Ma l’ARTE, cos’è?

arte s. f. [lat. ars artis]: “In senso lato, capacità di agire e di produrre, basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche, e quindi anche l’insieme delle regole e dei procedimenti per svolgere un’attività umana in vista di determinati risultati.”

Stop. Rewind. Tutto vero, ma, Treccani permettendo, a casa mia preferiamo definire l’ARTE come il connubio di quattro principi: Apertura, Responsabilità, Trasparenza, Equilibrio.

Apertura sul mondo, caotico ed eterogeneo, e al confronto con chi la pensa in maniera differente, in un perfetto equilibrio tra la pluralità di opinioni esistenti. Quell’equilibrio che è possibile ottenere se si è trasparenti e responsabili delle proprie parole, azioni ed intenzioni.

Quattro principi che negli ultimi due anni ho avuto la possibilità di conoscere e sperimentare grazie a RENA, un’organizzazione no-profit, di ispirazione civica e indipendente, un laboratorio di protagonismo civico che riunisce oltre 130 soci, individuali e collettivi, il cui obiettivo è di lavorare sulle condizioni che danno forma alla società.

Ricordo ancora la prima volta che mi sono “imbattuta” nell’associazione: a Bologna, nel Palazzo Re Enzo, in una calda giornata di Giugno. C’era il Festival del Cambiamento, un’occasione unica di scambio ed interscambio in cui ho avuto la possibilità di ascoltare relatori fuori dagli schemi, ricercatori, policy maker o semplici cittadini, e percepire che qualcosa, nell’Italia che tutti siamo pronti a criticare, si stava muovendo. Da qualche anno, in realtà.

Perché talvolta sono i singoli individui, cittadini con un forte senso civico, che conoscendosi e connettendosi promuovono il cambiamento, non i Governi, né le leggi: relazioni, idee, progetti.

Ed è così che, senza batter ciglio, il giorno dopo il Festival mi sono associata. A Novembre la mia prima Assemblea Generale, a Gennaio il mio primo progetto, “Imparare il Cambiamento”, altresì detto “Pillole di Summer School”, in cui mi ha coinvolta un gruppo di entusiasti come Antonio, Davide e Matteo.

Quella Summer School che tutti gli anni — eccetto lo scorso — si tiene nella splendida cornice di Matera e di cui quest’anno sono stata curatore, insieme ad una ventina di compagni di viaggio.

Quella Summer School a cui non vedo l’ora di partecipare nuovamente, insieme agli studenti di cui ieri sera leggevo le candidature, rendendomi conto della fortuna che ho a far parte di RENA, un’associazione che ti mette in contatto con persone incredibilmente differenti tra loro, ciascuna speciale a modo suo.

Perché i valori più grandi di RENA sono proprio questi: la rete e la capacità di fare rete.

Volendo, potrei scrivere altre 1000 parole su RENA e sulle importanti relazioni che grazie ad essa ho instaurato, ma sapete che vi dico? Venite alla Summer School, che ne parliamo di persona!