Its Real

C’è stato un tempo che ti volevi meno bene. Te ne rendi conto adesso che l’mp3 manda in loop Its Real dei Real Estate, l’aria è più fresca, i pensieri più leggeri e lunghi. È passata da poco l’ora del tramonto, il vento gioca con la gonna, le nuvole attraversano il cielo terso. Scendi le scale, ti lasci alle spalle la stazione, anche oggi. Ti piace la stazione, ti piacciono i treni. La città dove vivi ti appare bella ogni volta che guardi verso l’alto, oltre i costoni dei palazzi, oltre la mano degli uomini e il caos. Te ne volevi scappare e invece sei ancora là, ma lo sai che arriverà il momento, lo sai che taglierai quel che c’è da tagliare, semmai. Non ti fa più paura il tempo, prendi quel che arriva, dai quel che ti va, assecondi pensieri e slanci, sogni ancora e spesso ad occhi aperti.

Luglio sta finendo, provi ad immaginare come sarà il tuo periodo di vacanza, il primo senza di lui, dopo anni. Sorridi, sai che caverai il meglio da quello che hai e da quello che di nuovo incontrerai lungo la strada. Ci rinnoviamo di continuo, in un moto perpetuo: ti rinnovi anche tu, ancora. Hai finito un altro libro, comprato un altro disco, saltelli sui giorni, nonostante l’afa, che pure tornerà. Staresti meglio in un paese freddo, tipo Finlandia o Islanda. Ti tornando in mente le gelate tra Natale e l’Epifania scorsa. Ti torna in mente il cappello che avevi, le lacrime, i chilometri che hai percorso per non sentire le fitte dentro. Lo sapevi che era l’anima a fare male. Ma tutto fluisce e anche il dispiacere si ammaestra. Ti sei convinta che il dolore vale quanto la felicità e che notte e giorno si inseguono e sono ciclici. Ti sei convinta che ce la farai, alla tua maniera, come sempre.