Armando Cossutta, ottimo rappresentante dell’Italia dei privilegiati

E’ morto Armando Cossutta, figura storica del comunismo filosovietico italiano: indubbiamente una buona notizia per i contribuenti italiani.
L’ex parlamentare infatti, oltre ad aver incassato l’assegno esentasse di fine mandato (345mila euro), godeva contemporaneamente del vitalizio da circa 10mila euro mensili ed era uno dei beneficiari della cosiddetta “Legge Mosca”, una simpatica truffa approvata nel 1974 per “regolarizzare” le posizioni pensionistiche di dirigenti e dipendenti di partiti, sindacati, patronati e associazioni di categoria.

Di fatto, senza quasi versamenti contributivi ma grazie a semplici dichiarazioni dell’organizzazione stessa, un esercito di beneficiari (oltre 40mila secondo alcune stime) ha goduto di uno dei tanti trattamenti di favore di cui è prodigo il nostro Paese.

Cossutta ottenne la “pensione” dall’età di 54 anni (regolarmente pagata quindi per 35 anni), ma molti altri celebri nomi la maturarono in età ancor più tenera, come nei casi di Ottaviano Del Turco, Sergio D’Antoni e Franco Marini.
Grazie alla “Legge Mosca” la CGIL sistemò quasi 10mila militanti e il Partito Comunista Italiano oltre 8mila, La Democrazia Cristiana e la CISL oltre 4mila a testa. L’aggravio per le disastrate casse INPS è stimabile intorno ai 10 miliardi di euro.