Mi manchi.

Mi manca la temperatura polare della tua stanza in estate. Le patatine fritte a merenda. Come mi facevi incazzare coi tuoi continui ritardi. E con le tue scuse. Mi manca il fatto che tu sia stata una delle ultime persone con cui io mi sia concessa di incazzarmi. Prima di capire che non risolve niente. E che se sei tu ad avere potere su qualcuno non vuol dire che l’avrai per sempre. E un giorno sarà il tuo turno di piangere e implorare. Mi mancano le lezioni che mi hai insegnato. Quelle che hai lasciato che ti insegnassi. Quelle che abbiamo imparato insieme. Mi mancano anche alcune sciocchezze… così importanti. I videogiochi. I peluche. La musica. I colori della tua stanza. Le cose che facevi e non capivo, ma cercavo di apprezzare.

Mi manca non poterti chiamare quando succede qualcosa. Mi manca non sapere come stai e se sei davvero felice.

(Non mi mancano le tue bugie, quelle che credevi fossero a fin di bene.

Non mi manca la tua codardia.)

Ma tutto il resto sì.

Non ti sogno mai, ma a volte spero ancora che ci rivedremo per una cioccolata calda. E una di quelle chiacchierate eterne in cui ci diamo ragione a vicenda, mangiando McDonald’s e ridendo.