Sarebbe una follia non utilizzare il «sismabonus»

Probabilmente non esiste al mondo una penisola come la nostra, di una bellezza infinita, ma anche show room di un infinito catalogo di rischi incorporati nella geologia profonda, nella morfologia e nella orografia, con una identità scolpita anche da un corpo a corpo contro scosse devastatrici, frane e spaventose alluvioni, eruzioni vulcaniche. E non si ricorda da almeno cent’anni questo micidiale sovrapporsi di eventi catastrofici (terremoto, frane, nevicate storiche, inondazione, gelo) in aree già devastate tra Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio. Tante emergenze nell’emergenza mai viste prima, con l’aumento e l’estensione di stati di panico e di paura. Un impatto che sta mettendo a durissima prova la tenuta anche psicologica di chi vive nelle zone colpite e il lavoro delle donne e degli uomini della protezione civile che operano no-stop dal 24 agosto.

Sarebbe una follia non utilizzare il «sismabonus» sostiene Erasmo D’Angelis sull’ Huffington post, l’incentivo reso possibile dal decreto attuativo per la riduzione del rischio sismico, firmato dal Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ed entrato in vigore il 1 marzo 2017. Con l’introduzione della classificazione sismica degli edifici si apre finalmente una nuova stagione programmatica per la prevenzione.

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