Ho cercato di capire che cosa ci trovate in Game of Thrones — e non sono sicura di esserci riuscita

Guardare o non guardare

Non ho mai visto una puntata di Game of Thrones. Nemmeno una, mai. Neanche mezza. Neanche un trailer. Neanche una scena, praticamente. E non credo lo farò.

Ho visto i vostri post, le vostre gif. Ho visto i meme di quello ‘strafigo’ di Jon Snow, che ha messo in crisi, per un attimo, la mia convinzione. Con quei capelli lunghi e la faccia da maledetto avrebbe potuto farmi cedere. Un misto tra il mio idolo adolescenziale Orlando Bloom e il mio attuale ideale d’uomo, Tom Hardy. Eppure…

Ma non è testardaggine la mia. È che da quando ho smesso di avere il wi-fi — sì, è possibile vivere senza wi-fi e con una sfigatissima chiavetta internet — mi sono giocata la possibilità dello streaming e di scaricare tutte quelle serie che voi normalmente guardate attingendo dal web. Fino a rifiutarvi di uscire perché dovete vedere l’ultima puntata, a chiudervi in casa per ore e ore finché non avete finito di vedere tutti gli episodi, che piuttosto non dormite o chiamate in ufficio per dire che vi sentite poco bene e quel giorno lì non ve la sentite di andare. Arrivate a minacciar morte in caso di spoiler.

L’idiosicrasia per lo spoiler appartiene ovviamente a tutte quelle persone che si alimentano di serie TV, ma gli integralisti esistono anche in quest’ambito. «Il primo che spoilera è morto, via la testa, come nelle migliori scene di GoT», mi dice Andrea G., un ragazzo di origini biellesi che definire scimmiato è regalargli un eufemismo. «Poi sì, a volte mi confronto con quelle persone che hanno letto solo i libri e che, quindi, essendo in parte diversi, rivelano alcune cose o ne nascondono altre». Ma guai a rovinargli la surprise.

Postare: GoD — Game of Dogs

Vista la mia mania per Instagram, ho digitato in ricerca “game of…”, ottenendo una quantità di profili davvero incredibile, da quelli originali e certificati a quelli creati dai fan, a base di meme, e da pazzi psicopatici che sembrano vivere la propria vita nel riflesso della serie TV. Ma quello che davvero mi interessava era esplorare il tag #gameofthrones. Una rivelazione: gli spettatori non sono solo cinefili, ma anche cinofili. Pare vada di moda fotografare il proprio cane durante la visione delle puntate della serie, c’entra con la storia dei lupi di cui non ho capito niente?, ma non solo, visto che ci sono di mezzo anche i gatti.

Ho chiesto a Giulia A., praticante giornalista originaria di Terni, di spiegarmi la cosa dei lupi, ma ha detto che se mai decidessi di guardare la serie sarebbe uno spoiler troppo grosso — mi rendo sempre più conto che esiste una precisa etica dietro al fenomeno, fondata su un semplice principio: “non spoilerare agli altri quello che non vorresti fosse spoilerato a te”.

Ancora su Instagram, ci sono anche mitomani che inseriscono il tag #gameofthrones in mezzo ad altri, con accostamenti discutibili— tra i vari #shadowhunter #nephilim #vampire #wizard #geek #nerd #gamer #leagueoflegends #selfieaddict #zenfoneselfie #asus #thebestfrontcamera #books #eyes #pretty #handsome #hot #men #angel #lovely #cute #kawaii #anime #netflix #vampirediaries #twilight #hungergames #angelicrune #tattoo — pur di racimolare qualche like tra coloro che condividono le stesse ossessioni.

Accanto ai fissati c’è gente che a prima vista parrebbe abbastanza normale, ma che poi si smentisce usando il tag a sproposito, abbinandolo a fotografie in cui si scambia effusioni, 0 postando prima di bere un gin&tonic — forse era già al secondo giro.

Discutere e pontificare: la terza fase della dipendenza

L’esperienza dei fan(atici) continua su Reddit. Ci si ritrova qui, qui o qui, per sviscerare le più disparate questioni, tipo “Cos’avrebbe potuto dire quel personaggio” e “Cosa avrebbe dovuto fare quell’altro”. L’appuntamento è anche nei vari gruppi Facebook. C’è «una chicca — mi rivela Andrea — di cui pochi conoscono l’esistenza: la pagina di Peter Dinklage, l’attore che interpreta il nano Tyrion Lannister. Gestita da un fan, contiene recensioni, spoiler, video, trailer, immagini divertenti, articoli con teorie e collegamenti con le stagioni precedenti e altro materiale da veri nerd della serie tv» e ha quasi un milione di seguaci. Chissà se tra loro c’è anche Barack Obama…

Sì, perché persino il Presidente degli Stati Uniti ha un problema di addiction a GoT, tanto che ha chiesto (e ottenuto) di vedere gli episodi in anticipo, unico insieme a quelli della casa di produzione HBO.

E il caso si è persino rivelato, secondo Vanessa Golembewski di Refinery29, una “opportunità perfetta per testare i limiti del Freedom Of Information Act”, roba grossa insomma.

Unde malum?

Ma torniamo agli utenti ordinari. Perché sei così fissato con GoT?, ho chiesto a un amico di Milano che studia medicina a Parma e mi sembra non aver problemi psichici particolari. Spesso le colpe discendono dai padri. «Guardo Game Of Thrones perché ho un padre nerd — mi spiega Filippo M.–. Il primo libro della serie è uscito a cavallo tra il ’99 e il 2000. Lui ha insistito tanto perché lo leggessi, manco fosse un classico dell’800, che alla fine mi ha attaccato la smania. Quando è uscita la serie non abbiamo potuto far altro che metterci a guardarla assieme. Ora vivo da solo e ho sostituito mio padre con una compagnia di amici appassionati che il lunedì sera vengono da me muniti di pizza e birre».

Giulia mi racconta invece che la sua ossessione nasce dalle litigate con il suo ex. «Non volevo assolutamente che lo guardasse, con tutte quelle scene di sesso e di nudo che credevo gratuite. Poi, visto che nonostante le mie proteste non ha smesso di farlo, ho iniziato a guardarlo anche io». E la scimmia è sopravvissuta alla relazione.

Filippo guarda anche altre serie più o meno nuove, tra cui I soprano, Lost, Breaking Bad, Fargo, House of Cards. Ma c’è una cosa che gli fa apprezzare GoT in particolare: la crudeltà. «Non fraintendermi, non sono sadico! Penso però che il fatto che nessuna magia o essere fatato sia funzionale alla trama, e inoltre che nessun personaggio si possa sottrarre al proprio, spesso sanguinoso, destino abbia sdoganato e reinventato un genere, il fantasy, che ormai era confinato al pubblico dei fanatici». E con la morte-resurrezione per vie magiche di Jon Snow — di cui sono a conoscenza solo perché ho visto questo video di Kit Harington ospite a The Tonight Show — avrebbero pisciato un po’ fuori dal vaso. «Ho odiato questo espediente e ho tentato di trarre un senso meno ‘wannamarchesco’ dalla cosa, interpretando la resurrezione di Jon come dovuta al fatto che lui fosse dentro al suo lupo tutto il tempo. Comunque è una soluzione che risulta raffazzonata, mentre così non sembra dato che lui come al solito ‘knows nothing’. Spero che risulti l’eccezione che conferma la regola e non un andazzo, d’ora in poi».

Giulia mi conferma che ad attrarla non è tanto il genere, quanto la credibilità dei personaggi e la trama narrativa. «Hai presente — mi dice Francesco R., studente di ingegneria — quella fantastica sensazione de Il Signore Degli Anelli in cui c’è la magia, ma in piccole quantità e in realtà il mondo è plasmato dagli uomini comuni? GoT lo abbraccia a pieno! Sono i personaggi a fare la storia e non solo quelli superpotenti: anche l’ultimo stalliere del regno o qualche prostituta con le loro azioni possono cambiare le carte in tavola». Poi però mi dimostra di credere perfino nei poteri taumaturgici della serie. «Ho preso un influenza colossale e sono stato a letto 3 giorni, mi sono sciroppato le prime 3 stagioni tutte di fila e sono guarito!», mi racconta Francesco. «E Arya [ndr. il personaggio interpretato da un’effettivamente strafiga Maisie Williams], non lo sa ancora, ma ci sposeremo e saremo felici». Me lo dice scherzando, non so fino a che punto.

La mia curiosità, nel frattempo, è salita, anche se continuano a sembrarmi tutti matti. Ma non vi siete ancora rotti le scatole, dopo sei stagioni? «Ormai sono 6 anni che lo guardo e non mi stufa mai — risponde Andrea –. Anzi, crea sempre più suspance, a volte ti manda fuori di testa». Le puntate escono negli USA la domenica sera, le 3:00 del mattino ora italiana, e entro il lunedì mattina, dal mio punto di vista per cominciare bene la settimana con qualche ora di sonno arretrata, Andrea l’ha già vista. Poi aspetta i suoi amici poterne parlare tutti insieme. «Sinceramente, penso sia una delle serie tv più belle mai realizzate. Una volta entrati nel mondo di Game of Thrones, a meno che non piaccia il genere, penso sia impossibile uscirne».

Io odio le dipendenze. Nel dubbio, non comincio.

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