A volte mi sento come se vivessi su un’altalena, una giostra per bambini dalla quale non posso scendere, a dispetto della nausea, della stanchezza, delle tempie che pulsano e degli occhi che bruciano.

A volte sono così rumorosa. La mia voce è così forte e fastidiosa e io mi sento così ingombrante. Come se potessi nascondere con quei suoni strazianti tutto quello che non posso dire, tutto quello che non dovrei provare.

A volte voglio stare sola, perché sono stanca di cercare di capire gli altri (non li capisco), di analizzare ogni parola, vivisezionare ogni gesto e vivere nel terrore di essere sotto la loro lente d’ingrandimento quanto loro sono sotto la mia.

A volte vorrei scendere dalla giostra. Saltare giù dall’altalena. Rompermi le ginocchia, sbucciarmi i gomiti, sentire il sangue che cola dal naso e mi imbratta la faccia. E andarmene.

A volte me ne vorrei semplicemente andare. Tutto fa male comunque e io non capisco più nulla.

“Tu ci credi alla felicità?”