Hiroshima e la bomba atomica negli anime

Classica esplosione a fungo atomico, da Yatterman (2009)

Oggi la città di Hiroshima con 80.000 suoi abitanti subiva l’orrore della primo bombardamento atomico della storia. Il secondo, pochi giorni dopo, su Nagasaki che piegò definitivamente il Giappone.

Non c’è bisogno di uno psicologo per vedere come questi attacchi abbiano segnato la cultura la giapponese: sono evidenti nella letteratura, nelle opere d’arte e persino nei cartoni animati, gli anime.

Mi hanno sempre colpito gli anime robotici in particolare: sia in quelli più “seri” (Mazinga, Gundam, Evangelion etc) che in quelli più “cazzoni” (Calendar Men, Yattamen e via dicendo) il fungo atomico è sempre presente sul finale della puntata, con la distruzione del robot nemico di turno a seguito dell’attacco finale dell’eroe.

Già, l’attacco finale. Croce e delizia di ogni anime robotico che si rispetti e caratteristico di ogni serie. Come non citare l’Attacco Solare di Daitarn 3 o il Tuono Spaziale di Goldrake: armi potentissime usate per terminare la battaglia.

Sì, ricordano davvero tanto la bomba atomica americana: un’arma finale creata apposta per dare una dimostrazione di forza tale da fare cessare il conflitto mondiale. E gli attacchi finali dei vari robottoni — almeno quelli anni 80, più vicini alla guerra — hanno secondo me in comune con la bomba atomica un altro importante aspetto: sono superflui, non necessari per vincere. Come l’America stava già sconfiggendo il Giappone (certo, mettendo più tempo e vite dei suoi soldati sul piatto), anche uno come Daitarn 3 stava già sottomettendo il nemico con i suoi attacchi convenzionali, senza dover ricorrere alla potenza distruttiva del suo attacco finale.

Io credo che i vari cartoni animati ci suggeriscano una risposta alla domanda “Perché Daitarn 3 usa l’Attacco Finale anche se non è necessario?”, che poi è la stessa del “Perché l’America ha usato l’atomica se stava vincendo?”.

La risposta è “Perché può farlo”.

Ci sono certamente tutte le altre risposte che gli storici hanno trovato, sicuramente più corrette e razionalmente più giustificate di questa, ma mi piace estrapolare questo pensiero dai cartoni animati che vedevo da piccolo: a volte l’uomo usa qualcosa di terribile solo perché ce l’ha a disposizione.

Cordialità,

Il Triste Mietitore

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