Citazioni dalla Seconda Giornata del 21° Convegno Nazionale delle Scuole Domenicali

Alcuni spunti dalla seconda giornata del Convegno Nazionale delle Scuole Domenicali — Chianciano Terme (SI) — 10 settembre 2016

Studio Biblico Mattutino: La Famiglia (F. A. Loria)

  • La famiglia cristiana deve riconoscersi negli infallibili princìpi della Parola di Dio nei suoi ruoli e nei suoi doveri.
  • Come monitori e responsabili dobbiamo innanzitutto vigilare sulla nostra famiglia, quello che avviene nelle nostre case.
  • La Bibbia dà un meraviglioso equilibrio nella coppia cristiana, e se regna nella casa l’educazione dei figli ne gioverà.
  • Nelle Scuole Domenicali piantiamo semi preziosi che possono germogliare in maniera meravigliosa.
  • Ogni genitore e ogni monitore deve mettersi in discussione alla luce della Parola di Dio. Bisogna farlo continuamente.
  • I genitori non possono scaricare le proprie frustrazioni sui figli.
  • C’è prima la famiglia, poi la comunità. Perché la nostra famiglia è la prima comunità!
  • Dobbiamo comunicare con i nostri figli, dialogando, comprendendoli. Se perderemo le occasioni, non le recupereremo più.
  • I problemi in famiglia ci saranno sempre, e sempre più complicati. Le soluzioni si trovano ai piedi del Signore.
  • Non trascuriamo i problemi dei nostri figli, altrimenti cercheranno le soluzioni altrove e finiranno nelle mani di altri.
  • Dobbiamo portare i pesi della nostra famiglia e della nostra Scuola Domenicale a chi se ne è già fatto carico: Gesù.
  • La famiglia deve preparare i figli alla vita, combattendo per prepararli a diventare strumenti utili alla gloria di Dio!

Studio Biblico Pomeridiano: La Scuola Domenicale (F.A. Loria)

  • Le Scuole Domenicali non sono intrattenimento, ma un’estensione del lavoro di formazione biblica della famiglia cristiana.
  • La comunità affida ai monitori le verità dell’Evangelo, da trasmettere con amore e accoglienza verso tutti.
  • Il linguaggio cristiano non è fatto di belle parole e basta, ma di disponibilità, affetto, calore. Chi insegna non può mai porsi su un piedistallo, ma si pone sullo stesso livello degli alunni, apre le braccia per far sentire il calore del suo cuore.
  • Ogni azione educativa deve scaturire dall’amore, non si ferma ad un dialogo frontale, ma si prende carico delle esigenze dell’alunno.
  • Motiviamo chi ci sta di fronte, senza trasformare l’amore in coercizione o in strumentalizzazione.
  • L’Evangelo non è contemporaneo se vengono usate metodologie all’avanguardia, ma se si lascia inalterato il suo messaggio intramontabile.

Culto serale: Lezioni dalla vita di Ezechia (Scott Erickson)

  • Come successe con Ezechia, Dio benedice grandemente chiunque fa la sua volontà, ma c’è un “dopo”: saper gestire le benedizioni che Dio ci dona.
  • La prima domanda che dobbiamo porci nel servizio è: “A chi do la gloria?”
    Il primo errore di Ezechia fu che, nonostante la guarigione ricevuta, non usò questa benedizione per dare gloria a Dio. Vennero popoli per conoscere il famoso re Ezechia, ma invece di parlargli di Dio gli mostrò le sue ricchezze, che Dio stesso gli aveva concesso.
  • La seconda domanda che dobbiamo porci è: “Cosa lasceremo alle prossime generazioni?”. Il secondo errore di Ezechia fu non preoccuparsi delle conseguenze che il suo peccato avrebbe avuto sui propri figli. Gli bastò avere pace durante il proprio regno, senza dare peso alla profezia che avrebbe visto i suoi figli schiavi di una popolazione straniera. Dobbiamo far sì che il nostro servizio vada al di là della nostra vita, impegnandoci per far crescere una nuova generazione nelle verità della Parola di Dio dandogli un esempio coerente.
  • Se non siamo innamorati di Gesù e dello Spirito Santo saremo una facile preda del nemico della nostra anima.
  • La terza domanda che dobbiamo porci è: “Siamo contagiosi nel servizio?”. Ezechia all’inizio fu un esempio luminoso per tutto il popolo, per poi non concludersi così. Noi dobbiamo contagiare chi ci sta intorno nel servizio al Signore con l’amore e la passione verso la Sua volontà.
  • La nostra attitudine verso Dio è fondamentale, dobbiamo essere affamati della Sua presenza. Chi sarà più affamato della presenza e della potenza di Dio potrà fare la differenza in questa generazione.
  • La potenza di Dio è sempre disponibile per chi la cerca con tutto il cuore.