Se credi di votare Emma Bonino e invece voti Raffaella Paita

ovvero: Gli orrendi effetti nascosti di una legge elettorale orrenda

Vico Vegetti, Genova — Tratto da Basta strutto nella focaccia. Genova sui muri, Tuss edizioni, Genova

La cosa più repellente della legge elettorale con cui ci apprestiamo a votare (SPOILER ALERT: per la prima e ultima volta) non è tanto Casini a Bologna. Non è tanto la candidatura in collegi “sicuri” di esponenti politici da garantire, perché quella è l’essenza — perversa — del maggioritario all’italiana. Accadeva con il Mattarellum, la legge elettorale che ci ha portato dove siamo, come cercavo di dire già sette anni fa, ma che almeno era onesta e coerente.

La cosa più allucinante del Rosatellum è il sistema di travaso dei voti di coalizione. Quel sistema per cui se io non voglio votare il Pd ma Emma Bonino, ci sono forti possibilità che alla fine voti il Pd ma non Emma Bonino. Faccio un esempio in cui qualcuno si riconoscerà.

Sei di sinistra, lo sei sempre stato. Oppure non sei di destra, i 5 stelle non ti convincono ma che non vuoi votare il Partito Democratico. Perché odî il Pd, perché detesti Renzi, perché non ti convince per come ha governato o per come vuole governare poco importa: hai deciso che il Pd il tuo voto non lo deve avere. Allora pensi di votare Insieme (perché tuo nonno è stato assessore socialista, perché hai votato i Verdi anche quando c’era Grazia Francescato, perché hai un’opinione su Giulio Santagata), +Europa (perché Emma Bonino è una persona seria, perché Tabacci era amico di Pisapia, perché ce lo chiede l’Europa, perché povero Pannella) o Civica e Popolare (chissà perché).

Non il Pd, ti dici, la coalizione ma non il Pd. Solo che no. Perché la legge elettorale assurda con cui stiamo votando prevede che per la maggior parte dei seggi, distribuiti con il proporzionale, i voti di una lista coalizzata che non supera il 3% siano trasferiti alle altre che lo superano.

In pratica se Insieme prende l’1,8%, Civica Popolare il 2,2%, +Europa — Bonino 2,8% e il Pd solo il 22%, alla fine il Pd elegge il 28.8% del proporzionale e gli altri partiti nessuno.

Talmente si teme che la gente non si sia convinta dal voto utile che si è deciso di renderlo obbligatorio per legge fingendo che così non sia. Così un tipo di Genova o della Spezia che tutto vorrebbe salvo dare ancora un po’ di aria al moribondo Pd locale e che quindi decide di votare Emma Bonino, alla fine vota Vito Vattuone e Raffaella Paita.

Se la tua motivazione è non votare Pd e non votare a destra, dunque, non puoi votare neanche un partito della coalizione del Pd: devi votare Liberi e Uguali o Potere al Popolo.

Oppure puoi votare Pd anche se non vuoi, alla fine. Puoi turarti il naso e farti convincere dal voto utile, come hai sempre fatto.

Ed è andata sempre bene, no?