Dave e la sua esperienza in Italia

Dave è uno studente cinese che ha deciso di raccontarci le sue sensazioni, esperienze e giornate di studio a Bologna.

Come ti chiami? Cosa studi e dove?

Mi chiamo Xu Yeda. Studio comunicazione pubblica e d’impresa presso Università di Bologna. Non faccio l’Erasmus, studio come tutti gli studenti italiani ma vengo dalla Cina.

Quali sono le principali differenze tra il sistema scolastico del tuo paese e quello italiano?

In Italia ci sono più appelli, invece in Cina ne abbiamo solo uno. Per un corso magistrale, in Cina siamo in pochi in una classe, qui in Italia invece no, le classi sono spesso molto affollate. In Cina noi studenti abitiamo tutti in un campus, invece qui dobbiamo provvedere da soli a trovarci una casa e pensare anche a tutto il resto; gli studenti hanno più responsabilità. In Cina non dobbiamo compilare un piano di studi: i corsi da seguire sono predefiniti dall'Università. Inoltre in Italia gli studenti non sono seguiti da un tutor; in Cina invece ogni studente è affiancato da un docente che lo aiuta nel suo percorso di studi.

Come confermano alcune recenti statistiche, sembra che in Europa l’insegnamento sia una professione da donne; ti senti di confermare quest’impressione?

Questa affermazione ha qualcosa di vero ma è anche uno stereotipo. Infatti di solito le donne hanno più pazienza e sono più adatte a fare la carriera di insegnante. Le cose cambiano quando si parla di insegnamento universitario, dove la professione di insegnare non è più cosi strettamente collegata alle caratteristiche tipicamente femminili. Sicuramente, secondo me, gli uomini sono molto più avvantaggiati negli ambiti scientifici; le donne , invece, sono più brillanti nelle materie umanistiche.

Con che aspettative sei partito? Con quali idee sei tornato?

Le mie aspettative iniziali erano quelle di praticare la lingua italiana, fare esperienza pratica delle discipline che studio, conoscere le persone del posto e farmi nuovi amici, studiare in modo bilingue confrontando le culture dei due paesi (Cina e Italia). Risultati: sia per quanto riguarda la lingua, che per gli aspetti iter-culturali, ritengo di avere raggiunto i miei obbiettivi.

Cosa ti ha lasciato di positivo/negativo l’esperienza di vita che hai fatto in Italia?

Sono contento di vivere in una situazione dove posso confrontarmi e scambiare idee con gli studenti italiani. Qui posso accedere più facilmente ad informazioni che in Cina sono spesso considerate un tabù, dato che la Cina è un contesto comunque più chiuso. Gli aspetti negativi li posso trovare nella vita quotidiana. Certe volte non riesco a comprendere e seguire i ritmi della vita studentesca italiana, probabilmente a causa dalle differenze culturali.

Grazie mille per la collaborazione.