“Solo chi rischia è libero”

“Il richiamo della foresta”

L’uomo è un essere pensante, anche nella peggiore delle ipotesi. L’uomo è un miscuglio di emozioni che restano a galleggiare una sull’altra, senza alcuna chance di capire quale sia il loro vero nome.

Amore? Paura? Angoscia? Solitudine?

L’uomo è cieco quando la notte cala sulla foresta, allora procede a tentoni, rischiando il tutto per tutto. Ed è così che si ritrova a lottare per tra la vita e la morte, quando gli artigli di un animale feroce l’hanno trafitto nelle carni e il sangue continua a sgorgare a fiotti, come le sue lacrime. Intanto, si tocca con cautela il capo, e così intinge le mani in un piccolo taglio situato nei pressi delle orecchie. Poi, accortosi dell’ennesimo squarcio, avvicina inorridito le mani tozze agli occhi, sbarrandoli improvvisamente, e si lascia cadere all’indietro, ormai stanco e senza la minima fiducia di restare vivo.

Ma la luce del giorno non tarda ad arrivare, fioca e veicolata dalle tende color verde cinabro. L’uomo s’accorge lentamente di essere inibito da qualcosa, e allora sbraita. Ma poi, improvvisamente, accecato dal dolore lancinante, s’accascia sul materasso. Una mano dalle linee sinuose e dai palmi lisci gli accarezza il viso, poi lo bacia sulle guance folte di barba. Una sola immagine si prefigura dietro le sue pupille: la sua amata. Così, apre piano gli occhi, come fiori che sbocciano di primo mattino, e la guarda attentamente, ancora incredulo della sua presenza. Riusciva solamente a sfiorarle le dita, quelle dita che lei usava ornare con anelli dalle pietre nere. Avrebbe voluto schiarirsi la voce, o magari riuscire ad immagazzinare un po’ d’aria fresca, avrebbe voluto pronunciare quelle poche parole che gli frullavano in testa.

“Grazie per avermi salvato”

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.