“Mi sento davvero fortunata a far parte del WFP”.

Da rifugiata ad operatrice umanitaria: la storia di Masooma

WFP Italia
Jul 18 · 5 min read

Quando parla con i rifugiati e altre persone vulnerabili che ricevono assistenza dal World Food Programme (WFP), Masooma non può non ripensare alla propria infanzia. La famiglia di Masooma è fuggita dalla guerra in Afghanistan nei primi anni ‘80, rifugiandosi in Pakistan, dove Masooma è nata e cresciuta.

Masooma si considera una delle poche fortunate, poiché ha avuto genitori istruiti che hanno fatto in modo che lei e i suoi fratelli potessero studiare. Nonostante questo, ha ricordi ancora vividi di quello che ha visto in Pakistan, dove i rifugiati afgani sono privati delle loro necessità primarie e vivono la vita sperando nel sostegno degli altri.

La parte che Masooma preferisce del proprio lavoro è stare a diretto contatto con le persone per capire come il WFP può aiutarli più efficacemente. Foto: WFP/Wahidullah Amani

Ora Masooma lavora come assistente a supporto del team di Monitoraggio e Valutazione (M&E) presso l’ufficio del WFP a Kabul, e vede questa come la sua opportunità per “restituire” tutto ciò che ha ricevuto, aiutando coloro che — in special modo le donne — non hanno la fortuna di crescere con le stesse risorse di cui lei disponeva.

Parlami della tua storia e delle persone che hanno influenzato la tua vita fino ad oggi

I miei familiari hanno vissuto in Pakistan come rifugiati per circa 30 anni, fino al 2014, quando siamo tornati in Afghanistan. Sono la figlia maggiore e sono stata molto fortunata poiché i miei genitori hanno potuto investire su di me e sui miei fratelli, assicurandosi che ricevessimo un’istruzione. Sono andata all’università, dove inizialmente studiavo per preparami alla scuola di medicina, ma mi sono laureata in economia.

Quando penso a chi mi ha ispirata, mia madre è la prima persona che mi viene in mente. Lei è la persona più paziente e laboriosa che conosca! Mio padre era un ufficiale dell’esercito afgano ed era sempre lontano da casa. Tornava a trovarci tre volte l’anno per tre mesi. In sua assenza, mia madre si occupava delle faccende di casa e delle altre commissioni, prendendosi cura di noi. Nonostante sia stata malata, ha sempre lavorato duramente per non farci mancare nulla.

Grazie a lei ho imparato ad essere forte e rimanere positiva in ogni situazione, senza arrendermi mai. Sono stata molto fortunata, perchè i miei genitori hanno sempre sostenuto i miei sogni. Conosco molte donne che sono state fatte vergognare per il solo desiderio di andare a scuola e ricevere un’istruzione.

Purtroppo, le donne che lavorano duramente nei campi o in casa, crescendo i propri figli, non vengono apprezzate, poichè viene dato per scontato che sia il loro compito. Credo fermamente che le donne dovrebbero essere in grado di fare le proprie scelte e sono molto grata ai miei genitori per avermi sempre sostenuta in questo.

Cosa ti ha messo sulla strada del WFP?

Le restrizioni al confine tra Pakistan e Afghanistan, ad un certo punto, hanno impedito a mio padre di raggiungerci. Per noi è stato un vero shock. Io e le mie sorelle stavamo ancora studiando in Pakistan, per cui dovevamo rimanere lì fino alla laurea. Nel 2014, ci siamo stabiliti in Afghanistan e all’inizio è stato davvero difficile. La vita in Afghanistan era molto diversa, più stressante, e le persone avevano un modo diverso di pensare. Incidenti ed esplosioni erano quotidiani. Ci è voluto un po’ per adattarsi, poi ho iniziato uno stage e successivamente ho trovato lavoro al WFP, un posto che prima di allora avevo solamente sognato! Da quel momento ho iniziato a cambiare la mia mentalità. Mi sono resa conto che avevo l’opportunità di sviluppare la mia carriera, sostenere la mia famiglia e, contemporaneamente, contribuire allo sviluppo del mio Paese.

Donne impegnate a sistemare i telai in un centro del WFP per la formazione professionale sulla tessitura di tappeti, nella provincia di Herat. Foto: WFP/Masooma Said

Parlami del tuo ruolo attuale

Negli ultimi due anni, ho lavorato con il dipartimento di mVAM (Mobile Vulnerability Analysis and Mapping), una parte del dipartimento di Monitoraggio e Valutazione (M&E) del WFP, che utilizza la raccolta remota dei dati per monitorare lo stato della sicurezza alimentare. Il mio lavoro è valutare le diverse esigenze dei beneficiari per comprendere meglio come aiutare le persone in termini di formazione professionale, trasferimenti di denaro, alimentazione, e così via.

Inoltre, supporto le valutazioni post-distribuzione, per cui seguiamo le persone che hanno ricevuto l’assistenza del WFP per verificarne l’impatto. La maggior parte di questo lavoro viene fatto attraverso indagini telefoniche. La cosa che più amo del mio lavoro è il contatto diretto con le persone che aiutiamo e la collaborazione con i diversi partner e con le agenzie governative, in tutto il Paese. Dopo le valutazioni, analizzo i dati raccolti e preparo i rapporti.

C’è un progetto specifico di cui ti piacerebbe parlarci?

Recentemente, sono stata inviata nella provincia occidentale di Herat per monitorare, attraverso un’indagine, un centro che fornisce formazione professionale sulla tessitura dei tappeti. Ho intervistato alcune donne vulnerabili chiedendo loro alcune informazioni sulle loro condizioni di vita, sull’insicurezza alimentare e su altri aspetti relativi al loro stile di vita.

Prima di questa missione, avevo condotto probabilmente un migliaio di interviste telefoniche alle persone che aiutiamo in tutto il paese, ma questa è stata la prima volta che ho potuto fare le interviste di persona. Nonostante queste donne siano davvero forti, molte di loro faticano a trattenere le lacrime nel descrivere le proprie condizioni di vita e le proprie battaglie. Ho cercato di consolarle e ho promesso loro che avrei fatto il possibile per garantirgli una vita migliore. Non ci sono parole per descrivere la felicità sui loro volti e la scintilla di speranza che ho visto nei loro occhi. Questo mi ha resa profondamente orgogliosa di lavorare per il WFP.

Le donne del centro sono molto grate per il nostro impegno e ci hanno spiegato quanto la formazione del WFP contribuisce a cambiare in meglio la loro vita. È stato davvero gratificante verificare l’impatto positivo del nostro lavoro.

Le donne della provincia di Herat iniziano la loro formazione professionale per la tessitura dei tappeti, con il sostegno del WFP. Foto: WFP/Masooma Said

Che cosa significa per te essere un operatore umanitario?

Fin da piccola ho compreso l’importanza di servire e aiutare gli altri. Da quando vivevo in Pakistan ad oggi, che vivo in una zona di guerra come l’Afghanistan, dove tante persone ogni giorno perdono i propri cari, sono sfollate, non hanno accesso al cibo, all’acqua e non hanno un posto dove rifugiarsi, ho sempre pensato che ognuno di noi dovebbe poter contribuire ad aiutare il nostro Paese e la sua gente. È indescrivibile la gioia che ho visto negli occhi di mio padre quando gli ho detto di avere ottenuto un lavoro al WFP! Lui, che mi ha insegnato il valore del lavoro, mi trasmette una forte motivazione verso questo impegno.

Quando pensi al futuro, cosa ti dà speranza?

Sono veramente fortunata di far parte del WFP e sono estremamente orgogliosa di poter avere anche solo un piccolo ruolo all’interno di un’organizzazione che fa così tanto per aiutare le persone. Spero di poter lavorare per il WFP ancora per molto, ma ovunque mi porterà la mia vita, nulla mi impedirà di lavorare per un’organizzazione umanitaria.

Storia scritta da Munira Aimaq e Ann Nallo

Scorpi di più sul lavoro del WFP per l’uguaglianza di genere

    WFP Italia

    Written by

    Account di WFP e WFP Italia Onlus. Il WFP è l'agenzia ONU che combatte la fame nel mondo. WFP Italia è la ONLUS a sostegno del WFP.

    Welcome to a place where words matter. On Medium, smart voices and original ideas take center stage - with no ads in sight. Watch
    Follow all the topics you care about, and we’ll deliver the best stories for you to your homepage and inbox. Explore
    Get unlimited access to the best stories on Medium — and support writers while you’re at it. Just $5/month. Upgrade