Sei Un Nomade Digitale o Imprenditore Digitale?
Quello che ti voglio far leggere oggi tratta di un fenomeno che sta avvenendo solo nell’ultimo decennio. Un fenomeno che riguarda il mondo del lavoro e che riguarda sempre più persone che ne rimangono affascinate: il “movimento” dei nomadi digitali. Coloro che possono lavorare ovunque in giro per il mondo. Proprio come me:

Come forse saprai, se sei passato dal mio sito o dal mio profilo Instagram, anche io potrei essere considerato un nomade digitale; lavoro online e posso spostarmi ovunque desidero con la sola necessità di avere un laptop tra le mani e una connessione internet abbastanza veloce.
In questo momento spendo la maggior parte del mio tempo in Thailandia, dove i servizi sono all’avanguardia, internet è veloce e posso godermi attimi di relax al mare con del buon cibo (italiano). Insomma, non mi faccio mancare proprio niente.
Eh sì, ti confermo che POTREI essere considerato un nomade digitale, ma è proprio di questo dubbio che ti voglio parlare oggi: nomade digitale o imprenditore digitale? C’è da fare distinzione?
Dati gli sviluppi che sto vedendo in Italia riguardo la connotazione che il termine “nomade digitale” sta prendendo mi preme fare una bella distinzione con un articolo dedicato sul mio canale Medium. Un canale che utilizzo per lo più per sfogare le mie frustrazioni, considerazioni, pensieri e idee.
Chi È Un Nomade Digitale (in Italia)?
Un nomade digitale è una persona che ha fatto una scelta lavorativa basata principalmente sulla voglia di sperimentare desiderio di libertà, di viaggiare in autonomia e voler esprimere liberamente la propria creatività. Una persona che ha ridisegnato la propria vita in base a queste priorità. Sono individui che sfruttano la tecnologia e il web per portare a termine il loro lavoro per potersi permettere il prossimo viaggio e/o permanenza in un luogo più favorevole.
Questo è quanto scritto da un noto sito italiano che tratta l’argomento dei nomadi digitali, e questo è come, purtroppo, l’idea del nomade digitale viene presentata in Italia.
Sono d’accordo? Non del tutto. O meglio, c’è dell’altro….
Soprattutto in base ai nomadi digitali Italiani che incontro in giro per il mondo sto notando che anche in questo caso l’Italia sta toppando sia nell’esporre l’idea del lavoro online da remoto, sia nel credere in questa fantasia.
Per farti intendere a cosa mi riferisco, ti riporto un post di Dario Vignali su LinkedIn sull’argomento (evidentemente stufo anche lui di essere associato a tale ideologia):
Durante i miei viaggi mi è capitato di incontrare tanti sedicenti nomadi digitali. Il 70% di quelli con cui mi sono confrontato applica una filosofia di vita che si scontra completamente con la mia visione. Per molti essere un nomade digitale significa lavorare il meno possibile per godersi la vita il più possibile. Racimolare quel tanto che basta per potersi pagare il prossimo viaggio. Sinceramente non ci vedo nulla di glorioso in tutto questo. Sia sul piano professionale che a livello umano. E non mi identifico assolutamente in questo tipo di “imprenditore” digitale. Penso che oggi abbiamo l’incredibile fortuna di poter lavorare ai nostri progetti da qualunque posto del mondo desideriamo, senza dover rinunciare al nostro tempo, ai nostri affetti, al nostro stile di vita. Ma questo non deve significare lavorare con meno intenzione, a risparmio energetico. Anzi, l’assenza di stress che i vincoli di orario e di spazio generano nella maggior parte dei lavoratori deve essere un propulsore per la nostra imprenditorialità. Una carica di energia positiva che possiamo, e dobbiamo, canalizzare nella nostra attività per essere degli imprenditori di successo. Il remote working è un’occasione, non una scappatoia. . Un abbraccio e ci vediamo al Marketers World, Dario.
Come hai letto, ben il 70% abbraccia una filosofia che sì, può essere accettata, ma che non può essere condivisa da tutti; da chi fa carriera nel mondo dell’online e si vuole distinguere dai classici nomadi digitali.
Come Dario, anche io ha incontrato moltissimi nomadi digitali in giro per il mondo, tanti dei quali italiani vivono proprio in questa condizione di continuo viaggiare spendendo qualsiasi entrata che ricevono per prolungare la loro “vacanza perenne”. Persone che vivono alla giornata senza mai pensare ad un futuro (famiglia, pensione, avanzamento di carriera, investimenti immobiliari, business, …).
La maggior parte dei nomadi digitali che ho incontrato vive completamente in balia del prossimo lavoretto da freelancer per pagare un altro spostamento, un ostello provvisorio o addirittura vanno vanti con la speranza di un eventuale soggiorno gratuito in cambio di una storia di Instagram.
È quindi questo il tanto affascinante mondo del nomadismo digitale?
In Italia, a quanto pare, sì.
Non per questo voglio fare polemica, ma voglio semplicemente dissociarmi ufficialmente da questa ideologia e soprattutto di far conoscere un altro aspetto, un upgrade: l’imprenditore digitale.
Imprenditore Digitale
L’imprenditore digitale è un imprenditore a tutti gli effetti che lavora principalmente da solo o con l’aiuto di collaboratori (spesso freelancer nomadi digitali). Si differenzia dal freelancer per l’aspirazione imprenditoriale del suo lavoro. Le altre differenze principali tra un nomade digitale (freelancer) e un imprenditore digitale sono:
- Un imprenditore digitale ha una visione molto più ampia del proprio business e della propria vita. Solitamente questo tipo di imprenditore crea un modello di business basato su servizi e prodotti unici progettati da lui. Questo modello di business è scalabile e proiettato alla crescita.
- Un imprenditore digitale sfrutta le proprie competenze per creare un prodotto/servizio nuovo per una nicchia di mercato ben definita. Questa strada può risultare vincente in molte situazioni perché è un’evoluzione del modello di lavoro del freelancer.
- Il imprenditore digitale ha meno competitor sfruttando l’unicità del suo prodotto/servizio.
- Un imprenditore digitale gestisce le proprie entrate dando priorità alla crescita del proprio business. Utilizza solo le entrate EXTRA per concedersi momenti di relax e viaggi.
Chi Vuoi Essere?
In tanti mi chiedono come faccio a fare questa vita e come posso permettermi certe cose. Oltre che viaggiare in continuo (1–2 voli al mese) riesco anche a mandare avanti uno stile di vita molto adagiato: mangio cibo italiano ovunque, soggiorno in appartamenti considerati (in loco) di lusso e riesco a concedermi molti momenti di relax in giro per le isole limitrofe.
Chi mi segue su Instagram e mi conosce crede che io sia sempre in vacanza e che i soldi mi piovano dal cielo facendo di tanto in tanto lavoretti da freelancer. La verità non è questa.
Non vi illudete del nomade digitale che viaggia in continuo e può permettersi di tutto. Il nomade digitale appartiene a una categoria, l’imprenditore digitale viene da un altro percorso ben più complesso.
Quello che si vede e quello che invece c’è sotto è più o meno questo:

Alcuni Consigli Pratici Da Nomade/Imprenditore Digitale Che Gira Il Mondo
Che tu sia un nomade digitale o un imprenditore digitale poco importa per quanto riguarda i consigli di viaggio che ti darò di seguito.
Certo, se appartieni alla categoria dei nomadi digitali freelancer che vanno avanti con i proprio risparmi o che non guadagno abbastanza per potersi permettere tanti comfort, forse, potresti saltare questa parte. Altrimenti prosegui la lettura e impara come goderti la vita nel modo più confortevole possibile.
Nell’articolo dedicato ai consigli di viaggio per imprenditori digitali ti farò conoscere alcune strategie, applicazioni e accorgimenti che utilizzo durante i miei viaggi. Dalle carte o conti online (carta n26, hype, revolut, transferwise) che utilizzo per pagare airbnb ai trucchetti che utilizzo per fermarmi quanto più possibile su un luogo che mi piace.
Clicca qui per consultare la guida.
Un abbraccio.
Alessandro.
