Cosa resterà/ Saudade —

chiudi gli occhi con un movimento dolcemente meccanico, inarca le sopracciglia per sottolineare la tua arrabbiatura, affonda la faccia nel cuscino e abbracciane un altro per godere di un calore corporeo che solo puo’ bastarti a perdere le parole.

chiudo gli occhi, ore 8.30 del mattino, sento il corpo assopirsi per qualche minuto ma la mente è vigile, s’imbatte in innumerevoli spunti sensoriali, al solo percepire il suono della barba che gratta le mie spalle quasi mulatte.

Riapro gli occhi, ti scopro a guardarmi e un sorriso d’imbarazzo ti fa da scusa per questa tua ispezione un po’ troppo approfondita nelle mie dinamiche vitali.

Ti perdono.

Siamo solo macchine perfette con troppe falle nel sistema, l’antitesi per eccellenza, l’essere piu’ complesso ma al contempo il piu’ stereotipato, il piu’ semplice, il piu’ prevedibile.

chiudi gli occhi, e sogni di mondi tormentati, uomini in nero complottano contro la tua felicità e tu ti mostri burbero, riluttante, ma poi li lasci vincere con faciltà.

Gli occhi, cosi pieni di lacrime dopo aver assistito all’impatto, ingrossati dal bruciore per ció che ci si è lasciato alle spalle, ma non guariranno mai.

Occhi, specchio della maschera che mi porto a fatica sul volto, occhi che ti guardano arrivare e distruggere ogni mia pretesa di dissimulare, occhi che sanno inquadrare e poi riprodurre miliardi di frame nella testa, occhi che spingono lo sguardo in basso troppo spesso, dimezzando ogni chance di comprendere le intenzioni di chi entra ( e poi esce) dalle nostre vite.

Forse sono uno di loro, forse lo sei anche tu.

Ma che ci importa davvero?

Noi, due animali simili e isolati, che dormono l’uno al fianco dell’altra e accucciano le proprie solitudini costruendo un castello di carte infinito.

“ Cosa restera’ della gente che mi e’ stata accanto delle amicizie a cui piu’ tengo del tempo che ho trascorso la strada che ho percorso per arrivare a tutto questo cosa restera’ di quello che ho vissuto di quello che ho creato delle cose per le quali ho faticato forse solo poco ma voglio ricordarlo.”

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