Io, loro e l’aria.

Spesso dietro a un’azione ci sono tre motivazioni: quella che diamo agli altri, quella che diamo a noi stessi e quella vera. Un racconto per descrivere questo conflitto potrebbe essere...

C’erano un serpente, un carceriere e un elefante. Sedevano dentro una tazza girante da Luna Park. Giravano mentre parlavano.
<<Sssi! Sssono convinto di esssere l’esssere più buono del mondo! Il più sensibile! Ssssoffro come niente, non possso più ssstrisciare ai piedi del sssuo cuore!>> disse il carceriere con uno stigmatismo linguistico importante.
<<Non temere>> cominciò il il serpente dandogli in qualche modo una pacca sulla spalla <<quando questa giostra si fermerà dirò a tutti che hai semplicemente incontrato una persona cattiva, ognuno finalmente avrà pietà di te, saremo felici di questa nostra piccola vendetta>>.
Poi entrambi si voltarono a guardare l’elefante. Egli taceva, stringendo la proboscide attorno al manubrio al centro della tazza. Stringeva e girava, aumentando le rotazioni al secondo di quel trabiccolo barocco. Gli altri due continuavano a guardarlo in attesa, mentre il paesaggio dietro l’elefante diventava un’indistinta e fluente scia di luce.
<<E…??>> disse il serpente.
<<Insssomma?>> chiese il carceriere.
L’elefante sventolò le orecchie, poi di colpo, con una forza incredibile quasi divina, arrestò il manubrio. La tazza si bloccò all'istante, scricchiolando violentemente, la sua struttura resisté a malapena al rinculo. Il serpente e il carceriere si staccarono improvvisamente dal sedile. Apparve di botto il paesaggio. Era un’oasi i n mezzo al deserto, di proprietà dell’elefante.
<<Addio>> disse infine quello <<Non ti amavo. Ho messo il mio cuore sulla giostra delle idee e mi piaceva ti piacesse. Ma nessuno te l’avrebbe mai detto. Cosa avrei dovuto fare io? La verità non parla, la verità si fa>>

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