Semplificare e amplificare

Quello che insieme possiamo fare meglio nei prossimi anni.

http://www.progetto-rena.it/assemblea-generale/

Essere concreti e, insieme, visionari è il nostro marchio di fabbrica. Nelle tante riflessioni su questo gruppo fb abbiamo affrontato temi diversi, molto spesso fondamentali. Nei prossimi mesi dovremo essere al lavoro per rendere sinergiche le nostre azioni, alla luce di questa sintonia. Per non perdere smalto, abbiamo bisogno di rimetterci a pensare (prendendo posizione e accettando il rischio di perdere il controllo delle nostre buone intuizioni) e di aumentare i momenti in cui lavoriamo insieme per produrre risultati d’impatto. È il caso di ammettere che ha poco senso considerarsi “utenti” di quest’associazione. Cresciamo insieme quando passiamo dai documenti strategici alle card grafiche da viralizzare, dal rimediare un B&B per un docente capriccioso all’organizzare un policy forum col governo. Vogliamo continuare a divertirci. Per rendere influenti le nostre idee e le proposte, serve però un re-ingaggio convinto di tutti, così come sta avvenendo in questi giorni in vista della XV AG. Molte delle energie del prossimo direttivo, comprese quelle del futuro Segretario Generale, saranno dedicate alla coesione dei nostri rapporti, alla condivisione delle nostre necessità, alla disseminazione dei nostri pensieri. Il decimo compleanno è un ottimo momento per cominciare a diventare grandi.

Essere organici è un dovere, non dissipare è un obbligo. Coltiviamo l’interesse per molti temi decisivi: lavoro, Europa, città. Con la Summer School (e le altre iniziative lato education) ci siamo fatti strada nei primi anni e, più di recente, abbiamo settato un notevole livello di qualità nella formazione degli attori della cosa pubblica, col Festival ci siamo accreditati come snodo di tante relazioni tra comunità innovative e affini, con il progetto Migranti ci siamo sfidati su una questione (per noi) inedita e sensibile e abbiamo esplorato nuovi modelli di finanziamento. La vera domanda a cui dobbiamo rispondere insieme è: come rendiamo questi prodotti gli oggetti più importante del panorama culturale/politico/socio-economico del Paese? Come rendiamo RENA riconoscibile, efficace, necessaria e attrattiva? Riusciremo a essere “potenti” — vale a dire a curvare la società nella direzione che abbiamo scelto in questi anni — solo se avremo il coraggio di migliorarci progressivamente, senza alcuna deriva autoassolutoria. Resettare tutto, ripartire da zero e inventare complicatissimi assetti è un depistaggio niente male. Viceversa, è tempo di investire nell’analisi dei risultati ottenuti finora, nel potenziamento del nostro capitale, nel posizionamento culturale dell’associazione, nell’indispensabilità del nostro lavoro sulle politiche e sulle buone pratiche.

Scegliamo una squadra che sappia guidare l’associazione, senza perderci in equivoci. Rinunciando definitivamente all’idea, il feticcio di un’idea, che ci siano altre partite da giocare in questo appuntamento elettorale (nell’ordine di comparsa: una confusa dimensione europea da colonizzare, la costituzione di una giovanile di un caminetto brizzolato, la disfida generazionale di amici vecchi e nuovi o, ancora. l’aziendalizzazione di un gruppo di volontari). Meno balle, e più cuore. Cogliamo l’occasione per definire un mandato forte e chiaro per i prossimi due anni, un programma che valorizzi le buone cose fatte e corregga le storture. Non possiamo falsificare l’identità dell’associazione: la ricchezza di questo patrimonio deriva dall’eterogeneità delle esperienze di tutti, dalla porosità delle nostre ambizioni, dalla curiosità che ci guida e da una sete d’innovazione fuori dal comune. Scommettiamo su queste virtù, l’autoreferenzialità non è il nostro mestiere. Conosco RENA da tre anni e ho scoperto un patrimonio formidabile, probabilmente sottoutilizzato. Per ragioni contingenti e strutturali: disimpegno, intermittenza, turn-over — da un lato — assenza di coinvolgimento, definitezza e responsabilizzazione — dall’altro. Abbiamo le spalle larghe ma possiamo fare molto meglio, possiamo osare senza concederci alibi.

A Terni avremo modo di decidere insieme come progettare altri 4 semestri di impegno. Per sentirci tutti a nostro agio dentro RENA. Facciamo festa grande!

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