Perché amo il retrogaming


I giochi sono qualcosa per vecchi? Non so darvi una risposta precisa. Però mi chiedo: perché amo il retrogaming?

Avoid missing ball for high score

(tutto quello che c’è da sapere per giocare a Pong)

Love at first sight: sono un retrogamer da sempre


Ancor prima di venire al mondo nella mia casa c’erano computer e console. Forse ho iniziato prima a giocare e dopo a parlare. Sono cresciuto tra Intellivision, Spectrum, Atari, Amstrad e C64. Sommerso dalle cartucce e dai floppy disk, i videogame erano parte integrante della mia giornata.

La domenica era il giorno sacro perché giocavo con i coin-op. Queste macchine luminose si ergevano come giganti davanti a me. I miei occhi brillavano davanti a Final Fight o Pang. Poco dopo gli arcade iniziarono ad entrare nella mia stanza passando su console e mi piaceva confrontare le diverse conversioni.

Cercai di costruire nella mia stanza, con un semplice cartone, un cabinet per riprodurre la sensazione di quella passeggiata domenicale, anche se non riuscii mai a capire come comportarmi con il concetto di insert coin.

Soldi: amo il retrogaming perchè è low cost


Comprare giochi vecchi è low cost. Basta pensare che oggi per una Playstation One, con Light Gun e Time Crisis, originali e in buone condizioni, potreste pagare 50 euro. Insomma non arriviamo neanche al prezzo di un singolo gioco AAA.

Curiosità: ci sono tanti bei giochi sconosciuti lì fuori che ti aspettano


Amare il retrogaming significa cercare, scoprire e provare i giochi che ci siamo persi. Ci sono tanti giochi che non abbiamo mai provato, chicche dimenticate. In alcuni casi un gioco next gen può valere come 10 della generazione precedente belli e divertenti allo stesso modo.

Adoro comprare pacchi di giochi e giocarci un’ora per poi cambiare cartuccia, o CD, e lanciarmi in nuove sfide fino a quando non trovo quella che mi piace di più. Come se non bastasse ci sono gli emulatori per provare titoli mai arrivati sul nostro mercato o che, da piccoli, non abbiamo potuto comprare.

Amo il retrogaming perché ha le regole chiare


L’idea che la gente ha del retrogamer oggi è forse un pò diversa rispetto a quella che aveva qualche tempo fa, o no? Vedere il retrogaming come qualcosa a uso esclusivo dei trentenni con il cuore pieno di “nostalgia” può essere un grosso errore. Il mercato videoludico fa perno su update e aggiornamenti fin dalla sua nascita, e oggi con i DLC.

Il mercato dei videogame è uno dei pochi che non dimentica e si fonda sull’implementazione tecnica e il miglioramento del genere. Attenzione: non il miglioramento del gioco, ma del genere. Faccio un esempio pratico: in Shinobi il ninja salta e lancia shuriken; ne più ne meno.

Dopo arriva Shadow Dancer che migliora il tutto con un cane, fedele alleato che può stanare i nemici nascosti dietro una colonna. Il gameplay però non si tocca.

La formula è:

Ninja + Shuriken + Cane = Miglioramento del genere


Retrogaming e difficoltà: meno tasti, più problemi


Quanta verità c’è nei vecchi controller? Due tasti, 4 direzioni e via. Comparato con un gamepad moderno, un controller del NES è nulla tecnicamente. Nonostante tutto finire Ghosts ‘N Goblins è molto più complicato che terminare Gears of War.

Ma come mai piccoli giochi come Angry Birds riescono a diventare popolari e tenere testa a grosse produzioni? Perché l’obbiettivo del gioco è semplice: distruggere le strutture in cui si trovano i maiali catapultandoci addosso uccelli con diverse abilità.

Non c’è confusione e una delle regole principali, quando compri un gioco, è proprio questa, venisse giù l’inferno, non deve mentire al giocatore sulle regole del genere.

Carisma da vendere: i vecchi giochi avevano coraggio


Per coraggio non intendo varcare il limite accettato di ciò che è eticamente corretto o socialmente accettabile nella nostra società. Mi riferisco alle assurde e fantasiose combinazioni di personaggi che abbiamo visto scorrere sulle nostre TV da piccoli. E non ci siamo mai posti il problema del realismo. Un esempio chiaro: chi si è mai posto il problema di controllare un idraulico che spara palle di fuoco, mangia funghi con cui raddoppia la sua stazza ed è capace di cavalcare un dinosauro chiamato Yoshi?

L’elemento fantastico era normale, oggi invece si sta perdendo per inserire la simulazione e il fotorealismo ad ogni costo. Perché non si producono più giochi come Brutal Football o Speed Ball?

Il giocatore moderno forse preferisce una situazione impossibile dipinta come se fosse reale. Ed ecco perché trionfano giochi come GTA. Tanti generi racchiusi in un unico grande contenitore: racing, simulazioni di volo, sport, azione, picchiaduro. Un conglomerato di quasi simulazioni in un unico gioco.

Sono un retrogamer perché amo l’hardware


Chi possiede un vinile di Miles Davis verrà etichettato come nostalgico o come intenditore? Ci piace sentire il suono del vinile prima che la musica inizi; elemento completamente assente con il digitale.

Il rituale di mettere un vinile sul giradischi dopo averlo pulito ricorda il soffiare dentro una cartuccia per poi inserirla nel Master System. Per essere onesti, soffiare nelle cartucce le danneggia. Resta il fatto che i giochi vecchi si possono toccare e l’alchimia che si genera tra il giocatore, la scatola del gioco e la console o computer è unica.

Conclusione


Adoro il retrogaming perchè ti offre le basi per iniziare a creare qualcosa di tuo. Per poter apprezzare il presente dei videogiochi evitando tutto quello che non serve. Per restare in contatto con la parte pura del gaming, legata al divertimento e alla passione senza troppe contaminazioni. Un modo di giocare intelligente e relativamnte cheap.

Originally published at www.giocoindie.it on September 13, 2014.