5 Maggio 1818, nasce il padre del comunismo.

Karl Marx, autore di “Il Capitale”

Nacque oggi, esattamente il 5 maggio del 1818. 199 anni dopo, quasi due secoli, possiamo dire che le sue teorie sono state portate avanti da tanti grandi della storia. Ma prima di parlare degli altri, concentriamoci su di lui. Karl Marx, creatore della corrente politica marxista, fu un filosofo e pensatore che si dedicò agli studi sul capitale, materialismo, il potere della forza lavoro e l’alienazione degli individui. Teorie troppo complesse per un solo articolo e che, Marx non me ne voglia, sono costretto a riassumere.

Insieme a Engels, altro studioso contemporaneo a Marx, analizza il fenomeno del “capitalismo”. Arriva a definirlo come una forma di sfruttamento dell’individuo, che porta all’arricchimento dei singoli o piccoli centri di potere, a svantaggio della classe lavoratrice che, secondo il tedesco, dovrebbe detenere il monopolio sui mezzi di produzione ma, come egli stesso denuncia, non è così.

Elabora la teoria del plusvalore, propone importanti riforme e ripartizione del potere all’interno del ciclo produttivo. Denuncia l’alienazione degli individui, secondo cui gli operai, costretti a ripetere movimenti meccanici e ripetitivi, vengono meno alla creatività e all’estro e lasciano spazio ad un lavoro sterile, al pari di macchine.

“Il comunismo non è uno stato di cose che deve essere instaurato, ma un movimento reale che abolisce lo stato di cose presente”, Marx spiega come il capitalismo sia destinato a crollare e, se nel mondo avverrà il risveglio della coscienza delle masse sfruttate, favorire l’avvento di una società comunista. Società fondata sul bene comune, in cui non esiste proprietà privata e l’economia è controllata dal potere statale, sottraendo così settori economici ai piccoli gruppi imperialisti e sfruttatori delle masse lavoratrici. A differenza del socialismo utopistico, infatti, il quale contrappone l’ideale alla realtà, il marxismo pretende di essere una “descrizione” oggettiva e moralmente indifferente del modo in cui procederebbe lo sviluppo della storia. Per l’appunto, il socialismo scientifico, è il tipo di dottrina rappresentata dalle idee di Marx.

Le idee di Marx, il pensiero e il tipo di politica verranno ripresi da molti capi di stato e di governo di stampo comunista. Molti saranno, infatti, gli stati che saranno influenzati dalla diffusione della “paura rossa”(termine di propaganda USA della guerra fredda, dispregiativo, per indicare il rischio del diffondersi del comunismo e del socialismo nei paesi europei e in america). Stati Uniti D’America che, per ragioni ovvie, sono i nemici storici del comunismo e come tali si presentano come la più grande potenza imperialista e anticomunista del mondo.

Dalla “rivoluzione d’ottobre” del 1917 in Russia, l’avvento di Mao in Cina, Fidel Castro a Cuba e ancora tanti altri. Questi leader, socialisti o comunisti, si ispirarono direttamente o indirettamente alle teorie di Marx per la gestione di importanti settori economici dello stato. L’esempio per eccellenza, oltre alla Cina di Mao, fu l’Unione Sovietica di Lenin con quest’ultimo che si ispirò al filosofo tedesco per l’elaborazione delle sue teorie, definite poi Marxismo-Leninismo.

Lui morirà a Londra, nel 1883, e fece in tempo a veder germogliare i semi dell’ideologia che, più di ogni altra, influenzerà le sorti dell’umanità.

“A un dato punto del loro sviluppo, le forze produttive materiali della società entrano in contraddizione con i rapporti di produzione esistenti, cioè con i rapporti di proprietà (il che è l’equivalente giuridico di tale espressione) entro i quali queste forze fino ad allora si erano mosse. Questi rapporti, da forme di sviluppo delle forze produttive, si convertono nelle loro catene. E allora subentra un’epoca di rivoluzione sociale. Con il cambiamento della base economica si sconvolge più o meno rapidamente tutta la gigantesca sovrastruttura. “

-Karl Marx