Take your time —

Febbraio non è mai stato uno dei mesi preferiti, sapete. Non ho una buona accettazione dei mesi invernali, le strade che si svuotano, gli alberi spogli e le piogge torrenziali che costringono a cercare ripari di fortuna tra i palazzi, ormai centenari, che affollano la mia città. Inoltre, come se questo non bastasse a sottolineare l’accezione negativa dell’inverno, alla ricetta si aggiungono tanti pomeriggi passati tra queste quattro mura, a pensare ai modi in cui poter eludere i limiti della mente e regalarmi un minuto di serenità.

Ebbene si, ho dovuto rivalutare questo mese.

Ho provato ad evadere e, quasi in via del tutto inaspettata, all’ingresso di questo fantomatico penitenziario mi aspettava un volto nuovo, quasi come fosse una parvenza di viveri in una qualunque foresta dimenticata dal mondo, Mi disse : << Sali in macchina, dai.>> e subito partimmo verso il mare. Strano a dirsi, ma sentire il fischio delle gomme sull’asfalto e le sirene spaccare il silenzio notturno, tutte le volanti della polizia che ci inseguivano,come se avessimo preso le sembianze di Diabolik ed Eva Kant — personaggi di un fumetto che leggevo da giovane — appena dopo un furto milionario, col sorriso strafottente che affonda ai lati del viso e gli occhi pieni di adrenalina.

“ I don’t wanna go home with you
I just wanna be alone with you” (Take your Time — Sam Hunt)

2016 —

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