Perché partire per Londra mi ha cambiato la vita!

Appunti importanti per chi volesse partire per l’estero per sempre o solo per alcune settimane

Se state pensando di partire per l’estero, magari Londra, lasciate che vi dia qualche consiglio.

Innanzitutto importantissimo sottolineare che nella capitale inglese se non piove, è nuvoloso e se non è nuvoloso, piove. Quindi il sole meglio se ve lo portate dentro che qui proprio non c’è traccia.

Se per caso un giorno vi sembra di vedere il sole, non preoccupatevi è solo un’illusione ottica, le nuvole sono sempre comunque presenti sotto forma di smog.

Quindi se partite pensando che Londra sarà una svolta “luminosa” (almeno dal punto di vista meteorologico) nella vostra vita non partite e lasciate che la vostra mamma o morosa o nonna continui a farvi il bucato a casa.

Vi sconsiglio caldamente di partire anche nel caso in cui siate troppo abituati a mangiare bene, qui la vostra dieta sarà molto probabilmente McDonald, StarBucks e un sacco di altre catene ricche di cibo salutare che ad ogni pasto ti fanno ricordare perché la dieta italiana ha così gran successo nel mondo.

Rimanendo nell’argomento, alimentazione, una domanda che mi sorge spontanea ogni mattina è:

“ La verdura che trovi nelle bancarelle sulla strada, totalmente esposta all’intemperie, di cosa è fatta? e da dove viene ? “

Risposte possibili:

A. Plastica

B. Acciaio

C. Materiale non identificato

Secondo quesito:

A. Risposta non pervenuta

Passiamo però ai punti forti per il quale vi consiglio caldamente di rimanere a giocare alla Playstation, comodamente seduti nel salotto di mamma e papà.

Gli inglesi hanno una non-cultura dell’igiene a dir poco sconvolgente, dopo un anno e mezzo che giro da una casa all’altra, (penso di aver vissuto almeno in 7 case differenti e viste almeno un centinaio) devo ancora trovare un BIDET. Case nuovissime dai prezzi stellari che in Italia nemmeno vista Colosseo costano così tanto, che non hanno un santissimo BIDET.

Noi italiani siamo famosi perché ci piace goderci la vita o comunque ci piacciono le cose belle, ma qui non è questione di godersi la vita è questione di risultare personalmentee profondamente in regola con la coscienza igienica. ( Se mai diventerò costruttore di case qui in UK, non metterò un mattone per cominciare e non farò nemmeno un progetto, metterò un BIDET)

Altra cosa a dir poco esaltante è la moquette. Se potessero la metterebbero anche sui marciapiedi o sui bus a due piani.

Ovunque tu vada, stai pur certo che un pezzo di moquette lo troverai. Nelle scorse settimane sono andato in una discoteca e incredibile, c’era la moquette sulla pista. Non credevo ai miei occhi.

Essendo che ci ho lavorato in una discoteca sono anche a conoscenza di come risulta un pavimento di un locale notturno dopo una serata (e a dir la verità non ci vuole nemmeno un genio per immaginarselo). Nemmeno nel più orrendo film horror di Stanley Kubrick si potrebbe trovare qualcosa di minimamente paragonabile.

Ma al di là di tutte queste splendide caratteristiche, potrei continuare per qualche ora, partire per qualche mese/anno penso sia una delle cose più importanti che un ragazzo/a possa fare oggi giorno, soprattutto in Italia. (Mi ci metto dentro anch’io)

Sia laureato, super laureato o “super mega” licenza elementare.

Non tanto per la crisi, non tanto per la mancanza di lavoro, quanto più per diventare una volta per tutte veramente adulto e staccarsi dal cordone ombelicale materno, perché spesso e volentieri è proprio quello che rende tutto immensamente più lento nel nostro paese, il profondo “rincoglionimento” di noi giovani.

All’incirca 200 persone hanno preso casa con il nostro progetto quest’anno e la cosa che ho potuto notare è una, i ragazzi italiani spesso e volentieri hanno il grosso problema di non aver mai vissuto in autonomia e nel momento in cui escono fuori dalla porta di casa le reazioni possono essere diametralmente opposte, apocalittiche/catastrofiche o d’altra parte immensamente “balsamiche”.

Qui i ragazzi si accorgono che la vita è totalmente differente rispetto a quella dei videogames o quanto meno non è solo quello. (della serie “fumo un po’ e gioco a PES,”)

Non è come la scuola che la si può lasciare e la conseguenza più catastrofica è una “rottura di palle” da parte dei genitori, la vita è vera e se torni in Italia perché non trovi un lavoro è probabilmente colpa della tua immaturità, minima conoscenza dell’inglese o appunto rincoglionimento.

Può esserci anche lo Spirito Santo che ti aiuta e assiste, ma un lavoro retribuito è retribuito nel momento in cui qualcuno ha bisogno del tuo operato.

Ed è in questo momento che sorge la domanda esistenziale per eccellenza, quella che secondo me fa scattare qualcosa nei cervelli offuscati da un mix di fumo e sparatorie virtuali, “ e se i miei genitori non mi dessero più i 50 euro settimanali, chi me li darebbe? Come farei a mangiare?

Caspita mangiare è importante anche se ho l’iphone 6 o la borsetta di Dolce&Gabana. Forse devo rivedere le mie priorità e mettere ai primi posti il lavoro!”

Si assiste così, qui in UK, ad un drastico cambiamento. Quando gli italiani si incontrano per strada tendenzialmente parlano più di lavoro e meno di cose secondarie, diventano più accorti e rispettosi, oppure nel peggiore dei casi fuggono in Italia dopo poche settimane.

Nonostante i BIDET e la moquette capisci che val la pena vivere in UK piuttosto che in Italia e che è un sacrificio importante, ma essenziale per capire e crescere personalmente.

Concludo augurandomi e sperando che più italiani possibile sperimentino la vita fuori dai confini del bel paese e tornino poi per migliorarlo e renderlo più vivibile.

Perché casa nostra è ancora l’Italia e la’ vogliamo vivere.

Autore: Luca Rodella