La tecnologia rende accessibile l’università: le esperienze di Congo e Costa d’Avorio

I due paesi africani si affidano all’ICT per potenziare il loro sistema universitario, grazie anche alla collaborazione di partner privati. L’ateneo di Kinshasa si dota del primo Digital Center, mentre il governo ivoriano sperimenta la strada della distance education anche a livello di istruzione superiore.

Il Digital Center di Vodacom. “Noi crediamo che l’acceso ad internet non debba essere un privilegio”. Con queste parole Murielle Lorilloux, Direttore Generale di Vodacom Congo, impresa di telecomunicazioni africana, ha salutato l’inaugurazione del nuovo “Digital Center” dell’Università di Kinshasa (UNIKIN). La struttura, del valore di 83mila dollari, dotata di 100 computer con accesso alla rete ed altrettanti tablet, è stata realizzata proprio da Vodacom, nell’ambito del programma “Digital Solidarity”, con cui l’azienda finanzia progetti in cui le nuove tecnologie vengono messe al servizio delle più pressanti esigenze sociali. Da questo punto di vista l’Università di Kinshasa rappresenta una vera sfida. Creato nel 1954 dal governo belga, l’ateneo ha notevoli carenze infrastrutturali che lo rendono un ambiente poco confortevole per studenti, professori e ricercatori: manca di una biblioteca adeguata, di sale conferenza e di un centro di calcolo. Per questo Vodacom l’ha scelta per l’allestimento di questo nuovo centro digitale, che sarà capace di offrire agli iscritti ai corsi un fondamentale supporto tecnologico.

La Costa d’Avorio investe sulla “distance education”. Mentre il Congo, con la collaborazione di Vodacom, dota di infrastrutture avanzate l’università di Kinshasa, la Costa d’Avorio sceglie di “smaterializzare” la cultura e renderla digitale. Gnamien Konan, ministro ivoriano dell’istruzione superiore, ha recentemente annunciato il lancio dell’Université Numérique de Côte d’Ivoire (UNCI), una vera e propria università online. Per il paese africano si tratta del primo esperimento di “distance education” applicato ad un ateneo, reso possibile grazie alla collaborazione con l’Agence Universitaire Francophone (AUF). Il progetto rientra in una più ampia strategia con cui il governo della Costa d’Avorio vuole potenziare il sistema di “distance education”, per ampliare le possibilità d’accesso ai più alti livelli di istruzione, oggi limitate dalla carenza di spazi e strutture adeguate. Per centrare l’obiettivo, però, oltre che moltiplicare le iniziative come quella dell’Université Numérique sarà necessario anche investire in maniera decisa nella diffusione di attrezzature ICT tra la popolazione, altrimenti i contenuti digitalizzati continueranno ad essere inaccessibili. A questo scopo il governo ha recentemente anticipato la volontà di investire ben 14 milioni di dollari per incrementare il numero di strumenti di comunicazione digitale in dotazione a studenti e docenti.

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