Noi parrocchiani

Questo lungo viaggio agli inizi degli anni sessanta nel territorio astigiano, nei suoi paesi, in ogni località nella canonica conversando con il Parroco, consegna la seguente situazione oltre a inediti frammenti di vita paesana.
Si evince il senso di sfiducia nelle possibilità dell’Azione Cattolica che è giudicata ”stanca” da alcuni, “superata” da altri, perché non più rispondente alle esigenze dei tempi. Tale senso di sfiducia è diffusa in ampi strati di cattolici anche militanti e in parte anche nel Clero.
Il senso religioso della vita è attenuato. Anzi vi è ignoranza diffusa e indifferenza conseguente.
Si delinea insoddisfazione generale o quasi sul piano economico e sociale. Incertezza della vita politica. Le zone sono in gran parte depresse economicamente. 
Inizia lo spopolamento dei paesi specie da parte della popolazione giovane. Molte case sono vuote. Resta nei paesi, in maggioranza, la popolazione anziana. Vi è abbandono dei terreni che restano incolti. L’esodo, in parte è limitato da immigrazione massiccia dal sud, dal centro e dal nord Italia. Problema notevole quello degli immigrati sia dal punto di vista sociale politico, sia da quello morale religioso.
Molte Parrocchie son rette da Parroci anziani. Parrocchie anche importanti sono senza coadiutori.
Vi è esaurimento, per dissanguamento in alcune Parrocchie, di associazioni giovanili femminili e maschili per l’allontanamento graduale degli elementi giovani all’atto del matrimonio o per ragioni di lavoro o per studio. Ne deriva una netta decadenza dell’Azione Cattolica in Parrocchie dove in passato fu rigogliosa e fiorente. 
La staticità di metodi e di iniziative che si ripetono automaticamente da anni sono senza entusiasmo, senza calore. 
Le divisioni e contrasti in seno alle comunità paesane e parrocchiali sono di natura politica e per interessi privati. I contrasti talora sono insanabili tra individui e famiglie anche appartenenti all’Azione Cattolica. Tali situazioni si ripercuotono talora nei rapporti con il Parroco, nella vita religiosa. 
Esiste il problema religioso morale della gioventù maschile e femminile. Il problema della vita di fabbrica e di lavoro per tanta gioventù che lascia il lavoro dei campi e anche per gli uomini sposati e le donne coniugate. Il problema della scuola. Il problema del ballo e del cinema. Il problema della moda femminile. Il problema della televisione. 
Si nota stanchezza, tradizionalismo e nessuna efficienza di molte associazioni parrocchiali. Il problema dell’impegno e cioè del sapere impegnare non è sempre compreso come uno dei principali scopi dell’associazione parrocchiale in particolare. 
Il riposo festivo non è più rispettato. Si lavora di festa. 
Il socialismo e comunismo sono ancora presenti in un discreto numero di Parrocchie della Diocesi; in modo prevalente in alcune, in modo meno rappresentativo nelle altre. Sono ancora legati alla tradizione gli anziani della prima generazione e gli adulti della seconda generazione. I giovani della nuova generazione in gran parte non si nutrono più a quella mensa, ma partecipano come tutti gli altri all’indifferenza comune per tutti i grandi problemi dell’oggi. 
Sono dati di fatto fondamentalmente esatti nei limiti di una valutazione e di uno studio personale, che può peccare in eccesso di errore, ma può anche peccare in difetto.