La biblioteca di Caino

Realtà e storia delle biblioteche carcerarie italiane

[…]La biblioteca carceraria di Torino è stata la più semplice: basta digitarne il nome sul motore di ricerca. Al contrario, le biblioteche carcerarie di Sardegna erano riportate all’ interno del sistema bibliotecario della Regione (anche se è positivo, in quanto indica che esse sono inserite all’ interno del sistema); per altre ancora invece non sono riuscita a trovare un proprio sito o una collocazione. Ho trovato invece molte testimonianze “astratte”, nel senso che se ne parla, se ne promuove la creazione, ecc., ma la loro esistenza è ancora lungi dall’ essere concreta. Mi sembra superfluo ripetere ciò che è stato già detto in convegni o inserire qui altre informazioni che si possono trovare facilmente su articoli online, ecc. Ho scelto di riportare semplicemente una testimonianza di queste biblioteche, per sottolineare che esistono. Esse non sono finanziate e questo è molto grave, vivono grazie alle donazioni e al lavoro svolto da molti volontari. E come abbiamo già detto, è una visione ottocentesca quella del dono, che ancora oggi è lontana dall’ essere abbandonata. Ed è qui che nasce l’obiettivo del mio lavoro: raccontare una storia fatta di realtà e sogni e soprattutto provare a far comprendere perché le biblioteche carcerarie sono importanti e perché no, provare anche ad aprire un spiraglio di speranza. […]

#saggio sull’ evoluzione che dalla pena di morte ha portato alla nascita del pensiero di “rieducazione” il quale ha la sua massima ispirazione nelle biblioteche carcerarie. Ma anche tutti i problemi che ancora oggi esse sono costrette ad affrontare.

Ibiskos Editrice Risolo, ottobre 2016