Singye Wangmo: la donna che protegge le tigri in Bhutan.

WWF Italia
Jul 25, 2017 · 4 min read

Singye Wangmo ha 31 anni, cinque gatti e due cani e un destino da ranger scritto nel nome.

Perché Singye, in tibetano, vuol dire leone mentre Wangmo significa forte: un nome perfetto per chi, come lei, è una Tiger Protector!

Singye si muove silenziosa e agile nel Parco Nazionale di Royal Manas:
lo zaino pieno di provviste, l’uniforme verde per mimetizzarsi al meglio e occhi e orecchie sempre all’erta, anche il minimo rumore può essere fondamentale per salvare le tigri!

Singye è una delle pochissime donne a lavorare in Bhutan come ranger: guida un team di 30 uomini insieme ai quali trascorre intere settimane sul campo e pattugliando il Parco Nazionale di Royal Manas alla ricerca delle trappole dei bracconieri.

Fin da bambina, è sempre stata affascinata dalle tigri, che in Bhutan vengono considerate quasi come delle divinità, e lavorare per proteggerle, per Singye è un sogno diventato realtà!

“Studiare e proteggere la natura selvatica è sempre stata la mia più grande passione…Riuscire a lavorare nel Parco Nazionale di Royal Manas mi rende estremamente felice!”

Il Parco Nazionale di Royal Manas copre un’area di 1000 km quadrati di rigogliosa foresta tropicale ai piedi dell’Himalaya ed è considerato un vero e proprio scrigno di biodiversità, con oltre 400 specie di uccelli e mammiferi come il leopardo maculano, il rinoceronte indiano e l’elefante asiatico.

Pur lavorando in quest’area da tre anni, Singye non è ancora riuscita mai a veder la specie più misteriosa e minacciata del parco: la tigre del Bengala!

Il Bhutan ospita attualmente 100 tigri, ma in tutta l’Asia ci sono solo 2.200 esemplari di tigre del Bengala!

“Una volta che sei dentro il Manas non esiste nient’altro…

Sei solo tu con il tuo lavoro, completamente disconnesso da tutto il resto.”

Durante le sue uscite sul campo, non c’è recezione telefonica o connessione ad internet; l’unica linea di collegamento con il mondo esterno è un telefono satellitare per le emergenze!

“Sei qui e devi fare solo il tuo lavoro: è una sorta di esperienza spirituale, quasi mistica. Acquisisci una pace interiore, riesci a concentrarti, davvero.”

Il bracconaggio e la perdita degli habitat rappresentano le principali minacce per la sopravvivenza delle tigri, a cui bisogna aggiungere anche i conflitti con le comunità locali, spesso le tigri vengono uccise per vendicarsi della perdita di bestiame subita.

“Per me le tigri sono simbolo di bellezza, potere e forza! Le tigri sono il nostro orgoglio, fanno parte dei nostri valori: se le perdessimo,perderemmo i nostri valori culturali e spirituali.”

Ci sono stati momenti in cui Singye ha davvero avuto paura di morire!

Era il 2015 quando, durante un pattugliamento, il suo team di ranger si è scontrato con un numeroso gruppo di bracconieri:

“erano tantissimi, ho creduto che ci avrebbero ammazzato tutti.”

Il Parco Nazionale di Royal Manas si trova vicino al confine con l’India e questo lo rende estremamente vulnerabile a bracconieri e contrabbandieri di legame, possono entrare nell’area protetta e restare nascosti nella foresta anche per settimane!

“I bracconieri sono veramente senza pietà, sono pericolosi. Non importa quanto noi pattugliamo la zona, loro continueranno a tornare per portare avanti le attività illegali.”

Singye e il suo team durante l’installazione di una camera trap utile al monitoraggio delle tigri.

Ma le minacce possono arrivare anche dall’ambiente circostante: quando il terreno diventa scivoloso e ci sono le inondazioni dei fiumi, continuare a pattugliare il parco può essere davvero complicato.

“Alcune volte è mentalmente e fisicamente difficile fare questo tipo di lavoro, ma è un’esperienza che ti rende una persona più forte. Quando la gente dice tu non puoi, soprattutto perché sei una donna, è molto difficile, devi dimostrare il tuo valore sul campo... Ma non c’è niente che le donne non possano fare!”

Singye e il suo team lavorano ogni giorno per raggiungere un obiettivo più ampio: raddoppiare il numero delle tigri entro il 2022, prossimo anno cinese della tigre.

È un progetto ambizioso, che come WWF abbiamo lanciato nel 2010, e da allora abbiamo già raggiunto dei risultati straordinari: il Bhutan, ad esempio, è stato il primo Paese ad adottare la tecnologia SMART, un sofisticato software di pattugliamento antibracconaggio, ma c’è ancora molto da fare!

“La lotta per salvare le tigri è una responsabilità collettiva. Gli esseri umani sono la risposta nel salvare le tigri. Voi ed io siamo la risposta.”

Grazie a tutti coloro che sostengono il nostro progetto Tiger Protector possiamo davvero aiutare Singye e il suo team e costruire un futuro diverso per la tigre!

WWF Italia

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Costruiamo un mondo in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura.

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