A tarallucci e vino. “Invito alla lettura”, la libreria romana di corso Vittorio, ha chiuso bottega

Un mese fa l’ultima sgobbata per onorare e festeggiare più di venti anni di attività con i libri. Un addio in festa. Chapeau

Humour adatto per affrontare le crisi. Foto: Pagina FB della libreria

La notizia. Mentre aumenta il canone da pagare, diminuisce l’incasso

Diecimila, dodicimila euro al mese sono una cifra troppo alta per permettersi di continuare a regolare l’affitto nei locali di corso Vittorio Emanuele II, 283. La nota libreria del rione Parione, situata nel I° Municipio della città di Roma, ha deciso -o meglio, costretta da un diktat, “paghi o chiudi”- di serrare le saracinesche.

Siamo costretti a chiudere. [La libreria, ndr] è stata un punto che ha illuminato questa zona”, è il commento di Rossana Vano, responsabile eventi della libreria (dal servizio di Mariella Anziano, per Il Settimanale” del TgR Lazio andato in onda il 30 aprile 2016. Dal minuto 00:01:17 al minuto 00:07:00).

Questo affitto immaginiamo sia troppo per molte attività commerciali piccole. Avrebbe oberato anche un “cravattaro”, chissà -come li chiamano qui a Roma gli strozzini; e proprio oberare è il termine esatto da utilizzare. Vediamo cosa significa secondo il vocabolario Treccani (ed. 2014):

Presso gli antichi Romani, detto del debitore che, non potendo far fronte ai suoi obblighi verso il creditore, diveniva schiavo di questo.

Gli elementi ci sono tutti, attori e contesto: debitore “Invito alla lettura”, creditore “Banca d’Italia”, e a Roma ci troviamo. Infatti le mura dove operava la libreria sono di proprietà della banca, che ha fatto sapere: “è indifferente se quegli spazi siano affittati o vuoti”; ecco il diktat. Il mondo cambia, prego, arrangiarsi.

Pertanto, una domanda che la definizione del vocabolo può suggerirci è questa: di chi diventerà schiavo la libreria? Amazon, Ibs? È un’iperbole il quesito perché tutti i lavori stanno viaggiando verso il binario della digitalizzazione. Inconfutabile è la realtà: sempre più acquisti si effettuano in Rete. Non solo. L’acquisto digitale si sta rivelando:

  • intelligente: confrontiamo, paragoniamo, valutiamo i prodotti a lungo;
  • sociale: le recensioni di chi ha acquistato il prodotto influiscono come o più del brand stesso;
  • complementare: la caratteristica della pervasività della digitalizzazione è ormai un pilastro della nostra società. L’integrazione tra on-line e off-line sembra essere il motore su cui gli esercenti dovrebbero puntare. Questo processo viene definito showrooming: quando in negozio vedo, tasto, misuro, provo il prodotto ma non compro e istantaneamente paragono il prezzo con quello online. Beh, eticamente non è il massimo, ma, prego, il mondo cambia, arrangiarsi.

L’e-commerce sta crescendo molto rapidamente rispetto alla vendita al dettaglio, e in modo assai significativo contribuiscono a questo risultato i social media. Eppure tutto ciò, attenzione, non esclude la fisicità, per due motivi:

  • online, del prodotto: è scontato ricordarlo, ma se ciò che mi vendi non vale quanto la comunicazione, io prima o poi non torno più ad acquistare nel tuo store;
  • offline, del prezzo e delle offerte: quante volte ci troviamo di fronte la vetrina e ci informiamo dallo smartphone se comprare l’articolo osservato? È innegabile che spesso le transazioni online ci facciano risparmiare denaro e al tempo stesso usufruire di offerte maggiormente vantaggiose.
I consumatori italiani, un po’ alla volta ma con decisione, si spostano verso gli acquisti online: tra il 2011 e il 2016 sono passati da 9 a oltre 19 miliardi di euro, favoriti anche dalla diffusione di smartphone e tablet. -CeliaGuimaraes (RaiNews)-
Previsione 2016: 19 miliardi di ricavi in più dall’e-commerce in Italia. Rispetto al 2015, se l’andamento sarà questo, le spese online saranno aumentate del 17% rispetto al 2015. Nel comparto della vendita al dettaglio l’aumento della spesa online dal 2010 è cresciuta del 140%. -Netcomm. Consorzio del commercio elettronico italiano-
Lo spazio caffè della libreria “Invito alla lettura”. Foto: Valerio Fuscaldo
All’interno della libreria: curiosità, militaria, oggettistica, cartoline, vinili, quadri, stampe d’epoca. Ma soprattutto libri. Foto: Valerio Fuscaldo

Il racconto della giornata. La festa di chiusura della libreria

Parcheggio la macchina nei pressi di via Boncompagni. Scendo via Veneto direzione piazza Barberini (dove si trova la famosa Fontana del Tritone del Bernini - scrivo per quei pochi, tra i pochissimi che leggeranno, che non sono di Roma, ndr) e aspetto la corsa verso il centro del bus 62 in via del Tritone.

Scendo a piazza Venezia angolo via del Plebiscito. Decido di recarmi a piedi verso corso Vittorio per una sana passeggiata cosmopolita; quasi solo cosmopolita per quanto il centro sia pregno di turisti e di stranieri che vivono a Roma (fate un salto all’irish pub “Scholars Lounge”, subito dopo Palazzo Grazioli, se ne avete voglia, e ve ne accorgerete).

Da qui bisogna andare solo dritto, non ci sono deviazioni. Noto subito un che di insolito, singolare, segno dei nostri tempi: nel tragitto incrocio un non vedente che passeggia con l’aiuto del bastone bianco. Nulla di eccezionale, inconsueto forse.

Ma girandomi attorno, vi assicuro, era una delle poche persone a camminare con la testa non china; come normalmente fa chi non guarda, in sincronia, smartphone, fotocamere e altri “indumenti” tecnologici. Sì, indumenti. Senza è come percepire una sensazione d’esser nudi!

Non scrivo che sia bene o male. Scrivo che è così; e di recente ho partecipato ad un banchetto per una comunione dove i bambini sotto i dieci anni erano completamente imbambolati con la testolina fissa sullo schermo. Noi siamo completamente sconnessi -”una società sconnessa e a bassa autopropulsione” secondo il 49° (2015) rapporto Censis.

Chiesa di Santa Maria in Vallicella (detta Chiesa Nuova) in Piazza della Chiesa Nuova. Foto: Valerio Fuscaldo

Per cruccio, mi son preso la briga di rilevare le piazze che si incontrano prima della libreria. Largo di Torre Argentina, piazza di San Pantaleo, piazza della Chiesa Nuova (sopra, in foto).

Ho conteggiato alla carlona i negozi e il loro tipo di attività, nella parte del marciapiede dove si trova la libreria. Una trentina riguardano il commercio al dettaglio, l’abbigliamento la fa da padrone. Più di una dozzina quelli di gastronomia, ristorazione, bar. Banche, hotel e B&B saranno stati poco più di una ventina.

La sede di UniNettuno, l’università telematica. La sede di Confagricoltura (Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana). Il liceo ginnasio Virgilio (sede succursale). L’editore Carocci. Questi gli edifici a carattere non commerciale.

Ci sono biblioteche ma non librerie. Biblioteca Romana dell’Archivio Storico Capitolino, biblioteca della Società Romana di Storia Patria, biblioteca Vallicelliana. A meno di non sbagliare, l’unica libreria è in Largo di Torre Argentina, e non una spontanea e indipendente, ma una facente parte di una catena: La Feltrinelli, situata tra Palazzo Besso (dove si trova la Fondazione Marco Besso) e Palazzo Origo.

… l’Archivio Storico Capitolino, la cui sede dal 1922 è all’interno del monumentale Oratorio dei Filippini, capolavoro del Borromini… ha il compito di conservare, valorizzare e rendere consultabile la documentazione prodotta dal Comune di Roma.
Accoglie, accanto alle serie antiche, le carte via via prodotte dall’amministrazione, gli archivi privati di numerose famiglie, la biblioteca e l’emeroteca romane. L’Archivio si propone come un centro di servizi e di informazioni per la storia di Roma dal Medioevo all’Età contemporanea. (Gianni Borgna, Una città aperta, Dino Audino Editore, Roma, 2013, p. 39, 40)

Come stupirsi allora della chiusura di una tra le scarse attività commerciali editoriali? Nella stessa zona, proprio in corso Vittorio, era il 2011, chiuse (dopo 66 anni) un’istituzione tra le botteghe libraie: Libreria Croce. Nella via, dal 1953, a resistere tra i negozi antichi c’è la bottega “Fratelli Bassetti Tessuti”, non una libreria ma un’azienda “leader nella promozione della moda e dell’alta qualità delle tessiture italiane in Europa” (dal sito, ndr).

Arrivato.

Un po’ di fila all’ingresso. Anche under 35 erano presenti. Foto: Valerio Fuscaldo
Lux lucet in tenebris. Logo e motto della libreria. Foto: Valerio Fuscaldo

Che il cibo sia il paradigma degli ultimi anni -ma quanti sanno cucinare?- su cui poter sperare di metter su un business redditizio lo conferma la catena di food chiamata La Piadineria, posta sull’altro lato della strada, di fronte la libreria. Prima di entrare -io sono arrivato circa due ore dopo l’inizio della festa- bisogna dare un contributo di almeno 3 euro, con il quale si ha un gadget, una spilla (in foto), e la possibilità di prendere un libro, un oggetto.

La festa, dal primo pomeriggio fino a tarda sera, ha visto anche uno spettacolo di musica e nello spazio caffè un rinfresco. L’ultima volta che ci sono stato, sul finire del 2015, vi erano pochissimi curiosi, i libri si vedevano a vista. In quel giorno, invece, la fila per entrare e gli spazi del locale all’attenzione di circa, ad occhio, un centinaio di persone. Tirano gli sconti, gli eventi, il pago poco e prendo tanto. Va bene così.

Tra la folla cerco di arrivare tra gli scaffali dedicati alla narrativa, ma bloccato dalle numerose persone presenti sul ciglio della cassa, ascolto i dialoghi tra questi e i librai. Molti chiedono il perché della chiusura, e il coro che alimenta l’univoca risposta dei proprietari della libreria è: non possiamo pagare più 10/12 mila euro al mese. Punto.

Penso girando tra gli scaffali. Certo, sedersi tra i tavoli della libreria e sfogliare un libro è piacevole. Non si riproporrà l’atmosfera rilassante, soffusa, socievole, in compagnia di una tazzina di caffè, o magari di tè -che bevvi insieme ad una donna radiosa, russa ma italiana, ad inizio autunno, la quale mi consigliò Oblomov di Ivan Aleksandrovič Gončarov, che trovai proprio lì insieme ad un libro di poesie di Boris Pasternak. Ma non è solo questo. Il libraio è spesso una figura che ha letto molti libri; sa consigliare soltanto osservando il libro che mantieni tra le dita di una mano:

“Ah ti piace Bukowski. Perché non provi Fante?”. ”Chi?”. “John Fante. Inizia con ‘Chiedi alla polvere’ ”. Un libro strabiliante, per me, e pieno di humour.

Dopo aver perlustrato gli scaffali del locale alla ricerca di qualche libro prezioso -in realtà stavo cercando Una questione privata di Beppe Fenoglio e Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini- decido di sceglierne due, tra quelli che avevo raccolto a mente: I pascoli del cielo di John Steinbeck (traduzione di Elio Vittorini) e Il muro di Jean-Paul Sartre (edizione del 1959). Casualmente scopro essere entrambi una raccolta di racconti e la seconda opera dei rispettivi scrittori.

I pascoli del cielo (Steinbeck), Il muro (Sartre). Foto: Valerio Fuscaldo
Baby piano Beilei. Lanterne d’epoca. Foto: Valerio Fuscaldo

Di ritorno a casa mi interrogo: come diavolo hanno fatto i librai di “Invito alla lettura” ad andare avanti in un mondo dove paradossalmente aumentano i libri (molti pleonastici e intonsi) ma diminuiscono le librerie -specialmente indipendenti? E dove alcuni cittadini pagano a Roma, da anni, canoni irrisori al comune secondo l’inchiesta “Affittopoli” di inizio febbraio?

Quando sto per andare via, chiedo che fine faranno le cose invendute. Mi viene dato un biglietto da visita dove c’è il sito della libreria.

In questo esatto momento vorrei dare un consiglio, cercando una nota positiva: il sito esiste, e non è poco, anzi. Il pubblico che vi conosce, gli affezionati, penso che ci siano, e non è poco, anzi anzi. Perché non potenziare l’e-commerce commissionando il lavoro ad un buon marketer digitale, i tanto bistrattati e poco conosciuti “Social Media Manager”?

Il liberismo miete ancora una vittima -tra l’altro esistono varie delibere che proteggono e tutelano le botteghe storiche di Roma, ma “Invito alla lettura” non ne faceva parte. L’importante è andare tutti in vacanza -stricto sensu- “essere liberi” ma disoccupati, “essere vuote” le stanze del civico 283.

Il palazzo di proprietà della Banca d’Italia. Foto: screenshot Google Maps
Altra visuale del palazzo di proprietà della Banca d’Italia. Foto: screenshot Google Maps

Breve storia della libreria. Una Babele ordinata

Era il 1994 quando un gruppetto di librai ambulanti decisero di aprire una sede fissa per conservare i libri che racimolavano. Rossana Vano, Pierfrancesco Mazzoni, Vito Altieri, Massimo Altieri, Lucio Villani, Giulio Villani, sono le persone che hanno dato vita a questo progetto. “Invito alla Lettura” si è contraddistinta per aver creato eventi ed incontri, attività per bambini, cabaret, presentazioni di libri. La libreria è stata anche fautrice dell’affascinante manifestazione estiva “Invito alla lettura” a Castel Sant’Angelo.

Considerando la registrazione della partita iva, avvenuta ad ottobre 1982, gli anni di servizio sono in realtà quasi 34. La libreria è rinomata per essere specializzata “nella raccolta di giornali antichi dal 1860 a oggi, e nei libri di romanistica, ovvero di cose curiose, curiosità, aneddoti su Roma” (Pierfrancesco Mazzoni dall’intervista tratta per il programma Rai “Terza Pagina” condotto da Paolo Fallai, firma delle pagine culturali del Corriere della Sera. La puntata è andata in onda l’8 novembre 2014. Dal minuto 00:01:41 al minuto 00:04:34).

Le riviste d’epoca con un catalogo molto ampio. Foto: Pagina FB della libreria

Nel libro e nei libri c’è una risposta a qualunque cosa, basta saperla trovare”. Sono le parole sagge di Mazzoni, estrapolate dalla stessa intervista su citata. Egli si definisce un “nato libraio, libraio nato”. Racconta che la libreria nel tempo ha subito alcune modifiche strutturali e sostanziali; l’aggiunta di “un angolo bar per fornire un servizio di ‘sfoglio’ dei libri prendendosi un caffè”, e causa aumento dell’affitto si è “dovuto cedere un po’ anche al materiale turistico, perché la sopravvivenza è la cosa più importante”.

Il motto della libreria, “Lux lucet in tenebris”, è un passo del Vangelo di Giovanni (1, 5), “La luce splende nelle tenebre”. È usato anche dalla Chiesa evangelica valdese (unione delle chiese valdesi e metodiste). Foto: Valerio Fuscaldo

Parole amare che suonano come una beffa. La presentazione del servizio di “Terza Pagina” sul sito del programma: “E ricominciamo il nostro viaggio nelle librerie italiane: questa settimana vi portiamo a conoscere la libreria “Invito alla lettura” di Roma e l’esperienza di Pierfrancesco Mazzoni. Storie di libri e librai che resistono, nonostante la crisi”.

E quelle di Mazzoni a chiusa dell’intervista: “È importante salvare questa grande fetta di cultura, che sembra, dico sembra, stia scomparendo. Non è così. Se ce la mettiamo tutti ce la possiamo fare a salvare questo grande patrimonio del nostro paese”.

Scaffale ‘Filosofia’. Foto: Pagina FB della libreria

Diciamolo chiaramente. Tanti che varcano l’ingresso di una libreria sono coloro che i libri già li leggono. Entrare fisicamente in una qualsiasi libreria è come imbattersi un po’ in un’avventura di un bucaniere. Almeno da esperienza, entri per un romanzo ed esci fuori con tutt’altro scrittore. Nella libreria “Invito alla Lettura” potevi entrare anche solo per bere un caffè, ma il richiamo dei libri era troppo forte per non visionarne neanche uno.

Che poi definirla soltanto “libreria” è un po’ sterile: ha forgiato una comunità, e non solo di lettori. È nata con un assortimento sulla “romanistica” di alto livello come si diceva. Ma per trainare i consumi i proprietari hanno inserito molte cose: oggettistica, souvenir, libri in lingua inglese e francese, cartoline e guide turistiche. Ma anche vinili, strumenti musicali, mappe antiche di Roma e per gli appassionati delle riviste, un catalogo robusto da Epoca a Tempo, da Oggi a La domenica del Corriere.

Macchine da scrivere. Foto: Pagina FB della libreria

I commenti su Facebook: “viene chiuso un luogo dell’anima”

Leggendo tra i post della pagina della libreria, i più significativi sembrano questi -a prova dell’estinzione della comunità:

  • La Banca d’Italia ha già cacciato via da quel palazzo tantissimi inquilini (molti dei quali erano anziani dipendenti della banca che sono stati costretti a traslocare per via dell’aumento dell’affitto)”;
  • quando si chiude una libreria, un luogo di aggregazione culturale, “non può esservi una festa”;
  • una lettrice, spera che “sia un arrivederci, e non un addio”;
  • una giovane frequentatrice della libreria esprime il suo rammarico e scrive: “A voi va tutto il mio affetto e la mia profonda stima”;
  • “Ieri sera mi si è stretto il cuore e non sono riuscita a portare via dei libri; e mi sono anche chiesta le ragioni oscure che ci spingono ad acchiappare tanti libri solo quando un posto chiude… o quando qualcuno ce li regala”;
  • “Posto fantastico. Chiamarla libreria è assai riduttivo”;
  • Cara Rosanna e caro Vito, i mesi trascorsi in libreria sono un ricordo per me bellissimo. Era il 1995”;
  • “Vero e proprio genocidio della bellezza e della cultura, della tradizione e dello spirito, nonché del lavoro di tante persone, a cui assistiamo ogni giorno”.

Qualcuno poi ha scritto metaforicamente che bisognerebbe attuare l’antica usanza dei romani dello “schiaffo”, perché è stata giustiziata la cultura. L’episodio -ai tempi della Roma papalina di Pio VII e della dominazione di Napoleone- avveniva ogni volta che si giustiziava qualcuno in pubblico. Alla fine dell’orribile esecuzione, i padri dovevano dare uno schiaffo ai propri figli per imprimergli la scena, ricordandogli la fine che avrebbero fatto se avessero seguito una cattiva strada. Già, ma lo schiaffo a chi lo dai? Solo a noi stessi possiamo darlo che siamo maggior parte solo consumatori.

Ecco l’episodio spiegato da Onofrio del Grillo (interpretato da Alberto Sordi) in una scena del film Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli del 1981, dove viene giustiziato Don Bastiano (interpretato da Flavio Bucci): “Una delle usanze più antiche del popolo romano. In occasioni come queste i padri danno uno schiaffone ai figli perché si ricordino qual è la fine di un brigante”.

Scena da “Il Marchese del Grillo” di Mario Monicelli. Video: user BrunoBAIX

Curiosità. 1951

Nel riprendere la macchina dal parcheggio, controllo subito se vi è attaccata una multa tra il tergicristallo e il parabrezza. Una manciata di minuti e un ausiliare fiscale e si prende la multa. Tutto ok. Ricordavo l’orario di scadenza per il posteggio alle ore 19:51, sono in tempo. Faccio per buttare il biglietto Atac (l’azienda di trasporto a Roma) del bus e mi accorgo che ha lo stesso orario di scadenza: ore 19:51. Caspita, che coincidenza! Pratico un passatempo ormai datato nelle usanze degli italiani rispetto al moderno, cosiddetto, “picchetto” domenicale: gioco i numeri 19 e 51 al Lotto ma i risultati per ora non si vedono.

Biglietto parcheggio strisce Blu. Bit bus Atac. Foto: Valerio Fuscaldo

Trasformando questo orario in data, 1951, ho controllato se ci fosse qualche scrittore, qualche scrittrice, importante che ha riferimenti in quell’anno: Lidia Ravera (nata) e André Gide (deceduto); e il premio Nobel per la letteratura: Pär Fabian Lagerkvist, scrittore svedese che si è contraddistinto con le opere Il Nano (Dvärgen), Barabba (Barabbas).

Un’altra curiosità. Nel rione Parione, in Largo dei Librari -coloro che “nell’antica Roma, i servi, o i liberti, attendevano a copiare testi” (Treccani)- una piazzetta che avrò visto mille volte transitando via dei Giubbonari per raggiungere Campo de’ Fiori, si trova la Chiesa di Santa Barbara dei Librari.

Santa Barbara non è la protettrice dei librai. L’appellativo “dei Librai” ha questa storia. Il primo anno del XVII° secolo la chiesa è stata assegnata da Papa Clemente VIII alla custodia de l’ “Università dei Librari”, all’epoca una delle tante confraternite di Roma. Questa aggiunse l’attributo “dei Librari” perché la chiesa fu intitolata successivamente anche a San Tommaso d’Aquino e a San Giovanni di Dio, protettori dei librai.

Possiamo allora concludere, con un pizzico di faceto, che le preghiere invocate a questi Santi non hanno potuto salvare la libreria. Roma perde l’ennesimo tassello culturale. Intanto speriamo che non si arrenda al mercato la libreria “Cicerone”, che dal 1989, dopo avere risanato l’area, si trova nel sottopassaggio Largo Chigi adiacente alla galleria “Alberto Sordi”. E la libreria “Fahrenheit451” anch’essa sorta, fatalità, nel 1989, sulla piazza dove si erge il monumento a Giordano Bruno.


Link sulla notizia:


Un amico mi direbbe: “eh sti ca..i”. Durante l’editing del testo ho ascoltato alcuni brani dai seguenti album:

  • Black Sabbath - Master of reality (1971)
Black Sabbath - Sweet leaf. Video: channel Ray St John
  • David Bowie - Station to station (1976)
Questa è una cover della canzone scritta da Dimitri Tiomkin e Ned Washington per Johnny Mathis. La versione di Nina Simone è pazzesca, tra le più belle. David Bowie - Wild is the wind. Video: channel emil nolde
  • Beck - Odelay (1996)
Composta da vari samples. Beck - Devils haircut (Noel Gallagher remix). Video: user beefchainsaw
  • Eminem - The Eminem Show (2002)
Eminem — When the music stops. Video: user GMTMusicGR
  • James Blake - The colour in anything (2016)
James Blake - Radio silence. Video: user James Blake
  • John Lee Hooker - House of the blues (1959)
John Lee Hooker - Walkin’ the boogie. Video: user Octopus40

Surplus. I punti salienti delle normative sulla tutela delle librerie di Roma

Dalla metà degli anni Novanta le giunte hanno cercato di tutelare l’artigianato romano. In base a vari criteri -che riportiamo in seguito- si riconosce lo status di “Bottega Storica” e di “Negozio Storico di Eccellenza”. Al 19 maggio 2016, gli esercizi commerciali del genere merceologico classificate in librerie (abbreviato in L. in questo paragrafo) e riconosciute come botteghe storiche sono 13, di cui due hanno chiuso e una ha rinunciato a questa tutela:

  • L. Tombolini
  • L. Antiquaria e Moderna Di Cave Luciano
  • L. Di Cave
Libreria Di Cave, adiacente piazza della Minerva. Foto: arte.it
  • L. Rotondi
  • L. Antiquaria Ex Libris
  • Antica L. Cascianelli
Antica Libreria Cascianelli, zona piazza Navona, vicino il Chiostro del Bramante. Foto: arte.it
  • L. Universitaria Ricerche P. Bulzoni
  • L. De Biasi
  • L. Borghese
Libreria Borghese, nei pressi di via del Corso. Foto: arte.it
  • L. A. Micozzi delle sorelle Meucci (chiusa)
  • L. Amore e Psiche (chiusa). Un appunto doveroso dobbiamo farlo perché “Amore e Psiche” sembra avere tratti comuni alla storia della libreria “Invito alla Lettura”; dal sito leggiamo:
[Nata nel 1992, ndr] dall’esigenza di creare a Roma un punto di riferimento nuovo e originale in alternativa ai grandi supermercati del libro.
La libreria ha chiuso l’attività nella sua sede storica di via S. Caterina da Siena, per sfratto, l’11 Novembre 2012.
  • L. Esedra (ha rinunciato all’iscrizione all’albo delle botteghe storiche)
  • L. Pasquali Stampe antiche Pagnanelli Glorietta
Libreria e stampe antiche Pasquali, zona Lungotevere dei Mellini. Foto: pasqualiroma.com

1997. «Misure di tutela per i negozi storici di Roma»

Delibera n. 139/1997 del Consiglio Comunale, ufficio Comune di Roma (giunta Rutelli).

Foto: screenshot delibera 139/1997
Considerato che una attività che per cento e più anni si è svolta nello stesso locale e con la stessa caratterizzazione merceologica mostra un fortissimo radicamento nel tessuto urbano e nel vissuto quotidiano dei cittadini e della città e diviene parte integrante del patrimonio culturale della città stessa e, soprattutto in un contesto così particolare com’è il centro di Roma, essa acquista valore di bene culturale e come tale è da tutelare.
Che molti sono i fattori responsabili del degrado e dello stravolgimento del centro storico ma, attualmente, uno dei fenomeni più evidenti è la penetrazione dei grandi gruppi industriali, finanziari, commerciali, che vedono nelle strade del centro il luogo ideale per la promozione e la valorizzazione dei loro marchi attraverso l’apertura di sedi e punti vendita; ciò ha provocato, come è stato rilevato da più parti, un enorme ed artificioso aumento dei valori dei locali commerciali e dei loro canoni di locazione e quindi una ulteriore espulsione delle piccole aziende commerciali, soprattutto quelle tradizionali e storiche.
Che per i locali… in cui si sia svolta ininterrottamente per più di cento anni una attività di vendita al dettaglio o di produzione e vendita al dettaglio inerente sempre allo stesso genere merceologico e/o alle stesse tabelle commerciali il Comune rilasci, su specifica domanda del titolare dell’autorizzazione amministrativa, un attestato di «negozio storico» che ne definisca e san­cisca il valore e lo status di bene culturale.
L’istituzione di idonee targhe o tabelle che ne evidenzino la presenza e lo status di «negozio storico».
La presenza dei suddetti negozi debba a pieno titolo rientrare nella promozione dei circuiti culturali e turistici alla stregua degli altri beni architettonici e culturali della città;
I negozi più antichi non godono di strumenti e norme che consentano la tutela e salvaguardia delle loro peculiari e preziose caratteristiche e che ciò di fatto concorre allo stravolgimento e al degrado del centro storico della città.
Foto: screenshot delibera 139/1997

2001. «Regolamento per la concessione di contributi rivolti al sostegno ed alla tutela delle Attività commerciali o artigianali riconosciute “Negozio Storico”»

Delibera n. 100/2001 del Consiglio Comunale, ufficio Comune di Roma (giunta Veltroni. Curiosità: tra i consiglieri vi era Monica Cirinnà e Beatrice Lorenzin, rispettivamente la Senatrice del Pd da cui prende il nome la legge sulle unioni civili, e il Ministro della Salute).

Foto: screenshot delibera 100/2001
Concessione di contributi da erogare a favore dei soggetti titolari di quelle attività commerciali riconosciute come “Botteghe Storiche” che siano in grado di dimostrare le difficoltà di sopravvivenza dell’attività stessa.
Requisiti per le richieste di contributo:  in presenza di almeno due delle seguenti condizioni… :
1. che la medesima attività è stata svolta, senza soluzione di continuità, nello stesso locale per un periodo superiore a 50 anni; 2. che l’esercizio è posto all’interno di un edificio di interesse architettonico… ; 3. che i locali sono dotati di arredi d’epoca e di stigliature d’epoca o di particolare qualità manifatturiera; 4. che gli arredi e le stigliature sono state oggetto di restauro o recupero eseguiti a regola d’arte; 5. che i locali sono connotati dalla presenza di architetture d’autore; 6. che nei locali sono presenti strumenti ed attrezzature di particolare valore storico, che possono essere esposti al pubblico per la visione; 7. che le attività svolte sono di interesse storico, tradizionale o didattico-culturale.

2010. «Misura di tutela e promozione dei “Negozi storici di Eccellenza della città di Roma”»

Delibera n. 10/2010 del Consiglio Comunale, ufficio Segretariato Generale (giunta Alemanno).

Foto: screenshot delibera 10/2010
… considerare tali attività come attività protette, evitandone la manomissione speculativa e ponendo come filosofia guida della pianificazione la “conservazione attiva” intesa come recupero e tutela dell’esistente.
Che, le politiche economiche e commerciali che riguardano il Centro sono volte a tutelare le attività commerciali ed artigianali espressive del tradizionale luogo, ad impedire l’installazione e l’esercizio di determinate attività incompatibili con la finalità di tutela delle tradizioni locali, per evitare la “standardizzazione” e la perdita d’identità del Centro stesso.
… per detti esercizi, per la loro peculiarità legata alla gestione multi generazionale ed alla più specifica caratterizzazione tradizionale, si ritiene si debbano offrire strumenti di più incisiva tutela e garanzia, allo scopo di evitare i fenomeni di espulsione.
… la necessità della predetta maggior tutela è altresì legata alla particolare visibilità di cui detti esercizi godono che costituisce un forte veicolo di promozione dell’immagine della Capitale in ambito nazionale ed internazionale.
… l’individuazione di nuove forme di tutela e di vincoli merceologici e contestualmente le agevolazioni e le incentivazioni per gli esercizi che abbiano detta connotazione peculiare rende necessaria l’istituzione di uno specifico Albo denominato dei “Negozi Storici di Eccellenza” che preveda requisiti di accesso più restrittivi rispetto all’esistente Albo di cui alla deliberazione n. 139/1997.
Foto: screenshot delibera 10/2010
… di ritenere oggetto di tutela e di intervento gli esercizi commerciali, i pubblici esercizi e le imprese artigianali che hanno svolto per più di settant’anni e per tre generazioni consecutive nello stesso locale, un’attività di vendita al dettaglio e produzione inerente lo stesso genere merceologico.
… di tutelare, in base alla nuova condizione di “Negozio Storico di Eccellenza”… mantenendo in tali locali la medesima tipologia merceologica, senza possibilità di subentro di altre diverse attività.
… di predisporre i provvedimenti finalizzati ad un sostegno attivo che provveda per le suddette attività commerciali, in relazione al loro stato di “Negozio Storico di Eccellenza” ad agevolazioni sull’ICI, sull’imposta di pubblicità sulle insegne di esercizio e sulla Ta.Ri.
… possono presentare domanda… chiedendo l’adesione all’Albo dei Negozi Storici di Eccellenza ai fini di beneficiare della relativa tutela, gli esercizi commerciali, artigiani, parti di qualità e di particolare pregio nelle strutture alberghiere nonché i pubblici esercizi che soddisfino i seguenti requisiti: a. esercizio della medesima attività da almeno settant’anni e per tre generazioni consecutive con continuità merceologica nella stessa sede sita nella Città Storica; b. esercizio di un’attività di rilevante interesse per il mantenimento e il consolidamento delle tradizioni economiche, culturali e dell’immagine della Città.
… è ammessa altresì la presentazione della domanda da parte delle imprese che, seppur operanti da meno di settanta anni nello stesso locale, esercitino da più di 70 anni nell’ambito della Città Storica attività commerciale, artigianale, alberghiera o di pubblico esercizio d’interesse rilevante per il mantenimento o consolidamento delle tradizioni economiche e culturali e dell’immagine della Città, ivi comprese quelle legate alla peculiare localizzazione dell’attività esercitata.
… le imprese inserite nell’Albo per i Negozi Storici di Eccellenza saranno classificate in quattro classi con riferimento alla natura dell’attività (commerciale, artigianale, alberghiere, pubblici servizi).
… in caso di cessione a titolo oneroso di beni immobili comunali, il Comune di Roma concede agli esercizi iscritti all’Albo dei Negozi Storici di Eccellenza, il diritto di prelazione all’acquisto dei locali di proprietà comunale in cui svolgono la loro attività, ciò anche in caso di vendita in blocco dell’immobile.

2013. «Per una legge nazionale di tutela alle botteghe storiche e degli antichi mestieri»

Mozione n. 11/2013 del Consiglio del Municipio, ufficio Municipio Iº-Unità di Direzione (giunta Alemanno). Proposta dal Partito Democratico.

… ritenendo certamente opportuno proseguire sulla strada delle liberalizzazioni, è contemporaneamente necessario dotare il nostro ordinamento di strumenti più incisivi per la tutela delle botteghe, delle attività storiche e tradizionali e degli antichi mestieri, riconoscendo a essi innanzitutto lo status di beni culturali.
… essendo l’ordinamento giuridico italiano dei beni culturali incentrato sul principio di materialità e tassatività di questi, è necessario approntare un’apposita Legge per la tutela delle botteghe, delle attività storiche e tradizionali e gli antichi mestieri italiani, che definisca il “bene unitario” e gli strumenti idonei ad assicurarne la tutela sotto il profilo delle sue componenti sia materiali sia immateriali.
Foto: screenshot mozione 11/2013

2013. «Regolamento del commercio, dell’artigianato e delle altre attività economiche nella Città Storica e nel Centro Storico e tutela dei negozi, delle botteghe e delle attività storiche di Roma Capitale»

Delibera n. 8/2013 del Consiglio del Municipio, ufficio Municipio Iº-Unità di Direzione (giunta Alemanno).

[Si, ndr] definisce “Città Storica” l’insieme integrato costituito dall’area storica centrale interna alle Mura, dalle parti urbane dell’espansione otto-novecentesca consolidata interne ed esterne alle Mura e dai singoli siti e manufatti localizzati nell’interno territorio comunale che presentano un’identità storico-culturale definita da particolari qualità, riconoscibili e riconosciute dal punto di vista dei caratteri morfogenetici e strutturanti dell’impianto urbano e di quelli tipo-morfologici, architettonici e d’uso dei singoli tessuti, edifici e spazi aperti, anche in riferimento al senso e al significato da essi assunti nella memoria delle comunità insediate.
Per Tessuti Urbanistici della Città Storica… s’intendono gli isolati o le parti d’isolato a essa appartenenti costituiti dall’aggregazione di edifici… riconducibili a regole sostanzialmente omogenee d’impianto, suddivisione del suolo, disposizione e rapporto con i tracciati, nonché di prevalente caratterizzazione tipologica, formale, costruttiva e funzionale.
La Città Storica… si articola nelle seguenti componenti: a) Tessuti; b) Edifici e complessi speciali; c) Spazi aperti; d) Ambiti di valorizzazione.
I Tessuti… si articolano in: T1 -T. di origine medievale; T2 -T. di espansione rinascimentale e moderna preunitaria; T3 -T. di ristrutturazione urbanistica otto-novecentesca; T4 -T. di espansione otto-novecentesca a isolato; T5 -T. di espansione otto-novecentesca a lottizzazione edilizia puntiforme; T6 -T. di espansione novecentesca a lottizzazione edilizia puntiforme; T7 -T. di espansione novecentesca a fronti continue; T8 -T. di espansione novecentesca con impianto moderno e unitario; T9 -Edifici isolati; T10 -Nuclei storici isolati.
Gli Edifici e i Complessi Speciali… si articolano in: a) CAM, Centro Archeologico Monumentale; b) C1 -Capisaldi Architettonici e Urbani; c) C2 -Ville Storiche; d) C3 -Grandi Attrezzature e Impianti post-unitari; e) C4 -Edifici Speciali Isolati di interesse storico, architettonico e monumentale.
Nell’ambito della Città Storica, è definita “Centro Storico” l’area individuata dalla Decisione 16COMVIII/1992 dell’UNESCO.
Foto: screenshot delibera 8/2013
… obiettivo di tutelare altresì la concorrenza, evitando la formazione di posizioni dominanti… salvaguardando la presenza delle attività commerciali e artigianali in grado di svolgere un servizio di vicinato.
… sono giudicate meritevoli di tutela… le seguenti attività: a) vendita al dettaglio del settore alimentare in forma di esercizio di vicinato; b) artigianato, a esclusione delle attività di autolavaggio, officine per la manutenzione e riparazione di auto e motocicli, gelateria, yogurteria, frullateria, laboratorio di pizza a taglio, bruschetteria, paninoteca, friggitoria, rosticceria, kebaberia; c) erboristeria; d) libreria, vendita di dischi e video con esclusione dell’attività di videonoleggio esercitata attraverso apparecchi automatici in locali a essi adibiti in modo esclusivo; e) vendita di articoli religiosi e arredi sacri, con esclusione di souvenirs; f) vendita di oggetti d’antiquariato; g) galleria d’arte; h) filatelia e numismatica; i) vendita di strumenti musicali; j) cartoleria; k) vendita di giocattoli e giochi d’epoca; l) vendita di fiori e piante; m) gioielleria e orologeria; n) merceria; o) ferramenta; p) vendita di arredamenti di design; q) vendita di abbigliamento/accessori di lusso e alta moda; r) negozi, botteghe e attività storiche.
Piano d’intervento nel Rione Esquilino per la tutela delle attività tradizionali operanti da almeno 25 anni nello stesso genere merceologico nei settori dell’abbigliamento, casalinghi, mobili, gioielleria, ottica, profumeria, fiori e piante, libreria, vendita di dischi e video…
Foto: screenshot delibera 8/2013
Roma Capitale… tutela i negozi, le botteghe artigiane, le attività e i pubblici esercizi situati nel proprio territorio che rivestano particolare interesse storico, artistico, architettonico, urbanistico, paesaggistico, etnoantropologico, culturale e ambientale, in ragione del tipo di attività svolta, dei locali cui si svolge, della sua ubicazione e del suo rapporto di interscambio con l’ambiente circostante.
… Roma Capitale predispone tutti gli strumenti urbanistici possibili al fine di salvaguardare la destinazione d’uso dei locali che ospitano i suddetti negozi, botteghe artigiane, attività e pubblici esercizi. Roma Capitale predispone altresì tutti gli strumenti di politica commerciale e delle attività produttive ed economiche possibili al fine di salvaguardare la caratterizzazione funzionale e merceologica dei medesimi.
in omaggio a una concezione “attiva” della tutela dei negozi, delle botteghe artigiane… Roma Capitale dispone incentivi, contributi, agevolazioni tributarie e fiscali e altri aiuti a beneficio dei medesimi… dando priorità alle situazioni di difficoltà economica e tra queste alle situazioni a rischio di chiusura e di sfratto.
Al fine di potenziare, sviluppare, riqualificare e diversificare la propria offerta turistica, Roma Capitale valorizza i negozi, le botteghe artigiane, le attività e i pubblici esercizi… inserendoli nei circuiti promozionali culturali e turistici alla stregua dei propri beni culturali
Definizione di Negozi, Botteghe, Attività storiche. Foto: screenshot delibera 8/2013
È istituito, presso il Dipartimento Attività Economiche-Produttive e Formazione-Lavoro di Roma Capitale, un Albo denominato “Albo dei Negozi, delle Botteghe e delle Attività Storiche di Roma Capitale”.
È istituita, presso il Dipartimento Attività Economiche-Produttive e Formazione-Lavoro di Roma Capitale, la “Commissione per la tutela, la valorizzazione e la promozione dei Negozi, Botteghe e delle Attività Storiche di Roma Capitale”.
Al fine di contrastare… la scomparsa dei negozi, delle botteghe artigiane, delle attività, dei pubblici esercizi storici e tradizionali e degli antichi mestieri della città e dei suoi Rioni, Roma Capitale… mette a disposizione dei titolari dei Negozi, delle Botteghe e delle sue Attività Storiche iscritte all’Albo, a titolo gratuito, servizi di consulenza di strategia e marketing aziendale e per l’accesso a finanziamenti agevolati, per la costruzione di aggregazioni o reti tra imprese, per la partecipazione a bandi e gare d’appalto, ivi inclusa la ricerca di sponsorizzazioni…

Delibere e atti sono consultabili qui.

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