100 fattori fondamentali che dimostrano come il Bitcoin NON stia per morire.

Tiziano Boccacini
Jun 3 · 9 min read

Dalla sua prima introduzione nel 2008 e dal primo blocco minato l’anno successivo, Bitcoin ha dominato il panorama delle criptovalute, portando una rivoluzione finanziaria non indifferente.

In pochi ne comprendono le potenzialità trasformative, che in primis consistono nella possibilità di scambiare valore digitalmente, senza passare attraverso quegli intermediari che da sempre hanno dominato l’industria dei pagamenti.

Definirò Bitcoin, con l’iniziale maiuscola, quando mi riferisco al network ed al protocollo, mentre bitcoin minuscolo verrà usato per indicare l’unità di scambio di valore, cioè bitcoin inteso come criptovaluta.

Da quando è partito l’esperimento, con la pubblicazione del famoso documento Bitcoin: un sistema di contanti elettronico peer-to-peerbitcoin è stato dichiarato morto 356 volte, come seganala questo simpatico contatore delle false previsioni erogate dai più noti media outlet: Bitcoin obituaries.

Vediamo insieme alcuni fattori fondamentali per cui è lecito presupporre che la più longeva tra le criptovalute, il cui valore aggregato ammonta oggi a 126 miliardi di dollari, sia un esperimento riuscito, il cui futuro sviluppo ci riserva delle sorprese.

21 FATTORI MACROECONOMICI

#1 Bitcoin esiste dal 2009, il suo prezzo è passato attraverso diversi cicli di espansione e contrazione. Ogni fase positiva ha portato guadagni impensabili e ogni fase negativa perdite devastanti. Gli speculatori comuni comprano durante i massimi e vendono, scoraggiati, ai minimi. Eppure, attraverso questi cicli, il prezzo continua a salire ed è ancora chiaramente in una traiettoria ascendente.

Grafico storico (logaritmico) del bitcoin dal 2010 a oggi.

#2 Secondo Simon Dixon, autore di Banktothefuture e CEO dell’omonima piattaforma che ha permesso al pubblico di investire nelle aziende di servizi Blockchain che oggi dominano il settore, BTC è ancora da considerarsi una “riserva di valore speculativa”. Diventerà riserva di valore vera e propria soltanto quando il prezzo di un bitcoin sarà relativamente stabile, condizione che permetterà al bitcoin di acquisire anche la caratteristica monetaria di unità di conto del valore economico, come oggi lo sono il dollaro e l’euro.

A SX: Il libro fondante della visione alternativa di Dixon, dal sottotitolo “Proteggi il tuo futuro prima che i governi spariscano”. A DX: Schermata iniziale di Banktothefuture.com, la piattaforma per investitori qualificati attraverso la quale si acquista “early-stage equity” delle aziende di punta del settore.

#3 È possibile sapere in tempo reale come il valore dei bitcoin esistenti sia allocato tra gli indirizzi Blockchain. Mentre la distribuzione della ricchezza economica reale e di quella finanziaria, non sempre è facile da stimare e non è del tutto trasparente.

Da SX a DX spiegazione delle colonne: — ammontare di BTC — quantità di indirizzi che hanno tale saldo — percentuale del numero di indirizzi sul totale — quantità di BTC detenuti dalla somma degli individui — valore in dollari — percentuale di BTC detenuti dalla somma degli indirizzi rispetto al totale di BTC esistenti.

#4 Il numero delle transazioni giornaliere sulla Blockchain di bitcoin è in costante aumento. Nella scorsa settimana, il 1 maggio 2019, è stato registrato un picco di 452.000 transazioni, pari quasi al 14 dicembre 2017, quando il prezzo unitario di bitcoin ha sfiorato i $20.000.

Fonte grafico : Bitinfocharts

#5 Il bitcoin è una valuta digitale che a differenza del denaro elettronico (quello che circola sui conti bancari) non può essere creata a piacimento da nessun ente centrale e neanche dalla rete dei cosiddetti minatori informatici. Infatti l’ammontare di bitcoin, nonostante sia programmato per crescere, segue una rigida tabella di marcia scandita dalla matematica del suo protocollo, per cui anno dopo anno ne vengono immessi in circolazione sempre meno fino al raggiungimento della cifra di 21 milioni, oltre alla quale non ne saranno MAI aggiunti.

#6 Secondo un’analisi empirica della Blockchain, molti portafogli bitcoin, ognuno collegato ad uno o più indirizzi Blockchain, sono inattivi da anni e numerosi utenti hanno perso le loro chiavi private, perciò si calcola che quasi 4 milioni di bitcoin siano “persi per sempre”. L’offerta massima di bitcoin è, dunque, attualmente ridotta a 17 milioni.

#7 L’attuale tasso di crescita annuale della quantità di bitcoin è 3.8%. Tuttavia, viene previsto dal protocollo una costante e graduale diminuzione del tasso. Infatti, a partire dal terzo Halving, o “dimezzamento dei premi”, che accadrà a maggio-giugno 2020, i minatori estrarranno soltanto più 900 nuovi bitcoin al giorno, riducendo il tasso a 1,8%. Storicamente, ogni volta che l’immissione di nuovi bitcoin decelera, in previsione di una minore offerta, il prezzo aumenta.

Tabella con le stime del tasso di crescita annua dell’offerta di Bitcoin dal 2009 al 2026.

#8 Inizialmente, quando nacque bitcoin nel 2009, i miners ottenevano 50 BTC come ricompensa per la verifica di ogni blocco (un blocco è un insieme di dati corrispondenti a transazioni, che vanno ad aggiungersi alla Blockchain o “catena di blocchi”). Nel 2012 questa quantità è stata dimezzata per la prima volta, portando la ricompensa a 25 BTC e successivamente, nel 2016, un altro halving ha fatto sì che i 25 BTC diventassero 12,5. La diminuzione dei premi non ha eroso mediamente e sul lungo termine il guadagno dei miners, perchè questi hanno potuto rivendere sul mercato i bitcoin ricevuti ad un prezzo sempre crescente.

#9 Il tasso medio di produzione dell’oro fa aumentare la sua offerta di circa il 2% annuo. Questo significa che soltanto per mantenere il prezzo attuale dell’oro costante, da parte della domanda, 140 miliardi di dollari devono entrare nel mercato ogni anno. Siccome dall’anno prossimo la quantità di bitcoin aumenterà soltanto dell’1.8%, questo asset sarà tecnicamente più scarso dell’oro, aumentando il suo vantaggio competitivo nella funzione di bene rifugio. Un 20% della liquidità annuale di oro spostata sul bitcoin basterebbe da sola a fargli sorpassare il precedente massimo di prezzo di $20.000, toccato il 17 dicembre 2017.

#10 Il bitcoin, a differenza dell’oro, è comodamente frazionabile fino ai decimilionesimi di bitcoin, chiamati satoshi. Sono unità di valore attualmente inferiori al centesimo di dollaro, molto utili per i micropagamenti. (Ad oggi 1 satoshi = 0,00007929 Dollari. )

#11 Il bitcoin, confrontato con l’oro, risulta estremamente facile da trasportare, una caratteristica della moneta non indifferente, considerata la recente guerra al cash e la possibilità di confisca degli asset materiali, come appunto il metallo prezioso. Basta ricordare un codice segreto o alcune parole chiave per accedere al proprio portafoglio bitcoin e, da qualsiasi connessione internet, poter transare con chiunque fornisca il suo indirizzo di ricezione, che consiste in un codice alfanumerico di 26–35 caratteri, cosiddetta “chiave pubblica”.

#12 Il bitcoin, essendo una valuta digitale matematica, detiene una delle più importanti proprietà della moneta, la fungibilità. Un Bene fungibile presenta la caratteristica propria delle res quae pondere numero mensura constant, cioè dei beni non presi in considerazione nella loro soggettività, ma che essendo intercambiabili vengono indicati solo nel genere e individuati per numero, peso, misura. L’oro a differenza del bitcoin è difficile da dividere in piccole parti, più viene frammentato più è difficile verificare la sua natura.

#13 Per conservare e tenere al sicuro grandi quantità di valore in bitcoin, a differenza dell’oro, non serve fare affidamento a terze parti con cassette di sicurezza o tutelarsi autonomamente con sistemi anti furto o rapina. Basta munirsi di un portafoglio gratuito online oppure, per tenere grandi somme in tutta sicurezza, di un portafoglio hardware del valore di 100 dollari. I bitcoin sono anche durevoli, ossia non vanno incontro a deterioramento.

I due più noti portafogli Hardware per tenere al sicuro bitcoin ed altre criptovalute. Da SX: Ledger e Trezor.

#14 Il bitcoin aumenta di anno in anno le sue possibilità di essere utilizzato come mezzo di pagamento. In questa lista, aggiornata a settembre 2018, sono quasi cento le società, sia operanti digitalmente che con punti di vendita fisici, le quali accettano bitcoin. Sembra invece quasi impossibile effettuare pagamenti in oro, nonostante sia il metallo più noto antenato della moneta moderna.

#15 Per quanto si parli di innovazione quando vengono implementate “nuove” Blockchain centralizzate, ovvero quelle che hanno un controllo centralizzato del registro dei dati, il network Bitcoin rimane la più grande, affidabile e studiata Blockchain ad oggi, mantenendo la caratteristica della decentralizzazione, l’aspetto certamente più rivoluzionario dell’ecosistema crypto, volto alla disintermediazione nella trasmissione di valore digitale.

#16 Bitcoin viene già considerato come una sorta di bene rifugo da coloro che temono l’azione di regimi dittatoriali o altri sistemi monopolistici, soprattutto ora nell’era digitale, nella quale l’intervento di controllo attraverso censura, confisca e sanzioni da parte di autorità pubbliche e private può essere capillare e divenire virale in poco tempo, attraverso la rete di istituzioni amministrate coordinatamente da un ente centrale. Basti pensare ai bail in ed ciò che è successo a Cipro e che recentemente sta accadendo in Venezuela.

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#17 Oltre ai casi d’uso più noti come la tracciabilità della filiera produttiva, la digitalizzazione di registri notarili e la creazione di nuove generazioni di piattaforme per investimenti digitali, ci sono altri casi d’uso della Blockchain più particolareggiati e originali, applicabili a problemi specifici di diverse industrie. Ma se prendiamo la sola funzione di pagamento, il caso d’uso più frequente e consolidato della Blockchain di Bitcoin, ci si accorge che questa singola funzione, portata su larga scala, è potenzialmente in grado per la prima volta nella storia di permettere pagamenti veloci, anonimi e convenienti tra privati in qualsiasi parte del mondo, senza passare attraverso enti centrali (vedi altri sistemi di pagamento elettronico: Venmo, Apple Pay, Paypal, carte di credito) i quali, facendosi garanti della buona riuscita di una transazione, collezionano i nostri dati, rincarano i costi e possono esser soggetti al rischio di terze parti coinvolte.

#18 Il network Bitcoin, grazie ai suoi costanti “aggiustamenti tecnici” e all’impegno di ingegneri informatici che collaborano in sincronia da tutto il mondo, ha la facoltà di mantenersi al di sopra delle innovazioni concorrenti nel garantire perfetto funzionamento, basso costo, anonimità e sicurezza per la maggior parte o alcuni segmenti di transazioni digitali tra individui e aziende. Per quanto il protocollo Bitcoin sia capace di mantenersi superiore per qualità rispetto alle altre tecniche di pagamento, non va dimenticata la necessità che sia anche il metodo più largamente accettato, condizione necessaria perchè sia davvero la soluzione piu conveniente. Quel che conta per la popolazione non è come sono fatti i binari, ma che i treni vadano veloci e arrivino puntuali. Gli utenti scelgono quel che funziona più spesso e nel maggior numero di punti vendita. Per questo si sta lavorando a progetti che allarghino la rete di utenti, migliorino l’esperienza grafica e semplifichino le funzionalità, per renderle alla portata di tutti.

#19 La rete Bitcoin, costruita su una Blockchain decentralizzata, poggia su server dislocati in varie parti del mondo e non corre il rischio delle consuete architetture informatiche client-server, in cui il malfunzionamento di uno o più centri di storaggio dati può determinare sospensioni del servizio, errori e relativi rischi.

#20 Tra le principali soluzioni di scalabilità del network Bitcoin, per aumentare esponenzialmente la velocità e ridurre i costi delle transazioni si stanno sperimentando dei cosiddetti “secondi e terzi strati fuori-catena (off-chain)” tra cui il più noto e meglio implementato è Lightning Network. Per comprendere intuitivamente di cosa si tratta, si può immaginare una rete di canali aperti tra alcuni partecipanti della rete Bitcoin che si interconnettono in una comunicazione privilegiata, decidendo di registrare sulla Blockchain di bitcoin non ogni singola transazione, ma solamente il risultato finale di una serie di scambi. Particolarmente utile per flussi frequenti di micropagamenti.

#21 Secondo Andreas Antonopoulos, autore e conferenziere, massimo esperto mondiale di Bitcoin, sia da un punto di vista informatico, che economico e legale (QUI potete vedere le sue testimonianze presso il Senato canadese e australiano) bitcoin ha tutte le caratteristiche per diventare il solo e unico oro digitale, ma non è improbabile che si imponga come unica valuta di riserva mondiale, sostituendo l’attuale egemonia del Dollaro. Secondo lui, infatti, in un futuro dominato da asset immateriali, esisteranno diverse valute digitali, trattenute come riserva e utilizzate intercambiabilmente da stati e organizzazioni internazionali, a seconda dello specifico utilizzo. Queste competeranno tra loro in maniera simile alle attuali valute FIAT, ma ce ne saranno in numero maggiore. Basti pensare alle attuali sperimentazioni con gli “Stablecoins” e alle Central Bank Digital Currencies (CBDC), valute digitali emesse dalle banche centrali, con un sitema di cambi pre impostato ma, in ultima istanza, basato sulla domanda (utilità) e sull’offerta (scarsità), così come avviene già oggi in piccolo sugli exchange di criptovalute decentralizzate.


Fine prima parte.

Tiziano Boccacini

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Prima di qualunque cambiamento poniti queste semplici domande: 1) Perché sono qui? 2) Vale la pena di restare?