Il futuro dell’agricoltura è “smart”

Dall’analisi dei terreni allo studio dei dati climatici, dal controllo qualità all’ottimizzazione della distribuzione: l’Internet of Things si prepara a rivoluzionare il mondo dell’agricoltura e dell’allevamento.

La “smart agricolture” per sfamare la Terra. Il nostro pianeta, in futuro, avrà sempre più fame. Secondo la FAO, infatti, la popolazione mondiale toccherà quota 9,6 miliardi entro il 2050 e la produzione agricola, per riuscire a far fronte alla maggior richiesta di cibo, dovrà essere incrementata del 70%. Un obiettivo difficile ma non impossibile. Secondo gli esperti, a rendere più agevole il percorso ci penserà la “smart agricolture”, ovvero l’applicazione delle nuove tecnologie (soprattutto di quelle legate all’Internet of Things) all’agricoltura e all’allevamento. Un binomio apparentemente improbabile ma che in molti casi è già realtà, e di cui si parlerà ampiamente a Milano, in occasione di Expo 2015. Servizi GPS, sensori, analisi dei big data, robotica: molteplici le opportunità che l’IoT offre ai coltivatori in tutte le fasi della loro attività, dalla semina al monitoraggio, dal raccolto alla distribuzione. Strumenti che possono contribuire a rendere l’agricoltura più efficiente, sostenibile e di migliore qualità, come spiega anche una ricerca recentemente pubblicata dall’ “Osservatorio Internet of Things” della “School of Management” del Politecnico di Milano.

“Con la Smart Agriculture è possibile ridurre del 30–40% l’uso di risorse idriche e del 40% il numero di trattamenti fitosanitari.”, afferma Angela Tumino, tra i responsabili dello studio.

L’ICT rivoluzione l’agricoltura. Da un punto di vista pratico le applicazioni tecnologiche in campo agricolo possono essere numerose. Un ruolo fondamentale lo rivestono i sistemi di raccolta ed analisi dei dati. La gestione ordinata di ampi database, infatti, può potenziare tutte le attività connesse al monitoraggio in tempo reale delle coltivazioni, agli studi climatici, all’ottimizzazione della distribuzione. Molto importanti anche le ricadute in tema di controllo qualità, con le nuove tecnologie che possono supportare gli operatori del settore agricolo sia nella fase precedente l’avvio delle coltivazioni, affinando le tecniche di valutazione dei terreni e dello stato di salute del bestiame, sia in quella successiva, consentendo una puntuale tracciatura della filiera di distribuzione fino al consumatore.

Sulla carta, quindi, i vantaggi sono evidenti, e le prime esperienze di “smart agricolture” lo confermano. Per consentirne un più deciso sviluppo, però, restano da abbattere due barriere: quella dei costi, ancora troppo elevati, e quella culturale, che porta molti agricoltori ad essere diffidenti verso la rivoluzione digitale.

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