per chiamare telefoni fissi e mobili in Italia, e funziona meglio di Skype.
    OK. Anche due bicchieri di plastica collegati con una cordicella funzionano meglio di Skype, ma non divaghiamo.
  • Glympse: segnala a chi vuoi la tua posizione e torna utile per trovarsi o per farsi trovare. Una funzione simile è ora offerta anche da iMessage di iOS.
una utile communication card per essere pestati a sangue dai passanti nel caso foste riusciti a scampare il terremoto
  • Safety tips: è la App ufficiale del Ministero del Panico Nazionale con cui è possibile essere avvertiti in caso di imminente terremoto o altre catastrofi naturali, e dovrebbe servire per togliere dalle grane i turisti anche grazie a preziose communication card che sono tutto un programma (comico).
    Sinceramente non ci farei troppo affidamento, comunque la scarichi partendo da qui: iOS e Android.

Evitare figure di merda

  • Non urlare. È il Giappone non il “mercato del pesce” e comunque qui strillano relativamente poco anche al mercato del pesce. Anzi, già che ci siamo, evita di parlare anche col tuo normale tono di voce italiano perché corrisponde sbraitare come un mentecatto.
    tu: «Ma io ho visto uno che strillava come un pazzo in mezzo alla strada».
    io: «Probabilmente vendeva televisori».
  • Non telefonare e non ricevere telefonate se non sei da solo. Se proprio sei costretto a farlo in pubblico vatti a nascondere come un ladro in un angolino e parla a bassa voce, ma sentiti comunque in colpa come una merdaccia.
  • È vietato fumare all’aperto e camminando sui marciapiedi a meno che non ci sia un apposito corner per fumatori dotato di portacenere o apposito locale chiuso (inutile descriverli, l’astinenza te li farà riconoscere all’istante). Puoi invece fumare in molti ristoranti e caffè, ma il fatto che sia possibile farlo non significa che faccia piacere a quelli del tavolo a fianco.
  • Un giapponese che parla l’italiano e che magari usa il congiuntivo meglio di te è indistinguibile da un giapponese qualsiasi. Ne consegue che “dire cose” in loro presenza, supponendo che non ti capiscano, non è consigliabile (e comunque potrebbe esserci nei paraggi qualcuno che ti capisce benissimo, tipo io che sto arrivando con un cesto di scoppole calde).
  • Sarai circondato da persone scandalosamente civili che faranno cose nauseantemente educate nei tuoi confronti; spesso basta un piccolo gesto della testa per ringraziarle.
  • Anche in mezzo alla calca quasi nessuno verrà a sbatterti contro camminando. Fai altrettanto.
  • Mangiare camminando per strada è considerato una cafonata. Siediti e gustati l’onigiri da tranquillo.
  • Reprimi il tuo istinto romano/milanese e non ti atteggiare mai a “esperto del luogo”. Soprattutto dopo soli tre giorni di Giappone.

Puoi trovarmi un hotel economico?

No, e non è per cattiveria. Puoi farlo da te con siti o App come Kayak o Booking.com. Rivolgersi alle reception vuole dire sentirsi elencare il listino prezzi standard e di solito è una esperienza finanziariamente poco gratificante, via Internet invece trovi offerte a carrettate.

A Tokyo “Hotel 1 o 2 stelle” non è necessariamente sinonimo di “tugurio con scarrafoni” ma solo “albergo non nuovissimo con carenza di servizi extra”, però valuta attentamente la distanza dell’hotel dalle stazioni della metro.

Se la permanenza a Tokyo (o Osaka) supera le tre settimane puoi valutare l’affitto di una weekly mansion ma dovrai prepararti la colazione da solo.

Trasporti pubblici

Tokyo ha una rete trasporti che per dimensioni ed efficienza non possiamo altro che definire “impressionante” e prostrarci come inefficienti scarrafoni.

Autobus, linee ferroviarie statali e private, due reti di metropolitana (Toei e Tokyo Metro), la Yamanote (una ferrovia anulare gestita da JR), un paio di sopraelevate (la Yurikamome e la monorotaia per l’aeroporto Haneda), una quantità smodata di taxi più altre cose che probabilmente ignoro.

La Yamanote è il trasporto più economico per andare da un capo all’altro di Tokyo, seguita da metro e autobus. I trasbordi misti fra Tokyo Metro e Toei potrebbero essere meno convenienti rispetto a usare solo treni di una compagnia. Si parla comunque di poche decine di yen di differenza.

Alcune linee metro (Ginza Line, ad esempio) sono molto vecchie e hanno qualche stazione priva di interconnessione interna fra il binario di andata e ritorno. Per cambiare senso di marcia devi uscire all’esterno e rientrare dall’altra parte della strada.

Occhio ai treni metro con la scritta RAPID o EXPRESS. Sono “rapid” nel senso che saltano alcune stazioni più piccole e fai attenzione a eventuali biforcazioni perché io non vengo a prenderti a Yokohama.

Salvati il PDF della metro di Tokyo sul cellulare, va’.

I taxi non si prenotano. Si alza un braccio a bordo strada e ti piovono addosso (soprattutto dopo le 17). Non toccare la porta del passeggero: si apre e si chiude automaticamente. Puoi pagarli con carta di credito.

Noleggiare una bici è una ipotesi da non sottovalutare e molti alberghi offrono il servizio direttamente presso di loro.

Cosa visitare

Essendo un nerd potrei consigliarti solo roba per nerd, cosa che potrebbe starti anche bene perché se vuoi venire in Giappone sicuramente sei anche tu mezzo nerd. Ti chiedo quindi di essere ancora più nerd e cercarti da solo le numerosissime guide per nerd che pullulano in Internet senza stracciare le mie palle da nerd chiedendomi di fare l’ennesima guida ai posti nerd di Tokyo.

Inoltre chiedere l’elenco dei posti nerd a Tokyo è un po’ come chiedere quello dei posti caldi all’inferno. A ogni modo, se è la prima volta che visiti il Giappone troverai interessanti anche i semafori.

Quando

  • Il periodo migliore va da marzo a giugno. In una settimana compresa fra marzo e aprile (decide il clima) fioriscono pure i ciliegi e fanno lo spettacolino che vedi nella foto qui accanto.
    Evita solo il periodo della golden week: i treni sono pieni e gli alberghi ti costano come a Montecarlo.
  • Ottobre e novembre non sono il massimo dello spasso ma il clima è ancora sopportabile, e puoi metterci dentro anche dicembre se ti piacciono le decorazioni natalizie.
  • Gennaio e febbraio sono freddi ma non ti faranno sentire la mancanza di città come Torino, Milano o Oslo.
  • E infine: luglio, agosto e settembre, che non è una canzone di Luca Carboni ma un periodo che ti riserverà caldo, atroci sofferenze e tifoni tropicali.
    tu: «Ma io ho le ferie le solo lì :((((».
    io: «Cazzi tuoi».

Ristoranti

  • Cominciamo con le buone notizie: l’acqua è gratuita, non si paga il coperto e non vogliono nessuna mancia.
  • Hanno quasi sempre il menu affisso all’esterno e nelle grandi città non è difficile trovarlo con illustrazioni e sottotitoli ma nella peggiore delle ipotesi ci saranno almeno i prezzi leggibili (così, per farsi una idea).
    Se invece il menu è totalmente in giapponese, prezzi compresi, probabilmente non sono abituati a (o preferiscono non) servire stranieri.
  • Non è detto che un ristorante sia a livello strada. Molti si trovano nell’interrato o dal secondo piano in su e sovente non sono minimamente visibili dall’esterno. Nei centri commerciali, ad esempio, li trovi tutti all’ultimo piano.
  • I menù del pranzo (domeniche e festivi compresi) hanno prezzi molto più convenienti di quelli della cena, ma tieni presente che l’orario di cena potrebbe cominciare anche a partire dalle 15, che il ristorante potrebbe chiudere tassativamente alle 22 e raccogliere il “last order” già alle 20/21 (è così, non fare domande).
  • Esiste tutta un’altra serie di ristoranti in cui poter mangiare fino alle 24 abbondanti e di solito si trovano in quartieri prossimi alle stazioni. Sono generalmente frequentati da impiegati locali che a fine turno ci vanno per bere, fumare e mangiare cose che il giorno dopo richiedono l’uso di tonici per il fegato e digestivi (abbondantemente reclamizzati sulle TV nazionali). Fai tu.
  • Poi ci sono i ristorantini fighetti con cucina di vario genere, orari a discrezione del proprietario e un rapporto quantità/prezzo che è tutto un programma. Però puoi farci meravigliose foto da mettere su Instagram.
  • Alcuni fast food alla occidentale/giapponese (quindi si spazia dagli hamburger al curry) sono aperti 24h e li riconosci facilmente perché sono quelli aperti alle 3 del mattino. Questa è senz’altro la nota più utile di tutto il post.

Cibo in genere

A Tokyo in casa si cucina pochissimo. Ne consegue che tutti i supermercati hanno una sezione enorme dedicata a ottimo cibo take away, spesso prodotto nel supermercato stesso pochi minuti prima. Nei grossi centri commerciali di solito occupa l’intero primo piano interrato.

Anche i konbini hanno la loro sezione take away che va ad aggiungersi a un vasto assortimento di schifezze confezionate, dolciumi e snack che adorerai. Alcuni mettono a disposizione tavolini e microonde per scaldare e consumare il cibo.

Personalmente preferisco la catena 7Eleven.

Tutte le camere d’albergo hanno un bollitore che potete usare anche per farvi un cup ramen d’emergenza oltre al tè e il caffè messo quotidianamente a disposizione dall’hotel.

Okanè (Soldi)

Non sarà sempre possibile pagare con la carta. Le tessere Suica e Pasmo si ricaricano con banconote, i negozietti e le bancarelle non sono attrezzati, i konbini non la accettano e spesso anche gli hotel pretendono il pagamento in contanti se le camere sono state prenotate tramite offerte online. Ad ogni modo cambia in Yen il minimo indispensabile e usa la carta di credito ogni volta che ti è possibile. Per quanto riguarda commissioni e tassi di cambio Visa e Mastercard sono molto più oneste di qualsiasi banca Italiana o Giapponese.

Lo so, la parola “onestà” nella stessa frase con “banca” e “Visa” sembra fuori luogo… ma proseguiamo.

Se ti serve altro denaro puoi prelevarlo con la carta di credito presso gli ATM (bancomat) delle poste giapponesi e dei 7Eleven, ma tieni presente che il prelievo non è un acquisto e che la commissione è interamente a tuo carico.

Gli esercizi che espongono il logo TAX FREE offrono il rimborso immediato dell’IVA (8%) o la sottraggono direttamente dall’importo da pagare ma solo se non ti sei scordato il passaporto in hotel.

Cogli l’attimo

Se oggi in un negozio trovi qualcosa di bello potresti non trovarlo più fra qualche giorno. E parlo dell’intero negozio o di tutto il quartiere.

Tokyo è in continua trasformazione, le imprese edili spianano e ricostruiscono a ritmi serrati e quel localino che ti piaciuto tanto o quell’hotel dove ti sei trovato benissimo verrà rimpiazzato da un centro commerciale prima che tu possa consigliarlo a qualcuno o tornarci dopo 3 anni.

Cose sbagliate che sai sul Giappone

  • In Giappone lo Yen si chiama En e il suo simbolo non è ¥ ma 円.
  • Tokyo non esiste. Esiste una prefettura di nome Tokyo ma non una città. Quella che, per semplicità, viene chiamata “Citta di Tokyo” è in realtà una area metropolitana composta da 23 piccole città. E per “piccole” intendo “piccole come Genova”.
  • Non è vero che in Giappone non esistano gli indirizzi. Il sistema giapponese non è basato sui nomi delle strade ma in città come Tokyo è preciso fino a identificare ogni singolo appartamento condominiale come numero civico a sé stante.
  • Quel vulcano lì si chiama Fujisan, non Fujiyama.
  • Molte ragazze hanno i capelli tinti, ma non di verde/blu/viola/rosa. Generalmente si limitano alle sfumature di castano.
    tu: «Ma io mi sono appena fatta la tinta “blu acido kobalto fotoniko”!!!».
    io: «Cazzi tuoi».
  • Mediamente, quello che hai letto nei manga sta al Giappone come Star Trek sta alla provincia Bergamo.
INFOGRAFICA: Quando ti tingi i capelli prima di venire in Giappone

Cose inutili

  • I tagli delle banconote giapponesi sono: 1000, 2000, 5000 e 10000. Ma la banconota da 2000¥ non l’ha mai vista nessuno.
  • Il Natale dura dal 2 novembre al 25 dicembre, o almeno così pare stando agli addobbi e alle musiche dei centri commerciali e le luminarie resistono anche fino al 3 marzo.
  • Caffelatte e café au lait (pronunciati rispettivamente “caferatte” e “cafè olè”) sono considerati differenti perché uno è di provenienza italiana e l’altro francese, o forse perché in uno si mette il caffè dentro il latte e nell’altro il latte dentro il caffè, o viceversa, non ricordo. Se sei confuso chiedi un cappuccino.

Consigli generici

  • Se in un caffè o in un ristorante dovesse esserci qualcuno nel tavolo a fianco che parla con il suo amico invisibile: ignoralo. A Tokyo la schizofrenia è un fenomeno socialmente accettato. Difficilmente ti daranno fastidio.
  • Un’altra cosa socialmente accettata è dormire ovunque: sui tavolini del ristorante, nelle biblioteche e sulla tua spalla in metro. Dagli un colpetto, forse si sveglia.
  • Se trovi un portafogli, un cellulare o qualsiasi altra cosa con valore compreso fra 1 e 2000€ sul tavolo di un locale, non è un oggetto smarrito ma un segnaposto. Il proprietario sta per tornare con la sua tazza di caffè.
  • Nei palazzi il piano terra non esiste, cioè c’è ma lo chiamano primo piano e tutto il resto viene di conseguenza.
  • Molti negozi hanno merce incustodita all’esterno, i supermercati sono spesso privi di passaggi obbligati attraverso barriere antifurto, i gestori ti lasciano girare tranquillamente per gli esercizi senza tenerti il fiato sul collo, nessuno ti obbliga a lasciare la borsa all’entrata e in generale sembrano esserci controlli molto blandi contro il taccheggio: non ti venga in mente di approfittarne. Diventare la star del telegiornale delle 19 per aver cercato di zanzare un onigiri è un attimo.
  • Non dare retta a quello che hai visto nella sezione asian di YouPorn.
    In Giappone le leggi relative alle molestie sessuali non sono dissimili da quelle italiane, ma qui le forze dell’ordine sono parecchio zelanti:
  • Non fare nulla che possa innervosire la polizia giapponese. È molto gentile e apparentemente innocua, ma all’occorrenza* può trattenerti in isolamento** per 23 giorni.
    * Per un motivo qualsiasi a loro discrezione.
    ** Niente telefono, niente avvocato, niente traduttore.

Non solo Godzilla

La tua esperienza in Giappone non potrà dirsi completa al 100% se questo meraviglioso paese non avrà la cura di regalarti l’emozione di sopravvivere a un cataclisma (non necessariamente naturale).

Fra dorsali oceaniche in costante movimento, tifoni tropicali, vulcani, centrali atomiche e dittatori a un tiro di schioppo sempre pronti a testare nuovi prodigi della scienza missilistica, potresti sperimentare la rara opportunità di farti una partita a scacchi con il tristo mietitore. Non farti cogliere impreparato:

Serve altro?

Prova a lasciare una nota ma non ti garantisco niente. Sono pigro. A ogni modo penso di aggiornare la guida aggiungendo cose che potrebbero venirmi in mente in futuro.

Hai trovato degli errori?

…o parole che mancano, ripetizioni, frasi totalmente insensate, ecc.? È probabile, sono disgrafico. Lasciami una nota e correggerò tutto il possibile (tranne “caffelatte” che per me si scriverà sempre e solo con una L).

Questa guida non mi è stata per nulla utile. È solo un lungo elenco di stronzate!

Perché sei un babbeo! Se andavi qui facevi prima: Gotokyo.org

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