Il triste destino della donna yogurt, secondo certuni

C’è qualcosa di spiacevole nelle espressioni del viso che la gente può rivolgere ad una donna tra i trenta e i quarant'anni, con una serie di storie sentimentali concluse sulle spalle. Uno sguardo tra la curiosità e il pietismo, eloquente, che non ammette l’amore per l’amore, il frequentarsi, il piacersi, lo stare insieme, il dirsi addio. Senza altari, senza convenzioni. No, signori, nel 2017, specie al Sud, ci sono ancora persone che credono di sapere, senza possibilità di appello, come bisogna vivere. Anche se un mucchio di donne lavora, sa cos’è l’indipendenza, viaggia, magari ricopre ruoli di responsabilità, ci sarà sempre un uomo (o una donna) pronto con quella domanda: “stai con qualcuno? Matrimonio in vista?”. Eventuali risposte negative lasciano spazio a domande e spiegoni a tratti imbarazzanti. Non importa se hai issato palazzi, ponti, se hai scoperto la quintessenza della giovinezza, se stai per rivelare la formula dell’immortalità, no. Senza un compagno sei da candidare a cavia dell’osservatorio dei casi umani. A questi geni dovremmo citare Virginia Woolf. Virginia Woolf — lo sapete tutti — diceva che se una donna vuole scrivere deve possedere una stanza tutta per sé e deve lavorare. Virginia ha dettato una verità universale, valida anche per quelle che non vogliono scrivere. Ci sta dicendo, in soldoni, che il più grande regalo che una donna può fare a sé stessa è lavorare, senza chiedere nulla ad un uomo tranne che il cuore. Voglio precisare che questo non è uno sfogo in odor di femminismo (credo nella diversità degli uomini e delle donne e credo nelle loro possibilità). Questo è un post per rispondere a tutti i tizi che mi hanno rivolto la loro compassione quando hanno saputo che l’uomo di cui ero innamorata ha deciso di darsela a gambe appena gli ho chiesto se qualcosa non andasse tra di noi. Per rispondere ai tizi che hanno profetizzato tradimenti inconfessati, futuri risvolti amorosi con divorziati ed ex conviventi. Ho dovuto difendermi. Tranquillizzo chicchessia circa il fatto che non sognavo il matrimonio ieri e non lo sogno oggi e che non mi sento come uno yogurt a pochi giorni dalla scadenza, come certe personcine grette vorrebbero farmi credere.

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