Mi sposerò in Converse (la lunga strada verso la maturità)
Si discuteva, l’altra sera a cena, di atteggiamenti maschili e femminili. Sorprenderà nessuno quando dirò che sono sempre stata un maschiaccio. Pur avendo un’anima prettamente femminile. Ho caratteristiche tipicamente femminili. Ho caratteristiche tipicamente maschili. Nel 2015 ho comprato per la prima volta nella mia vita un paio di stivali che hanno un tacco (più o meno). Dico sempre che se un giorno mi sposerò andrò all’altare con le Converse (che in realtà parlo di un altare simbolico, visto che non mi sposerò in Chiesa) (sarebbe ipocrita sposarmi in un contesto religioso, considerando che non entro di mia spontanea volontà in una Chiesa dall’anno della mia cresima).

Stavo riflettendo su queste cose perché ho 29 anni ormai e credo che ormai sia iniziata da qualche anno la lunga strada verso la maturità. Nel mio caso la mia lunga strada verso la maturità ha significato che ho dovuto imparare a “chillarmi”. Che in parole povere significa che ho imparato a fregarmene. Ho due o tre punti fissi nella mia vita su cui non riesco a scendere a compromessi e poi del resto me ne frego. Vuoi spendere 50 euro per avere le mutande di seta? E chi sono io per giudicarti? Se ti piacciono le mutande di seta, fai benissimo a comprartele! Ti piace guardare “C’è posta per te?”. Io guardo Grey’s anatomy e allora? Qual è il problema? Ti piace leggere? Bene! Non ti piace leggere? E pazienza, mica devi leggere per forza. Vuoi mostrare il seno? Se ti fa sentire bene, fallo! Hai coraggio e lo ammiro!
Ci sono certe cose che non cambieranno mai, credo. Il mio bisogno di scrivere, di getto come sto facendo ora. Il mio bisogno di rinchiudermi in camera con la musica altissima: una forma di meditazione molto rumorosa in fondo. L’entusiasmo per una nuova serie tv, per un nuovo manga, piccole felicità da nerd. E il mio volermi sposare in Converse. Perché ci ho pensato e ripensato… voglio che il mio futuro matrimonio sia una festa divertente per me. E non potrei mai divertirmi sui tacchi. Questa è una delle mie certezze.
Tempo fa discutevo con le mie colleghe e ho condiviso il fatto che non ero in possesso di scarpe con il tacco e mi hanno chiesto:”Ma se ti invitano ad un matrimonio?”. Be’ sono stata a tre matrimoni e nessuno ha avuto problemi con il fatto che io non sia messa i tacchi. Avrei avuto io problemi se qualcuno avesse avuto problemi con la mia mancanza di tacchi. Immagino che le persone che mi invitano ai loro matrimoni lo facciano perché sono una persona simpatica e che non gli importi che abbia i tacchi o meno.
Una delle cose che devi lasciare andare, nella lunga strada verso la maturità, è l’opinione che gli altri hanno di te. Ci sono persone le cui parole sono importanti per me e che tengo a cuore, ma non posso essere simpatica a tutti. Devo lasciare andare la paura del giudizio ed è una cosa terrificante. Specialmente per una persona che soffre d’ansia, di bassa autostima e insicurezza. La lunga strada verso la maturità mi porta a riconoscere i miei meriti, ad accettare i miei limiti, a migliorare i miei difetti.
E un giorno andrò incontro all’amore della mia vita indossando un abito bianco e un paio di converse.