Agorà Sociale
Jul 10, 2017 · 3 min read

IL 22 GIUGNO ABBIAMO PARLATO DI WELFARE AZIENDALE

Relazione a cura di Mirko Ferrari

Organizzare un incontro a Novara sul welfare aziendale, a pochi chilometri da Ivrea città che ha dato i natali ad Adriano Olivetti, imprenditore e politico italiano, crediamo sia stato un giusto riconoscimento a chi più di tutti ha incarnato l’ideale dell’azienda a misura di chi ci lavora.

E’ innegabile: Lui era il welfare prima del welfare, il profeta del benessere organizzativo e del lavoro a misura d’uomo quando il termine non era stato ancora pensato e coniato.

Oggi a differenza degli anni ’50 i nostri territori si trovano ad affrontare come del resto tutta Italia e come la maggior parte dei paesi industrializzati, il problema della difficile conciliazione fra il contenere la spesa pubblica, il rendere sostenibile il sistema di welfare pubblico da una parte e dall’altra il tutelare nuovi e maggiori rischi che derivano dalla flessibilità del mercato del lavoro, dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle spese sanitarie.

Un doveroso ringraziamento ai relatori: Prof. Mario Calderini — Politecnico di Milano — esperto di innovazione sociale, Prof.ssa Eliana Baici — Università del Piemonte Orientale Dipartimento — studi per l’ Economia e l’ Impresa, Prof. Augusto Ferrari — Assessore Politiche Sociali Regione Piemonte -, Dott. Michele Belletti — Comitato Imprenditorialità Sociale Microcredito — Camera di commercio Provincia di Novara, Dott. Lorenzo Miazzo — Consulente del lavoro -.

La legge di stabilità del 2016 ha introdotto in modo permanente a decorrere dal 1 gennaio 2016 una disciplina fiscale agevolata sulla retribuzione variabile prevista da accordi sindacali aziendali o territoriali, sempre di più nel nostro paese il tema WA è preso in considerazione. Nel rapporto annuale Istat (2015) sulla situazione del Paese, per la prima volta ha trovato spazio una sezione sulle pratiche di WA.

In alcuni territori, ci auguriamo presto anche nel Piemonte orientale, si stanno diffondendo reti di imprese sui temi WA, la più nota è GIUNCA (acronimo di GRUPPO di IMPRESE UNITE NEL COLLABORARE ATTIVAMENTE), nata in modo spontaneo da un gruppo di manager delle risorse umane attivo nell’ambito dell’ Unione Industriali di Varese. La rete di imprese più giovane è a Brescia, dal 2015 è stato attivato il contratto welstep, mettendo in rete 13 imprese.

Il WA potrebbe supportare, ovviamente non sostituire, la mancata ricalibratura del welfare pubblico, se è vero che i problemi che affliggono il nostro Paese sono più seri rispetto a quanto accade in buona parte delle altre nazioni UE. La spesa sociale in Italia è infatti cresciuta costantemente negli ultimi vent’anni, passando da circa 200 miliardi nel 1995 a quasi 460 miliardi di euro. Si tratta di una crescita di oltre 6 punti percentuale se rapportata al Pil, un aumento molto robusto se si pensa che tra il 1995 e il 2012 (statisticamente ultimo dato disponibile) nei 15 Paesi originari della UE il peso della spesa sociale sul PIL è cresciuto di meno di 3 punti.

Ipotizzare uno sviluppo del WA nel Piemonte orientale non è utopia, se si pensa che alcune ricerche effettuate in ambito universitario (UPO e Politecnico) sugli elementi di innovazione del sistema di welfare italiano, sottolineano un crescente attivismo di soggetti come le istituzioni pubbliche locali e le associazioni di rappresentanza datoriale nazionali e territoriali, spesso affiancate da provider di servizi per le aziende specializzati nella consulenza, pianificazione e gestione dei piani di WA.

Per incentivare la diffusione del WA sono state apportate rilevanti modifiche alla disciplina fiscale delle somme che concorrono alla formazione del reddito imponibile per il lavoratore dipendente, di cui all’art. 51 del Tuir prevedendo: estensione della non imponibilità per le opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro in esecuzione di contratto o regolamento aziendale (c.2 lett. f). Del WA possono beneficiare anche i famigliari dei dipendenti anche se non a carico.

Esemplificando:

la normativa fiscale (art. 51 del Tuir) prevede che taluni beneft (somme di denaro e/o servizi) nel rispetto di determinate condizioni si sottraggano all’imposizione fiscale Irpef.

A. Benefit che presentano finalità: educative, formative, ricreative, assistenziali, sociali, sanitarie o religiose.

B. Benefit relativi a somme, servizi e a prestazioni erogati dal datore di lavoro per la fruizione da parte dei familiari dei servizi di educazione e istruzione.

C. Benefit relativi alla fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti

Prossimi appuntamenti? Il volontariato d’impresa….

See you soon!

    Agorà Sociale

    Written by

    Coordinamento permanente elaborazione politiche sociali, abitative e famigliari della Provincia di Novara