Appetite for Friendship: The Guns N’ Roses (Axl-Slash-Duff) Reunion

Era il 17 luglio 1993 (il mio compleanno, guarda un po’…) quando Axl, dopo aver distribuito rose alle prime file di spettatori accorsi al ‘Monumental/Estadio River Plate’ di Buenos Aires, si precipitò ad abbracciare Slash, impegnato — come lui — a lasciare il palco dell’ultimo concerto dell’interminabile ‘Use Your Illusion Tour’.

Il frontman di quella che al tempo è la rock band più importante del Pianeta, i Guns N’Roses, stringe forte a sé il riccioluto chitarrista solista, lanciando al contempo un sorriso a 32 denti, orgoglioso di condividere con partner in crime la soddisfazione per aver portato a termine quella mostruosa impresa che è stata la loro tournée.

Un abbraccio che col senno di poi, diventa premonitore; i due infatti non condivideranno mai più lo stesso palco per oltre vent’anni…

Chiuso il fantasmagorico giro e controgiro del globo, i membri del gruppo (che è già cambiato per 2/5 rispetto al nucleo ‘classico’, e a cui si è aggiunto un tastierista) vanno — momentaneamente — ognuno per la propria strada.

Il bassista Duff McKagan, il terzo degli ‘originali’ (ad essere pignoli, originali sarebbero coloro che componevano inizialmente la band, per questo spesso si parlava invece di ‘classic line-up’, ossia la formazione con cui la band si è poi inizialmente affermata grazie all’album di debutto ‘Appetite For Destruction’, completata da Izzy Stradlin’ alla chitarra ritmica e da Steven ‘Popcorn’ Adler alla batteria), lancia il suo disco solista (‘Believe In Me’), cui segue un tour promozionale.

Axl è impelagato in più di una causa legale, in primis quelle contro i suoi due ex storici amori: l’ex moglie Erin Everly e la modella Stephanie Seymour.

Slash, dopo essersi fatto anche lui un po’ di vacanza, inizia nuovamente a comporre, spesso in compagnia di Gilby Clarke e Matt Sorum, ossia coloro che hanno rispettivamente rimpiazzato Stradlin’ (andatosene dopo la fine della prima parte del tour, nel novembre 1991, stanco della vita da rockstar, dei capricci di Axl e dei problemoni di dipendenza degli altri, mentre lui si era già ripulito per bene) e Adler (licenziato nel 1990, dopo che la passione per sostanze chimiche non esattamente benefiche ne avevano peggiorato parecchio le capacità — a dire il vero già non esattamente ‘ortodosse’ — dietro i tamburi).

Nel frattempo il gruppo pubblica un disco di cover, ‘The Spaghetti Incident?’, che mette insieme brani registrati già durante le sessions per ‘Use Your Illusion I&II’ (con quindi Izzy Stradlin’ alla ritmica — le sue parti sono state poi ri-registrate da Clarke — e per i quali, inizialmente, si era pensato ad un EP) e altri frutto di ‘blitz’ in studio tra un live e un altro.

I ragazzi decidono quindi di provare a rimettersi al lavoro, tra un disaccordo ‘artistico’, una capatina in tribunale e la quasi morte di Duff, salvato per miracolo dopo che gli era praticamente quasi esploso il pancreas per il troppo alcool ingurgitato.

La band non riesce tuttavia a produrre nulla di concreto, e si concentra dunque sull’offerta di partecipare alla colonna sonora del film ‘Intervista col vampiro’, per la quale registrano una cover di ‘Sympathy for the Devil’ dei Rolling Stones.

Alla chitarra ritmica non c’è Gilby Clarke, seppur formalmente ancora sotto contratto come membro ‘a stipendio’ della band, ma Paul Huge, amico d’infanzia di Axl, che da tempo gravitava attorno al cantante e, di conseguenza alla band (tanto che il suo nome è nei ringraziamenti già di ‘Appetite for Destruction’).

Il problema è che Huge (noto poi col suo vero cognome, Tobias) non si limita a suonare la ritmica, ma incide anche un ‘raddoppio’ dell’assolo di Slash. Un’idea, chiaramente, concordata con Axl, ma della quale nessuno si preoccupa di avvertire il riccioluto solista. Il quale scopre il tutto a cose fatte e, ovviamente, non la prende bene…

Slash dice ad Axl che lavorare con Huge/Tobias non gli piace, non trovando con lui feeling umano e artistico. Axl, stando a quanto sostenne Slash, si limitò a far presente che non è necessario essere amici per poter lavorare insieme…

A questo si aggiunge la bocciatura, sempre da parte di Axl — ma pare anche da quella di Duff — dei brani messi insieme da Slash e Matt Sorum durante le jam nello studio di registrazione casalingo del chitarrista. Che sceglie quindi di cercarsi un cantante e mettere su un side project per far uscire comunque il materiale. Nascono così gli SVO (Slash’s Very Own) Snakepit, tramutati poi dalla casa discografica in Slash’s Snakepit, per capitalizzare sul nome del membro principale della compagine. Il disco è prodotto da colui che ha girato le manopole già sui dischi dei Guns N’ Roses, Mike Clink, e ci suonano anche Gilby Clarke e persino Dizzy Reed, oltre ovviamente a Matt Sorum. Mancano solo Axl e Duff, ossia i due elementi dei GN’R che avevano in mente qualcosa di diverso per il sound della band (anche se McKagan è co-autore di un brano del disco degli Snakepit, ‘Beggars&Hangers-On’).

Viene pianificato anche un tour promozionale per ‘It’s Five O’Clock Somewhere’ (questo il titolo dell’album), per il quale Slash deve però mettere insieme una band in buona parte diversa da quella che ha registrato il disco: Axl infatti non prende bene l’attivismo del ‘partner’, e per evitare uno scontro Dizzy e Matt rimangono a casa e ogni tanto vengono richiamati in sala prove per provare nuovamente a mettere insieme il nuovo disco di inediti dei Guns N’ Roses.

Torna quindi anche Slash, sempre scontento di lavorare con Paul Huge e frustrato perché non si riesce a trovare un accordo sul tipo di disco da fare: lui vorrebbe un ritorno alle origini, mentre Axl preferirebbe proseguire nell’evoluzione che ha caratterizzato gli ‘Use Your Illusion’, proiettando i Guns N’ Roses in una dimensione sulla falsariga dei Queen, maestri assoluti nel toccare quasi tutti i generi possibili, pur rimanendo indiscutibilmente riconoscibili.

Slash sostiene che in quelle sessioni di metà Anni ’90 (alle quali ad un certo punto prese parte anche lo shredder Zakk Wylde, pare su idea di Axl come a dire a Slash “visto che ti lamenti a suonare con Huge perché è scarso…beh, allora beccati sto ‘mostro’!”) si sia lavorato soprattutto su composizione di Axl, mentre Rose dice che alla fine accettò di fare qualcosa di AFD-style, pur che si andasse avanti.

Ma ormai gli animi sono esasperati, i vari manager, assistenti, avvocati e contabili vari non danno una mano, ma cercano semplicemente di trovare sempre e comunque il lato più vantaggioso per loro… E, dato che è Axl a detenere legalmente i diritti sul nome della band, puntano più spesso ad assecondarlo che a mediare con lui, dato che il ‘ragazzo’ ha il licenziamento facile…

Alla fine l’incomunicabilità ha la meglio e, nell’ottobre 1996, Slash lascia la band. Per qualche mese, all’interno della band e dello ‘staff’, la cosa viene avvertita come passeggera, tanto che di lì a poco Matt Sorum propone ad Axl di arruolare Robin Finck dei Nine Inch Nails come secondo chitarrista, pensando che sarebbe un partner certamente più gradito a Slash rispetto a Paul Huge.

Axl apprezza subito Finck e decide che si, in effetti è proprio il caso di farlo entrare nella band…ma al posto di Slash!

Nel 1997 parte quindi di fatto la ‘nuova era’ dei Guns N’Roses, con Axl alla voce, Finck e Huge alle chitarre, Duff al basso, Sorum alla batteria e Dizzy Reed alle tastiere.

Ma dura poco…

Una sera, in sala prove, Sorum sente Huge sparlare di un live di Slash (che se la spassa temporaneamente con un blues cover band chiamata Slash’s Blues Ball) cui avrebbe assistito (o di cui gli avrebbero riferito), e i due iniziano a litigare. La discussione coinvolge anche Axl, col quale il batterista si sfanculizza, ponendo di fatto fine alla sua permanenza nei Guns N’ Roses.

Qualche mese dopo se ne va anche Duff, ormai sano e sobrio, e per niente interessato a vivere ancora all’interno di una telenovela infinita.

A rimpiazzare il duo ritmico arrivano, rispettivamente, il richiestissimo turnista Josh Freese e Tommy Stinson, ex dei Replacements. A loro si aggiunge anche un secondo tastierista ed esperto di sintetizzatori e diavolerie tecnologiche varie, Chris Pitman.

La mutazione dei Guns N’ Roses è completa, e così la sua diaspora: Axl lavora coi nuovi ragazzi ad un sacco di materiale, che vedrà in parte la luce solo nel novembre 2008, con la pubblicazione di ‘Chinese Democracy’.

I ‘fuoriusciti’, invece, provano a rilanciarsi con più o meno fortuna: Duff pubblica un altro disco solista, poi mette insieme diverse band, di cui forse i Loaded sono quella che ha avuto i migliori risultati. Matt Sorum incide a sua volta un disco solista, collaborando poi con diversi artisti. Slash, infine, resuscita gli Snakepit, con una formazione completamente nuova, ma anche questa avventura non è fortunatissima. Anche lui, inoltre, si lancia nelle collaborazioni più disparate.

Nel frattempo la guerra tra le parti è continua e inesorabile: tra dichiarazioni aspre ai media e cause in tribunale, non c’è assolutamente pace tra Axl e gli ex compagni.

La cosa ha un’escalation quando Slash, Duff e Sorum (e, per un breve periodo, anche Izzy inzialmente) mettono insieme i Velvet Revolver, con alla voce Scott Weiland, appena uscito dagli Stone Temple Pilots (e l’ex collaboratore di Duff, nonché già compagno di scuola di Slash, Dave Kushner come secondo chitarrista).

I nomi coinvolti e il fatto che sia una quasi reunion dei Guns N’ Roses (ovviamente al netto di Axl) attira l’attenzione dei media: le conferenze stampa e le interviste sono tante, e spesso sono le domande sul passato a farla da padrone. Per somma irritazione soprattutto di Slash, oltre che di Weiland. Il quale poi offenderà pubblicamente Axl quando questi racconterà — tramite comunicato stampa di un suo avvocato — di una vista notturna di Slash a casa sua, nel quale il chitarrista avrebbe sparlato dei suoi compagni nei VR…

Le cose tra Weiland e gli ex-Gunners non andranno poi benissimo: il gruppo caccia il cantante, il quale dichiarerà di aver capito come forse Axl Rose non avesse tutti i torti…

Gli anni passano, l’acrimonia resta, le carriere vanno avanti: Axl e i ‘suoi’ Guns N’ Roses tengono diversi tour negli anni, mentre Slash si rilancia con un disco solista pieno di grandi ospiti, iniziando poi un’ispirata e proficua collaborazione con Myles Kennedy, cantante degli Alter Bridge.

Nel frattempo, Duff e Axl si incontrano casualmente in un albergo di Londra: si fanno una bella chiacchierata che finisce con McKagan a suonare un paio di canzoni sul palco coi Gunners!

Il riavvicinamento tra Axl (che ha già fatto pace con Izzy, anche lui comparso ogni tanto sul palco col vecchio amico-collega) e Duff, tuttavia, non basta a concretizzare una reunion della ‘classic line-up’ alla cerimonia della ‘Rock And Roll Hall of Fame’ 2012, che introduce appunto i Guns N’ Roses. A rappresentare la band e ad esibirsi ci sono Slash, Duff, Steven Adler e Matt Sorum ad alternarsi alla batteria. A rimpiazzare Axl è Myles Kennedy, mentre Gilby Clarke sostituisce di nuovo (come dal 1991 al 1993) Izzy Stradlin’.

La mancata reunion per la ‘Hall of Fame’ fa ormai pensare ai fan che non ci saranno mai più speranze di rivedere insieme la vecchia band…

Ma poi, nel 2014, succede che i Guns N’ Roses fissano delle date, per le quali però il loro bassista Tommy Stinson ha già altri impegni; chi lo sostituisce? Duff McKagan!

I fans cominciano a sognare…e le voci a circolare…

Succede infatti che, finita la serie di concerti a Las Vegas, lasciano i Guns N’Roses due dei tre chitarristi della band: DJ Ashba e Ron ‘Bumblefoot’ Thal, arrivati nel gruppo nei vari cambi di formazione.

Succede soprattutto che Slash, dopo aver precedentemente accennato al fatto che l’acrimonia tra lui ed Axl fosse ormai più una cosa pompata dai media che reale, ammette ad un giornalista svedese che lui e il cantante sono tornati amici.

Si scatenano le voci, le riviste e i siti iniziano a fare ipotesi, i forum dei fans si incendiano…

Nel frattempo, Axl tace e dei Guns N’ Roses ‘ufficiali’ non si hanno più notizie: qualcuno dice che non sa più nulla e che la cosa è di fatto finita (Tommy Stinson), altri che attendono di essere richiamati (il terzo chitarrista Richard Fortus e il batterista Frank Ferrer), altri ancora sostengono di non poter parlare per contratto (Bumblefoot).

Con l’autunno si riaccendono sempre più insistenti le voci di una reunion…poi cominciano a circolare gli indizi: tra tweets strani dall’account della band alla manutenzione sul sito ufficiale della stessa fino al misterioso video apparso nei cinema prima del nuovo episodio di ‘Star Wars’: uno spezzone della versione live ufficiale di ‘Welcome To The Jungle’ che accompagna immagini di alcune folle a diversi concerti (presumibilmente) dei Guns N’ Roses.

E arriviamo al nuovo anno, all’annunciata (e poi saltata) presenza di Axl Rose al talk show ‘Jimmy Kimmel Live’ e infine, alla conferma che i Guns N’ Roses suoneranno al ‘Coachella Festival’.

Ma certezze su quali Guns N’ Roses si esibiranno ancora non ce ne sono…finché tanto Slash quanto Duff pubblicano sui loro profili social il manifestino dei Guns N’ Roses al ‘Coachella’.

Il web impazzisce, commenti, condivisioni e articoli si sprecano…

Il giorno dopo arriva anche il comunicato ufficiale: Axl, Slash e Duff torneranno a suonare insieme!

Assodato che i tre si sono ritrovati, parte la ridda di voci su chi completerà la band e se, soprattutto, sarà o meno un’effettiva reunion della formazione di ‘Appetite for Destruction’.

Il fatto che non sia stata annunciata in questi termini, fa pensare che non saranno Izzy Stradlin’ e Steven Adler a salire sul palco con gli altri, sebbene negli ultimi giorni si parli — specie per il batterista — di almeno un’ospitata.

Tra conferme e deduzioni, il resto della band dovrebbe essere completato con i musicisti che già stavano con Axl, ossia: Dizzy Reed e Chris Pitman alle tastiere, Richard Fortus alla chitarra ritmica e Frank Ferrer alla batteria.

L’unica incognita, ormai, riguarda l’eventuale presenza di un terzo chitarrista, divenuto marchio di fabbrica dei ‘nuovi Guns’. Nell’ipotesi, il nome che circola è quello del succitato Kushner, mentre appare assolutamente fantasioso un ritorno di Buckethead.

Dibattito aperto, infine, sulla scaletta: la band suonerà solo i pezzi cui hanno contribuito i rientranti, oppure continuerà a proporre anche brani da ‘Chinese Democracy’?

Certo, ‘This I Love’ con un assolo di Slash…

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