Dal linguaggio naturale all’intelligenza artificiale.

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Quale sarà il trend più trendy del nostro immediato futuro digitale? Tutti scommettono sulle VUI, ma non è certo una novità. L’assistente vocale, o interfaccia conversazionale, sta entrando nelle nostre case e nelle nostre abitudini quotidiane con una rapidità almeno pari a quella della sua evoluzione tecnologica. Un’evoluzione che ha trasformato le laconiche “agende vocali” dalle facoltà limitate in dispositivi via via più sofisticati, in grado di ricordare, comprendere, memorizzare comandi ripetitivi, rispondere alle domande, trovare informazioni, lanciare applicazioni e connettere gli utenti con vari servizi web.

Siri, Cortana, Alexa, Google Assistant sono i nomi più noti, in uno scenario dai contorni ancora confusi, ma che spalanca praterie all’immaginazione e alle prospettive imprenditoriali. …


Un’intervista ad Arianna Passaggio, Art Director in Triplesense.

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Per fermare la pandemia, in soli tre mesi, abbiamo cambiato tutto, o quasi. Il nostro modo di lavorare, di studiare, di fare attività fisica, di socializzare, fare shopping, occuparci della nostra salute e di quella dei nostri familiari, educare i figli.
“Nulla tornerà come prima”. È stato il mantra del lockdown. Tutti d’accordo. Non si può pretendere di tornare agli elementi originali dopo aver mischiato i colori sulla tavolozza di un pittore. E la shakerata del Covid-19 è stata di quelle mai viste.

Sono cambiate radicalmente le nostre vite. Siamo cambiati noi. È cambiato il modo di comunicare. Confinati all’interno delle nostre case, sbalzati in un esperimento collettivo senza precedenti, abbiamo fatto definitivamente pace con le tecnologie digitali. Che, anzi, sono state le nostre armi di sopravvivenza. Mentre il silenzio avvolgeva le strade deserte , il mondo online si sovraffollava. …


Dal copy writing allo UX writing.

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C’era una volta l’adv tradizionale. E c’erano loro: il copy writer e l’art director.
Si trattava, per chi l’ha vista e per chi non c’era, della coppia creativa d’elezione. Dove uno costruiva quelle frasi memorabili che si scioglievano in bocca, o si tagliavano con un grissino, e l’altro le arredava con virtuosismi grafici, effetti speciali e colori ultravivaci.
Una coppia storica, un po’ magica, talvolta comica, sempre sull’orlo di una crisi di nervi. Ma, tra alti e bassi, vivevano felici e invidiati, in un ecosistema protetto, regolato e profumato di ottimismo.

Poi arrivarono i barbari. L’internet, il web, i motori di ricerca, i social network, le app. E fu la rivoluzione digitale.

In pochi mesi, ondate di entropia prodotte dai nuovi media fecero collassare il microcosmo ordinato della pubblicità, di cui Stampa TV e Radio si erano fino a quel momento spartiti il monopolio.
La rivoluzione, che qualche neoluddista si ostinava a chiamare “moda”, non solo mandò in frantumi regole collaudate, ma ridisegnò anche il campo di gioco, stravolgendo per sempre consuetudini, layout, logica e sintassi. L’ecosistema diventò frammentario e incontrollabile. Reputazioni consolidate da anni furono sbriciolate in poche ore di passaparola digitale. …


Un’intervista a Giulia Giordano e Arianna Passaggio, Art Director in Triplesense.

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Siete a corto di parole, in questi tempi confusi e indecifrabili? Non preoccupatevi: il vero potere comunicativo è quello delle immagini, del visual design.
Non siete d’accordo? Pensate alla velocità del messaggio, all’universalità di un linguaggio fatto di simboli e (di)segni, alla presa rapida di colori e forme accattivanti.

“Design” non è solo grafica, naturalmente. È un sistema complesso, dove confluiscono discipline diverse, scientifiche e umanistiche, arte e ingegneria: abbiamo l’industrial design, il web design, l’interaction design etc.

Soprattutto, ci piace l’etimologia. “Design” è un termine inglese che possiamo tradurre con “progetto”. Progettare, ossia “gettare avanti”: partire dalla consapevolezza del presente per immaginare un futuro in cui dare vita a nuove idee. E poiché è di queste che abbiamo un gran bisogno, vogliamo fare un breve riepilogo dei trend di graphic design di questo 2020 che non è mai iniziato.
Convinte che sia un’utile fonte di ispirazione per chi lavora in campo creativo, o semplicemente cerca consigli utili per rendere più accattivante il look di un progetto o la cover di una presentazione. Come stimolo di curiosità e confronti. …


Un’intervista a Riccardo Albertazzi, Triplesense Lead Art Director.

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Il mio lavoro? Sono un Motion Graphic Designer. Mi occupo di “immagini in movimento”, ossia elaborazioni animate di elementi grafici, combinati con suoni e video. Contenuti multimediali per web e app.
In generale, amo avere la libertà di raccontare storie, in modalità sempre nuove e originali. E mi piace, nel Motion Graphics, la possibilità farlo creando esperienze significative, e di grande impatto per l’utente.

Un po’ di storia.
Di preciso, cosa intendiamo parlando di Motion Graphics?
Potremmo tradurre con “progettazione grafica animata”: l’arte di rendere dinamico attraverso l’animazione ciò che per sua natura è statico (loghi, foto, disegni, icone). …


Un’intervista a Giulia Rosso e Riccardo Sofia, UX Senior e Lead Art Director in Triplesense.

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Spiegare a tua nonna “che lavoro fai”, per gli addetti del mondo digitale non è mai stato facile. Ma se un art o un copy possono cavarsela dicendo “disegno” e “scrivo” specificando “per il web”, e lo sviluppatore butta la palla in angolo con un “hai presente i programmi che fanno funzionare il computer?“, per gli UX Designer e UI Designer è un po’ più complicato.

Nemmeno tra gli addetti ai lavori, in verità, le idee sono chiarissime. Anzi, capita spesso di sentire qualcuno che confonde tranquillamente le due funzioni. Noi potremmo cavarcela dicendo che UX designer è chi progetta l’interfaccia mentre UI designer è colui che la…

andrea omegna

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