La propaganda di Salvini, il giornalismo e la scorta a Saviano

Dopo due settimane e più di propaganda spinta, possiamo iniziare a riflettere su come il giornalismo ma anche noi cittadini gestiamo le continue sollecitazioni e provocazioni scioccanti del ministro degli interni.

1) da giorni ogni tweet, dichiarazione, commento, battuta di Salvini viene ripresa dai media.

2) sensazionalismo e reazioni indignate dei cittadini non fanno altro che amplificare la propaganda.

3) cosa può fare il giornalismo per non farsi a sua volta strumento di propaganda: decidere con freddezza cosa ha veramente valore di notizia, contestualizzare.

Sono proprio necessari 4–5 titoli contemporaneamente in apertura dei siti tutti basati sul dichiarazionismo bulimico del Ministro?

Se proprio si vogliono usare i virgolettati con le dichiarazioni di Salvini, almeno si deve provare a contestualizzare la propaganda con la realtà. La partita soprattutto sui social si gioca sui titoli, inutile ricordarlo. Serve una premessa fondamentale, anche se sarebbe una delle basi della corretta informazione: le dichiarazioni non vanno distorte o forzate, vanno riportate esattamente come sono.

4) ogni giorno una dichiarazione scioccante / controversa e di volta in volta Salvini è ministro delle infrastrutture, ministro dell’agricoltura, ministro dell’economia, ministro degli esteri o anche primo ministro: “Chiudiamo i porti”, “Togliamo tetto ai contanti”, “Chiudere le cartelle Equitalia sotto i 100mila euro (condono fiscale)”, “Se la Francia non chiede scusa, Conte non vada in Europa”, “Censiamo i rom” (con tanto di replica dei Casamonica pubblicata dal Corriere, ditemi voi se si può arrivare a una cosa del genere), “Pronti a chiudere le frontiere”, “Bloccheremo le navi di riso”, “Questa mattina a #Carmagnola (Torino), dove amministra la Lega, è stata abbattuta una casa abusiva in un campo Sinti non autorizzato. Dalle parole ai fatti. #primagliitaliani”.

La propaganda e la realtà:

“Chiudiamo i porti”. Ma non può, titolare di questa scelta è semmai il ministro delle infrastrutture. I porti ha precisato Toninelli non sono mai stati chiusi. E in ogni caso da quando ha annunciato chiudiamo i porti oltre 1000 migranti sono sbarcati nei porti italiani. Perché poi la propaganda tende a schiantarsi di fronte alla complessità.

“Togliamo tetto ai contanti”. Ma Di Maio fa sapere che non è in programma.

“Se la Francia non chiede scusa, Conte non vada da Macron”. Chi decide il Ministro degli Interni o il Presidente del Consiglio? In ogni caso la Francia non si è scusata (Macron si è limitato a chiarire: “Non volevo offendere gli italiani”) e Conte è andato da Macron.

“Censiamo i rom”. Di Maio ci tiene a far sapere che è incostituzionale.

“Blocchiamo le navi di riso”. A parte che le navi non si possono bloccare, la Ue ha dovuto aggiornarlo: guarda che è da marzo che potete mettere i dazi. Bruxelles ha ricordato che sul tema si è aperta già una procedura su richiesta del governo Gentiloni e che si possono attivare misure di salvaguardia se si pensa che ci sia un danno per i produttori locali.

“Ruspa a Carmagnola”: un ministro degli interni esulta per l’abbattimento di una casa, facendo intendere che è merito politico del suo governo e della Lega, usando l’espressione dalle parole ai fatti. In realtà si tratta di una decisione presa dieci anni fa dal tribunale di Alba. Lui non c’entra niente ed è una casetta di 30 mq dove dormiva una vecchietta di 70 anni per di più malata di tumore. Oh forte sto governo 💪 oggi sì che ci sentiamo più sicuri.

Con questa modalità di dichiarazioni scioccanti propagandistiche quotidiane Salvini cosa fa:

1) ottiene copertura mediatica continua, apertura siti, TG e titoli con le sue dichiarazioni (nei titoli generalmente queste dichiarazioni virgolettate sono incontrastate) e conseguente indignazione / amplificazione da parte di alcuni cittadini sui social.

2) diffonde la percezione di essere lui il vero presidente del consiglio di questo governo.

3) oscura i 5Stelle e il presidente del consiglio continuamente, aumentando il suo consenso.

Un giornalismo basato su sensazionalismo, dichiarazionismo e sondaggismo non è utile, anzi rischia di essere dannoso. Noi cittadini dobbiamo sapere che ogni volta che ci indigniamo stiamo amplificando la propaganda. Perché quel dichiarazionismo spinto, che non dovrebbe diventare continuamente la notizia principale dei media, è propaganda non politica e anche l’indignazione a comando fa il lavoro sporco, senza volerlo.

Non è possibile farsi dettare continuamente l’agenda da dichiarazioni propagandistiche. I media tra l’altro dovrebbero avere una loro agenda.

La questione scorta a Saviano

Ho ascoltato l’intervento di Salvini ad Agorà. La giornalista in studio annuncia una cartolina video da parte di un amico, “un amico insomma si fa per dire”. Parte il video di Saviano che lo critica pesantemente per le sue posizioni contro lo Ius soli e il suo linguaggio razzista, a un certo punto viene riportato anche un tweet di Salvini dell’agosto 2017 in cui annuncia che se va al governo gli toglie la scorta. Tornati in studio la giornalista gli chiede: la vuole togliere la scorta a Saviano?

Qui il ministro dell’interno aveva l’occasione di dimostrare la sua statura e levatura politica e umana. Ma cosa fa? Reagisce così, cercando di mascherare la stizza e il fastidio:

“Saranno le istituzioni competenti a valutare se corre qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero quindi è giusto valutare come gli italiani spendono i loro soldi. Però è l’ultimo dei miei problemi. Gli mando un bacione (fa anche il gesto) se ci sta guardando, a me mi provoca tanta tenerezza e tanto affetto”.

Cosa significa valuteranno? Il ministro ha chiesto alle autorità competenti di valutare? È in atto un processo di valutazione su sua richiesta? Purtroppo la giornalista questo non lo ha chiesto. Per il ruolo che ricopre, un ministro non “minaccia” velatamente uno scrittore che lo critica di toglierli la scorta. Perché un ministro pur non avendo l’autorità potrebbe fare pressioni e questo non va bene. Il ministro ha un potere enorme rispetto a uno scrittore. E se uno scrittore ti critica, entri nel merito della critica. Non lo sfotti, non gli mandi i bacioni, non fai intendere che la sua scorta è un privilegio, che è superflua visto che passa molto tempo all’estero e soprattutto che sarebbe uno spreco e un costo dunque per i cittadini italiani. Qui sta la caduta, la viltà, in fondo la debolezza del ministro.

Roberto Saviano vive da quando aveva 26 anni sotto scorta. Una vita risucchiata, una vita di merda. Roberto è un nostro amico, mio e di Chris, gli vogliamo bene. Siamo al suo fianco.