Aprire un’azienda a Londra e aprire un’azienda in Italia, ecco alcune differenze!

L’anno scorso per varie ragioni mi son imbattuto in un cambiamento societario in Italia in una SRL e il costo della manovra è stato di 1200 euro.
Solo per acquistare delle quote societarie. Qualcuno acquistava, qualcun’altro cedeva.
Quest’anno per altre ragioni mi son imbattuto in un cambio societario a Londra.
Stessa discorso, stesse dimensioni all’incirca.
Ero pronto a sborsare quanto meno qualche centinaio di sterline. Chiedendo invece al mio commercialista (un mitico indiano) mi è stato detto che non servivano denari.
Sono rimasto a dir poco allibito e quasi rattristato.
Ero tentanto di chiedergli se almeno 100 euro li volesse, quasi per abitudine (In Italia si paga tutto).
Dalla mia grande ignoranza in materia mi son dato diverse risposte:
1. L’indiano mi vuole bene
2. Tra qualche mese mi presenta 8.000 euro di conto
3. Quei 1200 euro in Italia, dove vanno? PERCHE’? Che senso hanno?
Così come altri migliaia e migliaia di euro che spariscono senza un vero senso.
1.200 euro che avrei potuto reinvestire nella mia azienda, nelle persone e in tutto ciò che fa crescere un paese.

Per quanto riguarda l’apertura nemmeno parlarne: 15£ (UK) vs 3.000 euro (Italia). Infatti in Italia c’è bisogno di un notaio, di un commercialista e di una serie infinite di atti burocratici.
Senza parlare poi del mantenimento, in Italia “mantenere” un’azienda (SRL) costa all’incirca 3,000 euro di commercialista all’anno, mentre in UK non è necessario avere un commercialista ed è possibile fare delle auto dichiarazioni a fine anno.

Ancora un’altra differenza sostanziale è il pagamento dei salari per i dipendenti. Infatti in UK se un dipendente lavora part — time e percepisce 660 £ o meno non bisogna versare alcuna tassa. Mentre in Italia le tasse sui dipendenti anche se part time arrivano quasi al 50% del totale percepito dal dipendente.

Che ne pensate?

Autore Luca Rodella