Dei del calcio: L’ottavo Re di Roma

Francesco Totti, capitano della Roma

Chi non ha mai sentito parlare dei sette re di Roma? Poco male se non li conoscete, l’importante è conoscere l’ottavo. Parlo di Francesco Totti, romano nelle vene, e con uno spiccato senso di appartenenza alle proprie radici. 24 stagioni con una sola maglia, con gli stessi colori, con la stessa gente di sempre.

Un uomo che dei soldi e del successo ha preferito farne a meno, perché il calcio è passione prima di ogni altra cosa. Dopo Maldini( ex Capitano Milan), Zanetti( ex Capitano Inter) e Del Piero( ex Capitano Juventus, ritiratosi circa un lustro fa) è l’unico “vero capitano” rimasto.

« Questo ragazzo è un talento purissimo. »

Carlo Mazzone, 10 gennaio 1995.

Esordisce in un anonimo 28 Marzo 1993 con la maglia della “Magica” e non lascerà mai i colori giallorossi. Pian piano, con il passare dei mesi, il ragazzino piazzato in attacco comincia a segnare, dribblare, irridere gran parte dei difensori della Serie A. Negli anni ’90 poi, neanche a parlarne, le difese italiane erano delle più dure al mondo, non esattamente l’habitat ideale per un ragazzino di sedici anni alle prime armi.

La consacrazione, però, arriva nel quinquennio ‘99–’04:

« Totti è un simbolo, una bandiera. »

Fabio Capello, tecnico della Roma, 11 novembre 1999.

Scudetto e Supercoppa Italiana arrivano nella bacheca della Roma, grazie al “trio delle meraviglie” ovvero i terribili tre dell’attacco romanista: Montella( Attualmente allenatore del Milan, ex calciatore), Gabriel Batistuta( Calciatore ritirato) ed il giovane Francesco Totti. Il 17 Giugno 2001, Roma- Parma( 3–1) regala lo scudetto ai giallorossi; gol di Montella, Batistuta e Totti. Poi, il 19 Agosto dello stesso anno, Totti conquista la Supercoppa Italiana per 3–0 contro l’incolpevole Fiorentina.

Nel quadriennio ‘05–09’ arrivano altre soddisfazioni, trofei, offerte da Milan e Real Madrid, le vittorie sul campo.

Terminata la stagione 2004–2005, chiusa all’ottavo posto la società ufficializza l’arrivo del tecnico Luciano Spalletti.

“Totti, il 26 ottobre, nella partita di andata contro l’Inter, realizza con un cucchiaio da fuori area dopo essere partito palla al piede da centrocampo. Ciò porta tutto il pubblico nerazzurro di San Siro ad alzarsi in piedi e applaudire quello che lo stesso Totti considera uno dei più bei gol della sua carriera.”

Francesco Totti, insieme al resto della squadra, festeggia la vittoria della Supercoppa Italiana contro l’Inter.

Dopo Calciopoli, la retrocessione in Serie B della Juventus, gli scudetti revocati ed il sistema marcio smascherato. Il calcio italiano cambiò totalmente volto. Totti migliora il suo record di gol: 26 gol in Serie A e 32 in stagione. Il bottino gli consente di vincere la Scarpa d’Oro e la classifica marcatori italiana. Poi arriva il momento di sollevare nuovamente trofei, come accadde però resta memorabile. Totti e la Roma sollevano al cielo la Coppa Italia, nuovamente, il 24 Maggio 2008 contro l’Inter in evidente stato confusionale. Un anno prima, circa, il 19 Agosto del 2007 la Roma batté l’Inter per 1–0 e si aggiudicò la Supercoppa Italiana. Nella stagione Serie A 2007–2008 diventa il giocatore con più presenze in Serie A nella storia della Roma. La Roma vince per il secondo anno consecutivo la Coppa nazionale, battendo l’Inter per 2–1, nella finale a Roma; il capitano non giocherà la partita.

Nella stagione 2009, in Roma-Lecce, Totti raggiunge 175 reti diventando il miglior realizzatore della Roma di sempre. Fino al 2013, l’ultimo anno in cui Totti poteva dirsi al top della forma, era titolare inamovibile della squadra e perno d’attacco. Poi l’età e il cambio di gioco hanno fatto il resto. Fino ad oggi, Totti è ancora in attività, ha segnato più di 200 gol con la maglia giallorossa e purtroppo vede poco il campo, causa la carta d’identità un po’ troppo ingiallita.

Questo è l’omaggio, ad un uomo simbolo di un calcio vero, lontano dalla smania di denaro e ricchezza. Un Dio del calcio, una delle poche bandiere ancora in circolazione. Si attende il ritiro a fine stagione, ma ci piace pensare che il mito di Francesco Totti non si ritirerà mai.