Più passa il tempo, più comprendo che la sfida più grande, per tutti, ogni santo giorno, è uscire dalla propria zona di comfort.

La pigrizia, l’accidia, la comodità di addentrarsi in un labirinto di cui abbiamo dipanato e riavvolto il filo rosso più e più volte, la consapevolezza di muoversi tra stanze buie come un gatto che agilmente attraversa la notte, è la forza centripeta che più intensamente di tutte ci riporta sempre al nostro centro.

Ma ci dà un senso di equilibrio fittizio, fugace, poiché di tanto in tanto - per alcuni molto spesso - un’altra fonte energetica ci spinge al di fuori di noi stessi, alla ricerca di altro, di nuovo, di diverso. È lì che bisogna resistere, è lì che bisogna puntare i piedi, come se avessimo un elastico legato alla vita che, se non opponessimo forza, ci riporterebbe irrimediabilmente indietro.

Quanta fatica costa tirare. Non mollare, non rilassarsi mai.

Ecco, siamo come una fionda
E più forte sarà la carica, più forte avremo resistito spingendoci - centimetro dopo centimetro - sempre più al di fuori del nostro io di partenza, allora più lontano andremo.