CHI HA PAURA DI LILIANA SEGRE?

Gerardo Romei
Nov 7 · 3 min read

Francamente non riesco a comprendere gli allarmismi intorno alla Commissione Segre.
Naturalmente bisogna essere sempre attenti a salvaguardare la libertà di espressione. Contemporaneamente, però, bisogna contrastare l’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo, o l’istigazione all’ odio e alla violenza verso chi è di un’etnia, religione, orientamento sessuale, o semplicemente condizioni fisiche o psichiche diverse dalle nostre.
Sono proprio questi i fenomeni che quella commissione cerca di monitorare e contrastare: basta leggere il testo della mozione.
Quindi, la Commissione Segre non colpisce il pensiero differente, ma commenti del tipo “6 scopabilissima, ma non capisci un cazzo di politica”; “culattoni di merda tutti al rogo”; “ecco a voi il culo lardoso di una puttana”.
Vogliamo dire che quelle frasi, sono un legittimo esercizio della libertà di espressione? Di certo non lo sono pubblicamente..
Si vabbè ma si tratta di qualche idiota. E poi, chi si sente offeso può tranquillamente querelare. Sono ben altri i problemi…
Andiamoci piano. Che non si tratti di qualche idiota lo dicono i dati. E quelli raccolti da Amnesty International — Italia alle ultime elezioni europee sono inquietanti: un contenuto su 10 prodotto dai politici e/o dai loro followers ha un contenuto fortemente negativo e/o di vero e proprio hate speech..Significa che per ogni 10 post o commenti, 1 è diretto a delegittimare intere categorie di persone o addirittura a vomitagli odio addosso. E chi sono stati i destinatari di queste vagonate di odio? Le donne innanzitutto. E poi i ROM, i migranti,chi ha una religione differente.
I soliti nemici individuati da una sapiente quanto folle narrazione costruita anche dalla politica.
Questo per quanto riguarda i social: senza parlare delle curve, delle interviste, degli articoli di giornale,etc…
Viste le dimensioni raggiunte dal problema, non bastano le singole querele: serve contrastarlo con un’azione politica che vada davvero al di là di qualsiasi diversità ideologica.
Circa i “ben altri” problemi, molti di loro sono creati proprio da questo clima di odio.
Sono state le continue derisioni subite su Internet a spingere Tiziana Cantone al suicidio.
Sono stati i messaggi d’odio ad armare la mano di Traini.
Sono i messaggi d’odio a stimolare i roghi nei campi ROM.
E sono i messaggi d’odio a dover costringere a vivere sotto scorta una signora di 89 anni che nella sua gioventù ha vissuto veramente l”L’Orrore”.
Perciò ben venga un organismo che si preoccupi di monitorare tutto questo clima di schifo che ci circonda.
Tra l’altro anche altri Paesi e le istituzioni internazionali si stanno interrogando sul problema: oltre ai casi citati dalla mozione, anche la Francia si è dotata di una legge sul tema.
Infine neppure mi convince l’opinione che indica nei riferimenti della mozione al nazionalismo ed al l’etnocentrismo un grimaldello per silenziare voci scomode.
Innanzitutto, nella parte della mozione che definisce i compiti della Commissione si fa riferimento esclusivamente all’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo, l’istigazione all’odio all’odio e alla violenza verso chi è di un’etnia, religione, ha un orientamento sessuale, o semplicemente condizioni fisiche o psichiche. Non c’è alcun riferimento al nazionalismo ed all’etnocentrismo.
Quei termini sono contenuti in due raccomandazioni del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa citati nella premessa della mozione insieme alle tante altre definizioni di discorsi d’odio finora elaborate. Uno dei due documenti, poi, aggiunge l’aggettivo “aggressivi” accanto al nazionalismo ed all’etnocentrismo. Scelta condivisibilissima: come la storia insegna -ma non ha scolari- quando diventano aggressivi il nazionalismo e l’etnocentrismo si trasformano in razzismo.
Per farla semplice, una cosa è scrivere sui social “ viva l’Italia”, un’altra è dire “Ma vai a fanculo buffone islamico di merda tu e tutta la tua razza. Spero che non tutti siete così”.
Che poi, tranquilli. Prima di classificare una frase come “incitamento all’odio”, ce ne vuole: bisogna analizzare, il contesto, i toni, etc…
Tutto perfetto, quindi? Quasi.
Non mi convince il potere della Commissione di chiedere alle piattaforme di rimuovere i contenuti individuati come discriminatori. Sarebbe sempre meglio ed opportuno che una valutazione del genere la facesse il Giudice.
Per questo sarebbe necessaria una legge sull’argomento.
E la Commissione Segre è il primo passo per arrivarci.
PS: tutte le frasi che ho citato sono reali.
PP.SS.: “ecco a voi il culo lardoso di una puttana” fu un’espressione usata ai danni di una delle persone che si è rifiutata di votare a favore dell’istituzione della Commissione e che in questo momento sta avendo una certa fortuna “canora”. Casomai qualcuno pensasse che l’odio ha solo un colore.

Gerardo Romei

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Sono un Avvocato. Anzi, faccio l’Avvocato. E faccio yoga, PNL, ipnosi, trekking, un sacco di cose insomma…

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