Costruire il capitale umano di un paese, con i pasti a scuola del WFP

La scuola, il cibo, l’istruzione, la costruzione di una comunità e lo sviluppo di un paese. Una generazione istruita e in salute è alla base di un sviluppo sostenibile, duraturo e inclusivo.

WFP Italia
Viola Marini, Project Manager del Programma di Alimentazione Scolastica del WFP

Scopriamo il Programma di Alimentazione Scolastica insieme a Viola Marini, funzionaria del World Food Programme, che ha appena concluso il suo incarico al Cairo ed ora è diretta in Iraq. Viola ci racconta le sue esperienze con il WFP e ci spiega perché i pasti a scuola siano un vero e proprio investimento per il futuro.

Le professionalità al WFP sono molto varie: per la nostra serie “Italiani in Prima Linea” abbiamo intervistato Paolo Battistin, ingegnere strutturista e Raffaella Bellanca, fisica ambientale. Ci parli del tuo ruolo al WFP e ci descrivi una tua giornata tipo?

Mi sono laureata in Economia e Management e lavoro come coordinatrice dei progetti del WFP relativi all’alimentazione scolastica. Fino a poco tempo fa ero di base all’ufficio regionale del WFP al Cairo, che supporta i paesi della regione MENA (Middle East, North Africa and Central Asia). L’ufficio fornisce assistenza tecnica ai governi con cui lavoriamo per la creazione, l’implementazione e la consegna di programmi d’intervento nell’alimentazione scolastica.

Il mio lavoro è incredibilmente vario, è difficile raccontare una “giornata tipo”. Di recente, ad esempio, abbiamo gestito la partecipazione del WFP ad eventi regionali per incoraggiare l’impegno dei giovani su aree tematiche fondamentali per l’Agenda 2030, tra cui anche quella dell’alimentazione scolastica. In questo caso, si è lavorato sull’inclusione sociale nei momenti di ricreazione o durante il pranzo a scuola, soprattutto in contesti di fragilità e conflitti.

Il WFP lavora tanto sulla nutrizione, sulla salute e sulla crescita del bambino a livello sia fisico che mentale. Attraverso attività complementari alla formazione scolastica, cerchiamo di dare un supporto anche valoriale e di educazione nutrizionale e sanitaria, educazione all’ambiente e al rispetto delle altre persone e degli altri bambini.

Qual è stato il tuo percorso professionale e perché hai scelto di lavorare per un’organizzazione umanitaria delle Nazioni Unite?

È stato un mix di diverse coincidenze a portarmi qui, un pò il destino, la fortuna e qualche opportunità capitata al momento giusto.

Ho studiato economia legata all’innovazione e tecnologia alla Bocconi, poi ho fatto un Erasmus a Parigi, dove ho seguito corsi in scienze sociali, progetti di sviluppo e salute globale. A seguire, ho fatto uno stage al WFP in quello che allora era la divisione di “Innovation e Change Management”. Da subito mi ha affascinato la missione e il campo di lavoro. Si dice che la fortuna sia un misto tra dedizione e saper cogliere le opportunità, questo è un pò quello che è successo a me quando nel 2017 mi hanno offerto di andare ad Haiti per una missione di un mese e mezzo. Questa esperienza è stata il mio primo vero impatto con l’aspetto programmatico dei “pasti a scuola”. A gennaio 2018, ho vinto la fellowship italiana con base al Cairo per seguire i progetti di alimentazione scolastica, quella proposta mi è sembrata davvero una chiamata del destino!

Viola Marini in visita a una scuola comunitaria a Giza, Cairo.

Il WFP implementa i programmi di alimentazione scolastica dal 1963 e, lo scorso anno, ha distribuito pasti scolastici a circa 16,4 milioni di bambini. Ci racconti come i pasti a scuola del WFP possono fare la differenza nella vita e per il futuro di milioni di bambini e bambine nel mondo?

Fin da tempi antichi si riconosce l’importanza di una buona e solida nutrizione, come infatti dicevano i romani: “Mens sana in corpore sano”. Questo è ancora più importante durante la crescita di un bambino, che vede varie fasi di sviluppo molto diverse tra loro: infanzia, pre-adolescenza, adolescenza, ecc… Ognuna di queste fasi necessita di un supporto diverso sia a livello nutrizionale che a livello di attenzione alla salute. È per questo che il WFP collabora con altre agenzie ONU e altri stakeholders per fornire un pacchetto olistico di interventi che accompagni al meglio il bambino in tutte le fasi della crescita.

I programmi di alimentazione scolastica hanno obiettivi diversi a seconda del contesto del paese in cui si opera. Nel Medio Oriente, dove spesso lavoriamo in contesti di crisi e guerra, il cibo che portiamo ai bambini serve a rispondere a bisogni primari, come la fame. Un’ampia percentuale di bambini si presenta a scuola ogni giorno a stomaco vuoto. Portando pasti quotidiani ai bambini li aiutiamo a crescere in salute incoraggiandoli ad andare a scuola, dove potranno concentrarsi a stomaco pieno e assimilare meglio le lezioni.

La scuola ha un grande valore aggiunto: è il primo punto di contatto di un governo, di uno Stato, con i bambini. È proprio da lì che parte il supporto alle nuove generazioni che un giorno diventeranno parte attiva e produttiva della nazione. Saranno loro il capitale umano del proprio paese.

Hai lavorato di recente all’ufficio regionale del Cairo. Ci vuoi parlare del programma di alimentazione scolastica del WFP in questa parte del mondo e di quali siano le principali sfide che affrontate quotidianamente?

Una delle sfide principali di questo ufficio è l’estrema varietà di contesti: da paesi più stabili come l’Egitto o la Tunisia, fino allo Yemen, dove è in atto una delle crisi umanitarie piu gravi al mondo. Il Programma di Alimentazione Scolastica è presente in tutti questi paesi.

Il WFP ha il dovere, ma anche il privilegio, di essere di aiuto a tutti i bambini nelle scuole.

Il WFP ha il dovere, ma anche il privilegio, di essere di aiuto a tutti i bambini nelle scuole e, attraverso le scuole, raggiungiamo anche gli insegnanti e le famiglie. Non ci limitiamo solo a dare degli snack nutrienti o dei pasti salutari, ma diamo un contributo aggiuntivo, in collaborazione con le altre agenzie ONU sul campo, per costruire un progetto di sostegno olistico.

Un’altra grande sfida è legata ai contesti di guerra. Il passaggio da una situazione di emergenza ad una di sviluppo richiede un grande investimento nelle relazioni di “empowerment”, di “capacity building” verso i governi per la creazione di qualcosa che sia sostenibile anche in futuro.

Come immagini il futuro del programma di alimentazione scolastica?

L’alimentazione scolastica è presente nella maggior parte dei paesi al mondo e costituisce la rete di protezione sociale più diffusa. Il futuro del programma di alimentazione scolastica ci mostra un enorme potenziale, ma per coltivarlo sono fondamentali, ad esempio, gli investimenti dei governi e i collegamenti con gli agricoltori locali per l’uso di prodotti coltivati in loco, e la selezione di specifici menù che rispondano alle diverse esigenze nutritive per ogni fase di crescita dei bambini e dei ragazzi.

Tutto questo crea un sistema positivo, che non solo porta benefici alle economie locali, ma spinge anche verso una green economy. Queste sono buone pratiche che, tramite l’alimentazione scolastica, un governo può trasmettere alle generazioni future. È un circolo virtuoso.

Hai fatto altre esperienze sul campo? Qual è l’esperienza più significativa che hai vissuto?

Una volta sono andata in visita ad alcune scuole di comunità nelle zone rurali dell’Egitto. Le scuole di comunità sono particolari perché nate da necessità precise, per esempio quando le scuole pubbliche sono molto lontane ed è impossibile che i bambini possano raggiungerle e frequentare le lezioni, sia per ragioni economiche che per motivi di sicurezza. In questi casi, sono le stesse comunità che istituiscono le scuole per i bambini di quelle zone più remote.

Nella scuola che ho visitato, i bambini e le bambine, dagli 8 ai 12 anni, stanno tutti nella stessa classe e vengono da contesti molto difficili. Durante la visita abbiamo intervistato alcune madri. Una di loro aveva 4 figli, uno ancora attaccato al seno, i figli più grandi lavorano nei campi per aiutare la famiglia, il padre fa lavori giornalieri che non danno sicurezza economica. Lì ho realmente compreso il valore del programma di alimentazione scolastica per tutta la famiglia, non solo per i bambini. Dare alle famiglie un incentivo per mandare i figli a scuola ha un effetto straordinario sull’intera famiglia, in particolare sulle donne e sulle madri.

Viola Marini visita una scuola comunitaria a Giza, Cairo.

Sappiamo che a breve ti trasferirai in Iraq. Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza in una zona “calda” del mondo?

I piani per il nuovo Programma di Alimentazione Scolastica in Iraq sono molto ambiziosi, inizieremo ad ottobre e vogliamo raggiungere, in un anno, più di 300.000 bambini. Riprenderemo quello che c’era in passato, che purtroppo è stato interrotto a causa delle guerre e delle crisi. Sarà una nuova esperienza e una vera sfida. Inizieremo il programma, cercheremo di capire quali siano le difficoltà e di risolverle, in modo da generare un processo che funzioni bene e che sia sostenibile. A quel punto, ci sarà il passaggio di consegne al governo e il programma diventerà a tutti gli effetti un programma nazionale. Sarà una grande sfida, perché solitamente il passaggio di un programma al governo puo’ prendere fino a 10 anni, nel nostro caso, in Iraq, sarà invece di solo un anno!

Qual è la cosa più bella che ti hanno detto riguardo al lavoro che fai?

La parte che preferisco è quando parliamo con i governi e percepisco il loro riconoscimento verso il Programma di Alimentazione Scolastica del WFP. Ci immaginiamo spesso le istituzioni come entità lontane, intente ad occuparsi di progetti ad alti livelli, per questo è bello sentire quando ti parlano di cose semplici che stanno a cuore alle persone, come l’istruzione e la nutrizione dei bambini. Il precendente ministro dell’educazione palestinese una volta mi disse:

“Ci dovremmo fermare ad ascoltare di più i bambini ed imparare da loro”.

Che consiglio daresti a chi volesse intraprendere un lavoro come il tuo al WFP?

Due consigli: flessibilità e creatività. Flessibilità perchè bisogna adattarsi a contesti e culture diverse, e creatività per avere la capacità di risolvere i problemi in maniera innovativa. Bisogna essere capaci di lavorare in team, essere proattivi, creare relazioni, progetti e soluzioni. Le sfide devono diventare delle occasioni di successo, e non puoi farlo se non conosci le lingue e se non hai la voglia di viaggiare ed aprirti con curiosità e rispetto verso gli altri.

Guarda l’intervista alla collega Viola Marini

Scopri la storia di Laila, una delle 9.000 insegnanti che hanno ricevuto corsi di formazione del WFP sulla gestione scolastica e sulla nutrizione.

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    Account di WFP e WFP Italia Onlus. Il WFP è l'agenzia ONU che combatte la fame nel mondo. WFP Italia è la ONLUS a sostegno del WFP.

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