Terrace Paradise

La sera sta ormai cambiando i colori dell’orizzonte, le forme delle cose in questo particolare momento che precede la sera sembrano cambiare la propria consistenza.

Il pavimento della terrazza sul tetto del vecchio palazzo rilascia il calore accumulato durante il giorno.

Le prime luci della sera prendono pian piano il posto della luce del giorno.

Da quassù,si ha la possibilità di abbracciare idealmente tutta la città,

In queste serate di tarda estate, i profumi caldi della cucina caraibica dei locali in fondo alla strada, profumano l’aria di spezie che si mescolano con le voci che da lontano fanno da sottofondo.

Il rumore del ghiaccio nel mio bicchiere vuoto ben si accompagna con il quintetto jazz che suona uno standard. prendo dello zucchero di canna e lo pesto con alcuni spicchi di lime, allo stesso tempo lo Swing della batteria si lega in modo indissolubile con il contrabbasso .

Scelgo del Rhum scuro agricolo, e ne verso due once nel bicchiere, aggiungo cola ed una foglia di menta. nello stesso momento pianoforte, sassofono e tromba disegnano effervescenti geometrie pentatoniche che ricordano il percorso delle bollicine nel mio bicchiere.

Mi siedo su una sedia sul bordo della terrazza, stendo le gambe, respiro profondamente cercando di catturare ogni sfumatura del panorama che mi circonda.

Inizio a sorseggiare il mio drink godendomi questi momenti che tra qualche minuto svaniranno.

Guardo la strada di sotto, e finalmente ti vedo arrivare da lontano. Vorrei che tu fossi già qui ma tra qualche istante quando apparirai da quella porta, il cielo le luci della sera Il tuo profumo saranno li solo per noi.

La porta si apre ed arrivi tu, prendi il tuo drik e senza dire nulla vieni a sederti accanto a me sul di un divanetto blu, stiamo qualche secondo in silenzio incrociando i nostri sguardi, non servono parole, mi avvicino ti bacio sulla fronte e quassù sembra di essere in Paradiso