“Chinese Democracy” by Guns N’ Roses — Track by track guide

Qualche giorno fa, per il decennale dell’album “Chinese Democracy” dei Guns N’ Roses, ho scritto un piccolo special in 3 parti:

10 anni di…‘Chinese Democracy’! — Parte 1/3
10 anni di…‘Chinese Democracy’! — Parte 2/3
10 anni di…‘Chinese Democracy’! — Parte 3/3

In chiusura della terza parte, lasciavo intendere che potesse esserci anche un bonus…
Beh, eccolo qui!

Di seguito, una guida traccia per traccia dei 14 pezzi presenti sull’album, più…lo scoprirete!

  1. Chinese Democracy
    La title track è uno dei brani più “vecchi” del disco, e non solo perché è stato suono dal vivo fin dal ritorno in scena della “nuova” band.
    A darci un’indicazione sulla sua collocazione temporale è anche la firma in calce alla canzone, che risulta scritta da Axl con Josh Freese, il batterista che ha lasciato i Guns N’ Roses nel 1999.
    Rispetto all’idea originale, sono successive l’intro con le voci cinesi, il tappeto sonoro che le collega al riff di apertura e, soprattutto il secondo assolo, quello di Buckethead, che parte appena finisce quello originale di Robin Finck.
    Si tratta di un brano che mescola bene una solida base rock con elementi più moderni, industrial, di cui all’epoca Axl era un grande fan.
  2. Shackler’s Revenge
    Questa canzone, quasi in antitesi alla precedenti, è una delle più nuove (per l’epoca) a finire sul disco, tanto da non essere mai stata menzionata in nessuna delle potenziali track list succedutesi negli anni.
    E, infatti, si tratta di brano fondamentalmente composto dal tandem Buckethead-Brain, molto in linea con i lavori fatti dai due insieme, con un ampio uso dell’elettronica, suoni della chitarra “spaziali” e quant’altro.
  3. Better
    Altro brano che, rispetto alla forma iniziale dell’album, fa la sua comparsa successivamente.
    Composta da Robin Finck dopo il suo ritorno nei Guns, “Better” è una delle canzoni più riuscite del disco. E, non a caso, appena Axl la ha tra le mani, ne valuta la scelta come singolo di lancio, tanto da iniziare a suonarla dal vivo nel tour del 2006. Ne sarà realizzato anche il video, mai diffuso ufficialmente ma reperibile in Rete.
    Melodia ipnotica, chitarre molto presenti senza essere invadenti, beat accattivante…non è un caso che, tra le canzoni di “CD” tuttora eseguite, sia quella su cui Duff e Slash si sono impegnati di più.
  4. Street of Dreams
    Nota inizialmente come “The Blues”, è una delle canzoni che ci sono praticamente dall’inizio della lavorazione dell’album. Suonata anche questa fin da inizio Millennio, si tratta di una ballata al pianoforte in tipico stile Axl Rose, con annesso “assolone” di chitarra, come se ci fosse stato ancora Slash…
    Negli anni l’intro è un po’ cambiato, fino ad arrivare alla versione definitiva, che suona un po’ come un compromesso tra quella degli esordi, con “schitarrata” iniziale, e quella più soft proposta in seguito.
  5. If The World
    Brano che potremmo definire “ponte” tra le prima e la seconda versione dei “nuovi” GN’R, ossia da senza a con Buckethead.
    La composizione, infatti, è precedente al suo arrivo, firmata dal Axl e Chris Pitman, e già in qualche prima lista che circola sui fansites.
    A renderla la canzone che è, però, ci pensa il tocco di Buckethead, con il suo assolo e la chitarra spagnoleggiante d’apertura.
    La canzone si può sentire sui titoli di coda del film “Nessuna verità” di Ridley Scott, con Russell Crowe e Leonardo Di Caprio.
  6. There Was A Time
    Uno dei primi titoli a circolare, anche con l’acronimo TWAT (che in inglese è una parola volgare), e uno degli episodi più significativi della direzione artistica intrapresa da Axl.
    Dal pomposo intro all’assenza di un vero e proprio ritornello, ai lunghi assoli che vanno direttamente a finire nell’outro del pezzo, siamo di fronte a qualcosa di livello veramente superiore.
    L’assolo di Buckethead, poi, è un capolavoro.
  7. Catcher In The Rye
    Il titolo è lo stesso, in lingua originale, del romanzo “Il giovane Holden” di JD Salinger, e la scelta non è casuale.
    Era, infatti, il libro che stava leggendo Mark David Chapman quando assassinò John Lennon, e la canzone è (anche) un omaggio al grande musicista inglese.
    Uno dei brani più pop del disco, in origine doveva ospitare un assolo di Brian May dei Queen. Successivamente, un po’ perché non era convinto di quanto registrato, un po’ perché riteneva giusto dar spazio a chi stava nella band, Axl decise di rimpiazzarlo con un intervento di Bumblefoot.
    Anche in questo caso stiamo parlando di una canzone che, fin dagli inizi, era considerata parte del disco.
  8. Scraped
    Anche qui vale il discorso fatto per “Shackler’s Revenge”: brano arrivato successivamente, e frutto della collaborazione con Buckethead.
    Pezzo stralunato, con tantissime registrazioni vocali sovrapposte e assoli ai mille all’ora dello stesso Buckethead e di Bumblefoot.
  9. Riad N’ The Bedouins
    Forse il brano meno accattivante dell’intero disco, per lungo tempo è stato considerato come una probabile b-side, dato che fa parte del primissimo nucleo di canzoni i cui titoli circolavano già a fine Anni ‘90.
    Suonata dal vivo nel tour 2002 e poi sparita dai radar, la traccia ha causato anche qualche rogna legale alla band, accusata di aver copiato il pastiche sonoro che fa da intro.
  10. Sorry
    Altra canzone della “seconda fase”, anche questo frutto del tandem Buckethead-Brain, ospita ai cori Sebastian Bach, che iniziò a parlarne con entusiasmo ben prima che il brano uscisse.
    Considerata, per il testo, la “How do you sleep?” (il brando di John Lennon “contro” Paul McCartney) di Axl verso Slash, è una canzone cui è difficile appiccicare un’etichetta, ma che ti penetra con quel suo incedere maligno, conquistandoti poi con i suoi fantastici assoli.
  11. I.R.S.
    Una delle canzoni più vecchie, e la prima a finire online, ben 5 anni prima che il disco uscisse.
    Negli anni ha subito varie trasformazioni e, rispetto alla prima versione, quella finita sul disco appare un po’ troppo prodotta.
    Un bel rock, comunque, con chitarre taglienti e un tiro che dà l’idea di quanto potessero essere potenti i Guns N’ Roses a cavallo tra gli Anni ’90 e il Terzo Millennio.
  12. Madagascar
    Uno dei capolavori del disco, e altro brano di cui da subito si è saputo sarebbe stato su “Chinese Democracy”
    Uno dei primi a debuttare dal vivo, la band lo porta anche alla propria esibizione agli MTV Awards.
    Ci suona la chitarra anche Axl, unendo ulteriori strati di suoni a quelli che fanno da magnifico tappeto al brano, specie nella parte con i vari dialoghi campionati, con in testa la voce di Martin Luther King.
  13. This I Love
    La canzone più vecchia in assoluto dell’album, risalente addirittura al 1993. Axl ci stava già lavorando quando ancora esistevano i Guns N’ Roses dell’epoca “Illusions”, tanto che un accenno della canzone si sente nella raccolta di VHS “Makin’ F@*!ing Videos”.
    Non si è mai ben capito se Rose la volesse nel disco fin da subito o meno, poiché il titolo circolava, ma ci sono state dichiarazioni sul fatto che sia stata la band a insistere, mentre Axl non pensava di metterla nel cd.
    Sublime ballata al pianoforte di Axl, archi in sottofondo, e un assolo — firmato Robin Finck — che strazia l’anima.
    Capolavoro assoluto.
  14. Prostitute
    Il brano che chiude l’album, e anche questo circolato a livello di titoli fin dagli inizi. Basti pensare che ne parlò Youth, bassista dei Killing Joke e uno dei produttori che sono passati dalla lavorazione di “CD”, nel luglio 1999.
    Brano che mescola pop, elettronica e chitarre spaccasassi, personalmente lo trovo uno dei più interessanti tra quelli della nouvelle vogue di Axl all’epoca.

In conclusione, secondo me si tratta di un disco fenomenale, con almeno una decina di canzoni decisamente sopra la media.
L’unica pecca è forse una certa mancanza di “suono d’insieme”: troppi produttori, troppi anni tra una lavorazione e l’altra, troppi ripensamenti, ritorni, cancellazioni, ecc.
Sarebbe stato interessante poterlo ascoltare nella sua forma originale, pronta praticamente quasi 10 anni prima, ossia circa vent’anni fa…
Chissà come sarebbe stato un “Chinese Democracy” nel 1999…

…e, a tal proposito…

BONUS TRACKS

XX. Oh My God
 Prima uscita ufficiale dei Guns N’ Roses dopo la nascita dei “nuovi” Guns, la canzone si sente nei titoli di coda “End of Days/Giorni Contati” e rappresenta una cesura incredibile con l’allora recente passato.
Suoni industrial, sktrech, beats, frenate, chitarre distorte…un mondo completamente nuovo, che spiazza.
Proposta live agli inizi della nuova avventura, poi sparirà. In rete ne circola una versione “ammodernata”, ma che resta sempre nel solco del 1999. E all’epoca, probabilmente, sarebbe stata nell’album.

YY. Silkworms
 Altra canzone che i “nuovi” Guns eseguivano nelle loro primissime esibizioni, e che poi è sparita per sempre (almeno finora) dalle scalette.
In una sua chat con i fans, Axl spiegò che nel frattempo era molto cambiata, che il ritornello era stato cancellato e, infatti, nella versione apparsa in Rete qualche mese fa i cambiamenti si sentono chiaramente.
Brano tra i più distanti rispetto ai “Guns classici”, sicuramente nel 1999 ci sarebbe stato bene, ma anche con i brani firmati successivamente da Buckethead.