Il Pozzo Magico

http://doidaporti.deviantart.com/art/The-Well-33702579

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, un pozzo magico. E voi mi direte che i pozzi magici non esistono. E invece io vi dico che esistono. O almeno, una volta uno ne esisteva. Chiunque avesse preso un po’ d’acqua da quel pozzo e ci si fosse bagnato il viso avrebbe visto esaudito il suo più grande desiderio. Ma non il desiderio che esprimeva in quel momento. Poteva anche essere un desiderio che non aveva mai detto e forse nemmeno pensato. O magari uno di quelli che si sognano, ma non si ricordano quando ci si sveglia o di cui si ha al massimo una sensazione sbiadita.

In ogni caso, funzionava.

Certo, bisognava starci attenti. Ed essere proprio sicuri di conoscere autenticamente il proprio più grande desiderio. Molti, ad esempio, pensavano di desiderare la ricchezza e invece si ritrovavano senza la moglie. Non che fossero proprio tristi dopo, sia chiaro, ma spiegarlo ai parenti poteva diventare scomodo.

La prima volta che accadde, fu un bambino a bagnarsi il viso. È stato proprio il giorno dopo quella strana pioggia calda, dice qualcuno. Ma forse non è vero e lo dicono solo per trovare una ragione. Ma non per tutte le cose ce n’è sempre una, questo ormai noi lo sappiamo.

Sta di fatto, comunque, che il primo fu un bambino. E non appena il villaggio fu ricoperto di biscottini al cioccolato, tutti compresero che qualcosa di grande era successo. Nel giro di poco tempo tutti andarono al pozzo, ma in breve fu chiaro che l’accesso doveva essere regolamentato, soprattutto dopo che gran parte di mariti e mogli andò ad accrescere il numero di asini e galline. E non vi dico quante vecchie stamberghe si tramutarono in lussuose ville con tanto di giardino e servitù.

E quindi, si stabilì che ognuno prima di poter avere accesso all’acqua del pozzo, doveva sottoporsi ad un piccolo interrogatorio con le più alte personalità del paese. E voi capite che la cosa diventava sgradevole. Anche perché quella indiscutibile giuria doveva stare bene attenta prima di dire di no a qualcuno. Che se poi quei qualcuno diventavano troppi era un attimo che la giuria in seduta plenaria si tramutasse in un vaso di petunie. La soluzione fu che chiunque volesse poteva andare al pozzo, ma con la sacra promessa di fare ogni cosa con giudizio.

Ma di fatto molti di quelli che erano andati al pozzo magico ci tornarono una seconda volta perché se è vero che il loro desiderio era stato esaudito, è anche vero che forse stavano meglio prima.

Perché i desideri li abbiamo sempre, ma le conseguenze, spesso, sono difficili da desiderare.

Un giorno al pozzo ci andò una bambina. Sua mamma con l’acqua era diventata la presidente di una grossa società multinazionale. Suo papà era campione olimpico e uomo di spettacolo. E adesso anche lei voleva bagnarsi il viso con quell’acqua.

Da quando lo fece, il pozzo non fu più magico e la sua acqua tornò ad essere buona da bere e buona per i campi.

Like what you read? Give Antro d’Opale a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.