
My Top Ten Tv Series Compilation 2016
Primo posto indiscusso va a Narcos, con l’incredibile Wagner Moura nei panni di Pablo Escobar. La serie Narcos, in verità, è molto più della storia di Pablo Escobar, è la storia della Colombia, un racconto coraggioso e poetico, un ritratto iper-realistico della società colombiana di fine ‘900. Nella cornice di una terra incantevole, dove il meglio e il peggio sono serviti quotidianamente nello stesso piatto, si sviluppa il dramma della lotta di potere in un tutti contro tutti. Ma chi è davvero il male e chi il bene in questa storia? Impossibile dirlo, l’unica cosa che emerge con chiarezza, è che per distruggere un uomo solo, si è dovuto mettere inseme il peggio del peggio: governo colombiano, governo americano, cartelli della droga concorrenti e paramilitari nazisti, per questo motivo Pablo Escobar è diventato una leggenda.
Il secondo posto va a Black Mirror per l’incredibile sceneggiatura, che ha fatto di questa serie tv fantascientifica, una delle fiction più disturbanti e distopiche mai prodotte. La tecnologia sta prendendo il sopravvento e tutto quello che ora ci appare lontanissimo, in realtà è più vicino di quanto pensiamo.
Terzo posto per Vinyl, la serie prodotta da Jagger e Scorsese, che racconta l’industria discografica negli psichedelici anni settanta, quando i grandi del rock scrivevano la storia della musica. Sesso, droga e rock’n’roll, adrenalina allo stato puro.
Al quarto posto ci metto True Detective 1, un giallo che racconta il purgatorio paludoso di due insoliti detective mirabilmente interpretati da Woody Harrelson e Matthew McConaughey, ma è la messa in scena a lasciare senza fiato, capace di alternare montaggi poetici, sequenze ipnotiche, long take adrenaliniche. True Detective cattura l’essenza più pura del noir: ce la schiaffa nella luce di esterni accecanti, per farcela vedere meglio.
Al quinto posto Breaking Bad, l’incredibile storia del mitico Walter White, professore di chimica tutto casa, lavoro e famiglia, alle prese con il suo Meth Lab.
Al sesto posto metto Fargo, l’ottimo noir dei fratelli Coen, per la cifra stilistica e tematica, che rimesta nel torbido di strutture noir più o meno classiche per mettere in scena tragedie straordinarie di uomini ordinari, spesso mediocri, sicuramente comuni, vessati dalle vicissitudini della vita, che più vorrebbero elevarsi e cambiare, più sprofondano nel baratro e rimangono ancorati a realtà sempre più squallide.
Il settimo posto va a The Night Of, un thriller intrigante con il grande John Turturro nei panni dell’avvocato difensore del giovane Nasir Khan (Riz Ahmed), un ragazzo americano di origini Pakistane, implicato nell’omicidio di una ragazza, che deve sopravvivere nella giungla della prigione. Una storia che mette in luce tematiche attuali molto importanti. Sia la discriminazione, sia quella legge del più forte che porta i deboli a sottomettersi.
L’ottavo posto va alla divertentissima serie Silicon Valley, una commedia irriverente e demenziale, che racconta la storia di un gruppo di nerd che cerca di fare soldi con un’idea del cazzo: il tipico sogno americano.
Nono posto per la serie fantasy più carina dell’anno Stranger Things, un cocktail irresistibile di atmosfere anni ’80 che rimandano a classici indimenticati come I Goonies, La casa, Poltergeist, I Gremlins, Stand by Me, E.T., La cosa e molti, molti altri.ù
Al decimo e ultimo posto ci metto la serie tv che sicuramente la maggior parte degli spettatori metterebbe per prima: The Young Pope del grande Sorrentino. Stilisticamente impeccabile, ma di una noia mortale, vale la pena vederlo solo per la tecnica registica e scenografica con cui è stato realizzato. Credo che questo progetto di Sorrentino avrebbe potuto essere un buon film per una durata di al massimo due ore, ma una serie tv si regge con grandissima fatica. Ottimo sedativo prima di dormire.