Ti ho cacciato via così tante volte che alla fine te ne sei andato sul serio.

E nel momento in cui l’hai fatto, una parte di me si è spenta.

E’ scomparsa quella ragazza che ha tentato di accostarsi all’inaccessibile, di far incontrare strade divergenti, di creare luoghi che non esistono, di far combaciare attimi, di dilatare il tempo, di piegare destini e di tenerti finalmente stretto fra le sue braccia.

Vorrei correre da te, scuoterti, schiaffeggiarti. Vorrei chiederti perché hai lasciato che ci spegnessimo, che il corso degli eventi si arrestasse e che la mia presenza si dileguasse. Vorrei sapere se, nonostante tutto, questi anni abbiano contato qualcosa anche per te.

Vorrei sapere se ti ritrovi a pensare a me, guardando fuori dal finestrino, in viaggio verso le vacanze. Vorrei sapere se la mia presenza aleggia ancora nell’aria, come eri solito dirmi. Vorrei sapere se quella canzone ti ricorda i nostri pomeriggi insieme.

Vorrei sapere se mi cercavi, la volta in cui sei capitato per caso nella mia città. Vorrei sapere se sei mai tornato a mangiare in quel ristorante. Vorrei sapere che pensieri ti sferzavano la sera che, in piedi ad un metro da me, hai finto di non conoscermi.

Mi sono chiesta spesso perché fosse così difficile parlarci. Quanti silenzi ci hanno frainteso? Quanto non detto ci ha rovinato?

Ho iniziato a progettare il giorno in cui prenderò coraggio e ti dirò tutto ciò che ti ho taciuto. Sarà sicuramente tardi, ma almeno sarò per sempre libera da te.

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